
di Giuseppe Augieri
Trump finalmente lo ha detto. Non è che se lo sia lasciato sfuggire: l’intento è stato proprio quello di dirlo, di fare chiarezza su una vicenda nella quale, come spesso accade, le prese di posizioni sono prima ideologiche e poi tutto il resto. Con l’esaltazioni dei valori e disastri nel concreto.
«Se ad altri Paesi è consentito applicare dazi contro di noi e a noi non è consentito contrastarli, rapidamente e agilmente, con misure tariffarie contro di loro, il nostro Paese non ha neanche una piccola possibilità di sopravvivenza economica».
Togliendo il discutibile “ad altri Paesi è consentito”, resta il cuore di un problema. Il debito pubblico americano è insostenibile, il deficit commerciale non può reggere, la parte di debito in possesso dei Paesi stranieri è diventata arma di ricatto, anche perché il vincolo che consentiva agli USA di stare tranquilla (il dollaro come unica moneta di riferimento negli scambi commerciali) sta cedendo posizioni. L’analisi macroeconomica è impietosa: «…. il nostro Paese non ha neanche una piccola possibilità di sopravvivenza». Trump comunica al mondo di aver preso coscienza dell’azione dei BRICSplus. Che quel mondo è cambiato. Che il si salvi chi può non è solo ipotesi peregrina. Con quello che segue: che non è poca cosa.
Si, perché i dazi sono, a loro volta, un’arma non solo per riequilibrare “in via diretta” la bilancia commerciale USA ma soprattutto perché la moneta USA “deve” essere svalutata. Operazione già in parte riuscita. Il dollaro passa da 0,98 Euro di gennaio a 0,88 Euro ai giorni nostri. Gli analisti dicono che la discesa del dollaro continuerà. Si andrà oltre il 10% di svalutazione. Cosa significhi inutile dirlo. Cosa fare per parare il colpo meriterebbe una trattazione, qui impossibile, di ipotesi diverse ma convergenti tutte verso il segnale di pericolo per una guerra dei dazi.
Mi sono ripromesso di fare pochi commenti. E così farò. Ricordo solo che avevo accennato già da tempo a questo problema senza avere la fortuna ed il piacere di trovare interlocuzioni. Per quello che vale: perché io sono dietro ad una scrivania con pc e tastiera e non sul campo, perché non ho alcun potere di suggerire soluzioni e neanche di forzare un dibattito. Ma mi soddisfa il fatto stesso di diffondere dei fatti, proporre qualcosa che sui media non c’è, nascosto dietro un gossip infinito che nasconde propaganda che si fa passare per politica.
Tento di rifiutarmi di aderire a questo gioco.





