La storia è più complicata e più tragica
C’è una parte del mondo occidentale che, di fronte alle tragedie della storia, finisce sempre per concentrarsi sugli uomini, sulle loro espressioni, sui loro sorrisi, sulle loro battute infelici, dimenticando invece le cause profonde degli eventi.
Così c’è chi, ed esattamente un certo Josef Jossy Jonas, oggi si indigna perché Netanyahu, rispondendo a una domanda televisiva, ha detto di aver perso peso dopo il 7 ottobre.
E c’è chi (sempre lui) vede in lui e in Trump due anziani leader ormai preda del decadimento cognitivo, responsabili di ogni male del mondo.
Ma la domanda vera è un’altra.
Se il 7 ottobre non ci fosse stato il più grande massacro di ebrei dalla Shoah, Netanyahu avrebbe dovuto prendere decisioni di guerra?
Se Hamas non avesse trasformato Gaza in una gigantesca infrastruttura militare e terroristica, migliaia di palestinesi sarebbero morti?
È troppo facile ridurre tutto a Netanyahu e Trump, come se la storia del Medio Oriente fosse il prodotto delle loro personalità.
L’odio contro Israele non è nato con Netanyahu. L’antisemitismo non è nato con Trump.
La volontà di cancellare lo Stato ebraico precede entrambi e, purtroppo, sopravvivrà anche a loro.
Si possono criticare Netanyahu e il suo governo.
In una democrazia è legittimo e persino necessario.
Ma trasformarli nell’origine di tutti i mali significa cancellare il 7 ottobre, cancellare Hamas, cancellare l’Iran e cancellare decenni di fanatismo islamista che hanno trascinato israeliani e palestinesi in un abisso.
E poi una riflessione personale.
Trovo sempre singolare che alcuni si presentino come grandi anticonformisti, pronti per anni a mettere in discussione ogni verità ufficiale, persino l’allunaggio del 1969, e poi diventino improvvisamente conformisti quando si tratta di Israele: lì non esistono più dubbi, complessità, responsabilità diffuse.
Esiste un solo colpevole.
La storia, però, è più complicata.
E soprattutto è più tragica.
Perché in Medio Oriente non ci sono soltanto due uomini anziani che sorridono davanti alle telecamere.
Ci sono popoli interi che vivono da decenni sotto la minaccia del terrorismo, della guerra e dell’odio.
E questa tragedia non si comprende se la si riduce a una caricatura di Netanyahu e Trump.





