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BIDEN CI HA PORTATI A UN PASSO DAL CONFLITTO NUCLEARE

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Mentre i cialtroni della filiera neocon continuano a blaterare di eserciti europei e dipingono Donald Trump come un pazzo che ci porterà a chissà quale disastro, emergono dati, che fanno rabbrividire, riguardanti la follia dell’amministrazione neocon Dem di Joe Biden, composta da un insieme di guerrafondai.

A raccontarci situazioni da brivido è Scott Ritter, un esperto Usa che ha fatto diverse inchieste parlamentari ed è stato ispettore per la riduzione di armi di distruzione di massa per gli Stati Uniti e per l’Onu.

Scott Ritter, che ci viene presentato in un video da Roberto Mazzoni (giornalista italiano che scrive dalla Florida) è stato in Russia durante il periodo della demolizione delle testate sovietiche, è stato in Iraq per certificare che non c’erano armi di distruzione di massa, nonostante le bugie di Bush Jr.

Chi volesse seguire tutta l’intervista fatta da una giornalista Usa a Ritter lo può fare al link:

https://mazzoninews.com/2025/02/21/un-soffio-dalla-catastrofe-mn-317/

Scott Ritter ci dice che a dicembre dello scorso anno siamo arrivati a un soffio da uno scontro nucleare con i russi.

Nell’intervista con Rachel Blevins Scott Ritter dipinge una realtà drammatica in relazione ad un mondo, quello di chi ha governato gli Usa fino a gennaio. Una realtà da manicomio criminale.

L’amministrazione Dem guidata da Joe Biden, ci dice Ritter, “ci ha quasi portato al punto in cui eravamo vicini alla guerra nucleare con la Russia lo scorso autunno. Ancora una volta, e in uno spirito di trasparenza, spero che l’amministrazione Trump rilascerà i registri, i documenti interni, le discussioni tra gli Stati Uniti e gli altri stati interessati, i briefing della CIA che sono stati dati al Congresso, eccetera, su quanto fossimo vicini a una guerra nucleare, perché, in effetti, siamo arrivati davvero a un soffio da uno scontro nucleare, più vicini di quanto chiunque possa immaginare. E l’amministrazione Biden era assolutamente pronta a scatenare una guerra nucleare con la Russia. Abbiamo avuto un indizio in merito quando, il 26 novembre, il Direttore dei Piani per il Comando Strategico, l’uomo che si occupa della pianificazione della guerra nucleare, ha dichiarato al Center for Strategic and International Studies di Washington, che eravamo pronti a uno scambio nucleare con la Russia e che eravamo convinti che lo avremmo vinto. Intendo dire che c’è chi immagina di poter vincere una guerra nucleare, il che è problematico, in tanti sensi, perché non si può mai vincere una guerra nucleare”.

L’America dei Dem, di Joe Biden, dei neocon era convinta di poter fare una guerra nucleare e di vincerla. Questa è pura follia; è una posizione che solo dei malati di mente può avere, in quanto una guerra nucleare comporterebbe, considerate le 6 mila testate nucleari russe, la fine del mondo o, comunque, una distruzione immane del pianeta.

Ritter ci dice che Joe Biden e i suoi erano disposti a distruggere il mondo.

Continua Ritter: “Ma la loro preparazione a farlo, accoppiata a una conversazione che ho avuto con un anziano democratico, membro del Congresso che è stato informato dalla CIA sulla loro valutazione sui russi, mi ha confermato che eravamo sull’orlo del baratro. Gli dissi che ero consapevole che non mi avrebbe potuto riferire dei briefing segreti che aveva ricevuto, ma gli chiesi semplicemente se gli analisti della CIA pensassero che i russi stessero bluffando. Ha detto, di no, che erano certi che i russi stessero facendo sul serio, ma la parte più spaventosa non era quella. La parte spaventosa era che, benché la CIA in realtà avesse detto che i russi non stavano bluffando, l’amministrazione Biden se ne fregava altamente. Erano pronti a scatenare una guerra nucleare. Ecco quanto siamo arrivati vicini alla catastrofe. Questa è la mentalità che esisteva alla Casa Bianca in quel periodo. Quindi ce la siamo cavata per il rotto della cuffia, e tutto questo a causa dell’Europa”.

E qui emerge la follia non solo degli americani della squadra di Joe Biden, ma anche la volontà guerrafondaia degli inglesi.

“Dovete ricordare – ci dice Ritter – che, allo stesso tempo, l’Europa spingeva con tutta forza per proseguire verso il confronto nucleare. Il 13 settembre 2024, Keir Starmer è venuto negli Stati Uniti con la sua bella valigetta rossa contenente i documenti che ci avrebbero portato direttamente in una guerra nucleare con la Russia. Il primo ministro britannico non è assolutamente nostro amico, Olaf Scholz, non è nostro amico, Emmanuel Macron, non è nostro amico, l’Europa non è nostra amica. L’Europa è alla disperata ricerca di rilevanza. Stanno cercando di convincere l’America a impegnarsi oltre un punto di non ritorno, in modo che la NATO diventi una parte indispensabile dell’America. Ma, in realtà, è il parassita che cerca di attaccarsi in modo permanente all’ospite. Trump ha riconosciuto la NATO come un’organizzazione parassitaria che ci succhia la vita, e ha sfidato la NATO a farsi avanti e a pagare di più, ma non possono. Non sono in grado di farlo, ma non è finita qui. Una cosa è avere un parassita che si presenta e cerca di ingannarti facendoti credere di esserti benefico. Ciao, sono qui solo per renderti un servizio. È come se tu fossi un coccodrillo e io fossi quell’uccello che ti pulisce i denti e tutto il resto. Allora il coccodrillo apre la bocca e lo lascia fare. Ma la cosa cambia se sei una remora che si attacca a uno squalo e poi lo riempie di vermi che, alla fine, porteranno alla morte dello squalo”.

Da qui una previsione che dovrebbe far pensare: “La NATO è finita. È già ferita a morte. È insostenibile. La NATO non può sopravvivere senza gli Stati Uniti”.

In questo contesto, l’Europa è decisamente fuori gioco.

Scott Ritter è brutale nei confronti delle leadership del Vecchio Continente: “L’Europa si è suicidata, letteralmente suicida, perché Trump sta per eliminare la questione ucraina dal problema americano. E lui sta per rimandare tutto all’Europa e l’Europa non può gestirlo. Quindi, l’Europa dice che vogliono sedersi al tavolo. Ma bisogna ascoltare cosa dicono oggi gli americani. Dicono che non possono sedersi a questo tavolo perché è riservato agli adulti. C’è invece un tavolo per i bambini cresciuti, per gli adolescenti insubordinati che dovranno andare nel retro della casa per non disturbare gli adulti. E, alla fine, riceveranno gli avanzi così che possano consumarli e ripulire i piatti. Questo è il tavolo a cui l’Europa può sedersi”.

Un quadro a tinte forti, quello dipinto da Ritter, ma da quanto si sta sempre più evidenziando di giorno in giorno, un quadro realistico.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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