Home Opinioni BRUNO BUOZZI, MARTIRE DEL NAZISMO CHE QUALCUNO CERCA DI NON RICORDARE

BRUNO BUOZZI, MARTIRE DEL NAZISMO CHE QUALCUNO CERCA DI NON RICORDARE

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di Alessandro Roazzi

Lo capisco, siete rimasti ingloriosamente voi: cattocomunisti e post comunisti.

Ma 80 anni fa, 1944, moriva Bruno Buozzi, grande socialista, riformista vero e coraggioso. Achille Grandi, leader dei sindacalisti cristiani lo riteneva il naturale capo del sindacalismo italiano uscito dalla tragedia della guerra e dalla lunga lotta antifascista.

Ancora oggi la sua morte non ha avuto una spiegazione esaustiva anche se a sparare furono i nazisti in fuga alla Storta.

Buozzi incarnava quell’umanesimo socialista che oggi manca dopo essere stato tradito dalla sinistra del post muro di Berlino in modo opportunistico e vile.

Con Matteotti e’ l’autore della più’ limpida, esauriente e implacabile denuncia della politica economica e sociale della dittatura Mussoliniana. Il Duce tento’ in ogni modo, forse anche durante l’agonia del fascismo, di averlo dalla sua parte. Non cedette mai.

Lo stesso si comporto’ la Altobelli, grande donna socialista e grande dirigente del mondo sindacale agricolo. Mussolini rispetto’ molto di piu’ la statura di queste figure socialiste rispetto ai comunisti transfughi nel fascismo. Era logico.

La sinistra dovrebbe gloriarsi di queste figure, invece il loro antifascismo di facciata ha epurato questi grandi socialisti e senza vergogna. Eppure proprio Buozzi opero’ con tutte le sue energie per ricomporre le fratture nello schieramento della sinistra di allora.

E’ un bene che nessuno di questa ipocrita sinistra da salotto oggi lo ricordi. Sarebbe una beffa, Buozzi non lo meriterebbe. Ma nel cuore dei socialisti, Bruno Buozzi continua a vivere con la dignita’ e la lezione di vita che ha lasciato.

 

DIDASCALIA

La tomba di Bruno Buozzi e l’omaggio di Giorgio Benvenuto, presidente della Fondazione Bruno Buozzi

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