Home Politica BASTA MENZOGNE, I DELINQUENTI NON SONO SOLO COMPAGNI CHE SBAGLIANO

BASTA MENZOGNE, I DELINQUENTI NON SONO SOLO COMPAGNI CHE SBAGLIANO

0

I delinquenti che mettono a ferro e a fuoco le città italiane, che assaltano le caserme, che feriscono uomini e donne delle forze dell’ordine non sono compagni che sbagliano e non sono solo delinquenti disadattati, fancazzisti e figli di papà, che trovano alimento in una logica perversa in base alla quale non essendo la sinistra al potere viviamo in uno Stato fascista, razzista, omofobo, che abilita tutti coloro che lo voglio abbattere a mobilitarsi anche militarmente. No, non sono solo questo. Sono anche elementi al servizio di manine straniere interessate a far sì che in Italia si alzi la febbre, per destabilizzarla, proprio nel momento nel quale rialza la testa e si rende protagonista in Europa. Proprio nel momento nel quale contrasta il leninismo fabiano neocon del globalismo finanziario.

Oltre alla sacrosanta solidarietà alle forze dell’ordine e alle frasi di circostanza, la questione è di intelligence.

Siamo molto vicini al riesplodere degli “anni di piombo”, dove, va sottolineato, manine estere, di servizi segreti ormai ben identificati da una vasta letteratura e afferenti a Stati “amici”, non solo a Stati “nemici” hanno operato per distruggere la democrazia italiana.  

Il tema è che la questione è competenza del comandante del DIS (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza), il prefetto Vittorio Rizzi, poliziotto di lungo corso, appena nominato da Giorgia Meloni.

La questione è di competenza dell’Aisi, perché di sicurezza dello Stato si tratta. La questione è di competenza dell’Aise, perché di manine straniere si tratta.

Il know how i Servizi italiani lo hanno a profusione. E’ ora di procedere.

Negli anni di piombo lo slogan era: “Lo Stato borghese si abbatte e non si cambia”.

Gli “anni di piombo”, val la pena di ricordarlo a chi non ha memoria, si riferiscono a un periodo della storia italiana caratterizzato da violenza politica, terrorismo e instabilità sociale. Questo periodo è generalmente considerato come durato dagli anni ’60 fino alla metà degli anni ’80, con il suo apice negli anni ’70.

In quegli anni abbiamo visto operare il terrorismo di sinistra e di destra.

Gruppi come le Brigate Rosse (BR) da sinistra e Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR) da destra, portarono avanti campagne di omicidi, rapimenti e attentati.

Le BR sono tristemente note per il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro nel 1978.

In quegli anni si sviluppò la strategia della tensione, che suggerisce che alcuni atti di violenza, come la strage di Piazza Fontana nel 1969 e l’attentato alla stazione di Bologna nel 1980, fossero parte di un piano per creare paura e instabilità, giustificando così misure autoritarie o distogliendo l’attenzione dalla crisi economica e politica. Non è stato solo questo. Anche qui manine straniere hanno pilotato e operato.

Eccoci giunti ad uno degli snodi, molto vicini alle teorie delle elaborazioni di psycological operation da “Misure attive”: alimentare un clima di violenza per indurre misure restrittive che consentano di gridare al fascismo e di innescare altre proteste, fino a far cadere il Governo.

Il Governo italiano non piace alla finanza globalista neocon. Forse è all’interno e all’estero che vanno cercati i burattinai delle violenze attuali. Chi li paga? Chi li protegge? Chi li addestra?

Per gli “anni di piombo” ci sono state numerose accuse e prove di coinvolgimento di elementi di servizi stranieri.

Il crescere delle violenze deve indurre a capire chi gioca dietro le quinte per denunciare e colpire senza alcun ritegno chi, “amici” o “nemici”, gioca sporco in Italia.

La violenza crescente sta creando una nuova situazione da “anni di piombo”.

Attenzione a non cadere nel tranello delle misure drastiche di polizia. Il tranello di manine da scoprire va smontato pezzetto per pezzetto, con determinazione e senza pietà.

Vanno chiusi i centri sociali. Vanno messi in galera quelli che sono stati trovati con le mani nella marmellata, anche se sono figli di papà.

Tuttavia il vero lavoro da fare è recidere i legami che collegano le manine dei pupazzari ai pupazzi.

Per il Dis c’è lavoro da fare.

Forse vale anche la pena di far capire a qualche “amico” straniero che chi gioca sporco in Italia deve attendersi giochi sporchi in patria.

Occhio per occhio, dente per dente. Senza pietà.

Per chi volesse approfondire, sul Nuovo Giornale nazionale trova molte analisi.

Eccone alcune:

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/cronaca/19335-gli-eredi-delle-brigate-rosse-dichiarano-la-guerra-rivoluzionaria.html

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/19352-le-brigate-rosse-la-francia-e-il-lodo-moro-urge-desecretare.html

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/cultura/14925-il-golpe-allinglese-tra-rossanda-e-calvino.html

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/cultura/10237-la-fila-degli-intellettuali-di-sinistra-per-avere-a-cena-il-brigatista-rosso.html

https://nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/cronaca/5549-chi-era-il-capo-della-colonna-genovese-delle-br-attendiamo-lumi-dalla-magistratura.html

Https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/18760-lhyperion-e-il-kgb-il-loro-ruolo-nel-sequestro-moro-secondo-gli-atti-della-commissione-fioroni.html

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/19491-eversione-rossa-un-nodo-da-sciogliere-desecretando-il-900.html

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/19499-strage-di-bologna-solo-fascisti.html

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/19506-i-cortigiani-delleliseo-e-gli-interessi-dellitalia.html

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui