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BRESCIA, LABORATORIO DI PROGETTI UE PER I PALESTINESI, NON PROIETTA LA BANDIERA DI ISRAELE SUL PALAZZO DEL COMUNE

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Piazza della Loggia a Brescia è stata per quasi 50 anni il simbolo delle stragi.

Durante una manifestazione sindacale nel pieno della strategia della tensione, a metà del gli anni 70 del secolo scorso, ha visto morti e feriti dilaniati dagli effetti di una bomba.

Ero presente fisicamente in quella piazza il 28 maggio 1974 e ben ricordo il rumore dell’esplosione, le macerie, i corpi senza vita e i molti feriti: il tutto prodotto da una strategia del terrorismo.

Oggi il terrorismo di Hamas si presenta con il volto più vigliacco di belve che esprimono odio in primo luogo contro la vita di persone inermi, scagliandosi contro donne e bambini innocenti che vivono nelle loro case.

Lo fa perché queste persone hanno la sola colpa di essere israeliani. L’idea che appartenere ad un antico popolo d’Israele basti per sopprimere delle giovani vite come i bambini, dovrebbe bastare a chi vive in un mondo civile per esprimere tutta la vicinanza e la solidarietà ad un popolo e un paese come Israele.

Molti in una città civile e industrializzata come Brescia si interrogano sul perché le istituzioni di questa città hanno negato quel segno di una esternazione pubblica del simbolo di Israele sulla facciata del Comune .

Un tema che ha portato alla luce l’esigenza di inserire questa problematica nel dovere di fare chiarezza a Brescia, come in tutte le città italiane e in tutti i paesi UE, sui piani di aiuti verso i palestinesi e in particolare verso l’area sotto il controllo di Hamas, dove resta come punto fermo quello di proseguire con la politica del terrorismo attivo con l’obbiettivo dichiarato di sopprimere lo stato di Israele.

Gli effetti di una simile posizione politica terroristica porta in tutta Europa ad indagare oggi con rigore su oltre un miliardo di aiuti perché gli stessi non siano intercettati, manco per un euro, dai terroristi di Hamas .

Olivér Várhelyi, commissario europeo per l’Allargamento e la politica di vicinato, aveva annunciato la sospensione di tutti i pagamenti in reazione all’attacco militare lanciato dal movimento che controlla la Striscia di Gaza.

“In qualità di principale donatore per i palestinesi, la Commissione europea sta mettendo sotto esame l’intero portafoglio di sviluppo, per un valore totale di 691 milioni di euro”.

L’Unione europea è uno dei principali fornitori di aiuti umanitari e finanziari alla Cisgiordania, il territorio governato dall’Autorità Nazionale Palestinese del presidente Mahmoud Abbas, e alla Striscia di Gaza.

Serve più che mai fare chiarezza specialmente in Europa su una posizione come il rifiuto al terrorismo in modo netto, specialmente a partire dalle città italiane ed europee .

La trasparenza sugli aiuti è un elemento fondamentale da non trascurare o sottovalutare .

“Gli annunci, spesso in contraddizione tra loro, – ha detto l’europarlamentare italiano Panza – fanno sorgere interrogativi sulle intenzioni di Bruxelles. Dopo il rimpallo di dichiarazioni degli ultimi giorni, che intenzioni ha l’Ue? Ho presentato un’interrogazione alla Commissione europea, per dovere di trasparenza e chiarezza: preso atto che la lotta al terrorismo è una priorità assoluta per l’Unione europea e i suoi Stati membri e che i fondi dei quali la Commissione dispone sono frutto del lavoro e dei sacrifici dei cittadini europei, chiediamo di sapere quanti fondi negli ultimi 10 anni sono stati destinati alla Palestina e quali organizzazioni effettivamente ne hanno beneficiato e a tal riguardo pretendiamo che venga certificato che nemmeno un euro dei cittadini europei sia finito, anche indirettamente, nelle tasche dell’organizzazione terroristica Hamas”. “È un tema – ha aggiunto Panza – di fondamentale importanza, su cui non si possono tollerare ambiguità: i cittadini meritano risposte chiare e immediate”.

Una posizione forte e chiara che non si può che condividere con atti visibili anche da parte delle istituzioni periferiche come appunto le città come Brescia, dove esistono risorse che nel passato per molto tempo si sono dedicate attivamente ad elaborare progetti Ue a favore del popolo palestinese .

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

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