di Alessandro Roazzi
La Schlein è’ mal consigliata oppure è sola? Dire, che la destra non si insegue ma si batte, è purtroppo la prova che non comprende quel che accade.
Il Pd a quanto si vede non ha rapporti internazionali tali da farne un protagonista, ed in un mondo, dove il realismo politico dominerà e i rapporti di forza decideranno i nuovi, eventuali, equilibri, è già un handicap rispetto ad una retorica, mi scuso per il termine, napoteosi.
Inoltre non si vede quale cultura politica la sua forza politica possa sfoggiare, di fronte alla avanzata degli autoritarismi di destra: una destra che unisce sudditanza ai potentati e sostegno a quella tradizione conservatrice, presente in fasce della popolazione sempre più indifese rispetto al futuro.
Il suo progressismo non è neanche uno slogan per la cronaca, ma chi vuole battere?
Servirebbero tre scelte almeno per tre imprese impossibili.
Farsi carico di un ribaltamento culturale, politico e sociale del movimento socialista europeo, andando pervicacemente a ricostituire rapporti funzionali a questa montagna da scalare.
Come pure incoraggiare una cultura politica, che si liberi di ogni conformismo di pseudo sinistra e incalzi con spirito critico e capacità di interpretazione di un mondo dove i giochi sono diversi dal passato, e tutti coloro che vogliono comunque mantenere concretezza ad alcuni valori irrinunciabili.
Occorrerebbe favorire con grandissima energia un cambiamento anche sociale in Europa almeno questo: come le nazioni hanno ceduto parte delle loro sovranità all’Europa, purtroppo dei burocrati, così le forze politiche antagoniste alle destre potrebbero cedere parte della loro influenza ad un movimento sindacale europeo, invece poco considerato, in grado di perseguire almeno il necessario percorso di reindustrializzazione, senza il quale la disoccupazione futura rischierà di demolire ancor di più le sempre più pallide certezze democratiche.
Altro che “si batte” e “si lotta, da posizioni sempre più svantaggiate. Certo la capisco, la Schlein non può nemmeno immaginarsi il sol dell’avvenire, ma da questo a sentirsi vincitrice a prescindere ce ne corre.




