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BIANCANEVE, MITO ARCHETIPO

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di Andrea Sartori
 
Mi è stato chiesto della fiaba di Cenerentola, perché avevo detto che si tratta di una fiaba antichissima.
La versione che noi conosciamo è quella dell’area franco-tedesca, e infatti le versioni cui ci rifacciamo sono quelle raccolte da Charles Perrault (Cendrillon) e dai fratelli Grimm (Aschenputtel). Ma Cenerentola conosce trecento varianti in tutto il mondo.
La più antica attestazione della fiaba di Cenerentola la dobbiamo addirittura ad Erodoto che raccolse una storia egizia più antica. È la storia di Rodopi, schiava greca in Egitto che viene maltrattata da sue compagne di schiavitù per via della sua pelle bianca. Ma il suo padrone, incantato dalla sua abilità nella danza, le regala due pantofole di oro rosso.
Un giorno il faraone Amasi (vissuto durante la XXVI dinastia egizia (570-526 a.C.), dà una grande festa a Menfi ma a Rodopi viene impedito di partecipare dalle altre schiave. Mentre fa il bucato Rodopi viene spaventata dal falcone di Horus che le ruba una pantofola e la porta a Menfi facendola cadere sul faraone. Il re lo interpreta come un segno degli dei e fa provare la pantofola a tutte le ragazze del regno finché non trova Rodopi.
Bene questa è la versione più antica e certo quella dalla quale derivano le versioni europee. Ma Cenerentola ha versioni in tutto il mondo. In Cina ad esempio c’è la storia di Ye Xian la cui prima apparizione scritta risale al IX secolo, nella raccolta di storie Youyang Zazu.
Abbiamo tratti ancora più vicini alla nostra Cenerentola. Qui abbiamo una matrigna che umilia Ye Xian e la costringe a umilianti lavori domestici. Ye Xian è assistita dallo spirito della madre che prima si reincarna in un pesce che però viene ucciso dalla matrigna. Lo spirito della madre le dice di nascondere le lische in vasi dove troverà dei vestiti e dei sandali per partecipare alla festa voluta da un nobile. Lei ci andrà ma per paura di essere riconosciuta dalla matrigna fuggirà perdendo un sandalo. E il resto lo sappiamo. Nella versione cinese si insiste sulla bellezza del piede piccolo che sappiamo a cosa ha portato in quella cultura.
Esiste persino una versione dei Nativi Americani: Ragazza dalla Faccia Ruvida. Stesso copione: qui il “principe” è il guerriero Vento Forte e la scarpetta è un mocassino. Ne esiste una versione russa, la scarpetta d’oro dove l’aiutante è un pesciolino (quindi probabilmente è influenzata dalla versione cinese) e Natiki, versione africana raccolta da Nelson Mandela.
Cenerentola, come Biancaneve e come Amore e Psiche, simboleggia l’anima che si eleva per mezzo dell’amore. Ma questo archetipo è incredibilmente più diffuso di quello di Biancaneve e si trova in ogni cultura mondiale. Forse solo la storia del Diluvio ha una simile diffusione mondiale.
Quindi significa che questa storia è davvero sacra.

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  • Redazione

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