Home Cronaca ASCOLI, LA CENSURA FRANCESCANA FA RIMUOVERE UN MONUMENTO “MASSONICO”

ASCOLI, LA CENSURA FRANCESCANA FA RIMUOVERE UN MONUMENTO “MASSONICO”

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Le cronache di questi giorni segnalano, fra le numerose notizie, che ad Ascoli i francescani hanno fatto rimuovere un’opera scultorea, perchè la stessa mostrava “segni massonici”. 

Non siamo su “Scherzi a parte”, né c’è stata l’azione di un novello e reincarnato Tomás de Torquemada. E’ semplicemente accaduto che  l’ordine dei frati francescani ha fatto rimuovere un’opera realizzata dall’artista Lavinio Velenosi, posizionata in piazza del Popolo sul sagrato del tempio monumentale di San Francesco, nei pressi della celebre Loggia dei Mercanti. L’opera era tra quelle che dovevano essere esposte fra le realizzazioni artistiche pesenti nella rassegna “Travertino DiVino”, in programma in questi giorni.

Così in poche ore, dopo una segnalazione alla locale polizia, si è arrivati alla rimozione dell’eretico manufatto di un autore, noto sia a livello nazionale che internazionale, soprattutto per il  “tempio della grande madre”, una importante opera posta a Venamartello, che a suo tempo ha avuto una significativa notorietà mediatica.
L’autore non ha mancato di rappresentare il proprio sconcerto dichiarandosi “sorpreso e amareggiato” e che la sua intenzione “non era certo quella di generare polemiche o fraintendimenti. Quella scultura rappresenta il frutto di un lavoro personale e sincero”. Lo stesso ha soggiunto che “Fa male sentirsi accusati pubblicamente di un intento che non si ha. Ho realizzato quella porta in travertino con dedizione e passione lavorando per settimane in vista di questa manifestazione. È stato un gesto spontaneo nato dall’amore per il mio territorio e per questa pietra che lo rappresenta”.
In un mondo normale l’episodio potrebbe essere catalogata fra gli accadimenti di poco conto, in quanto a ben vedere si potrebbe anche pensare che si possa essere di fronte a una “furia iconoclasta” da operetta, ma una cosa del genere appare comunque assolutamente censoria e se vogliamo incomprensibile. Soprattutto perché qualcuno ancora pensa di essere in un regime dominato dalla Santa Inquisizione o che magari prevede l’imminente arrivo di qualche talebano.
 
Se tanto ci da tanto, a questo punto qualche novello Bellarmino chiederà di rimuovere la statua di Giordano Bruno, posta a Roma a Campo di Fiori, sempre alla faccia dell libertà di pensiero, della laicità, del rispetto e della tolleranza.
 
Sorprende poi, che un ordine, fondato da un personaggio che si è distinto, peraltro, per la capacità di dialogare, anche con il mondo islamico, abbia voluto censurare un opera che mostra simboli comunque universali, che a quanto sembra non appaiono divisivi.
 
Ma questo passa il convento, è il caso di dire. Poi visto l’andazzo, a questo punto anticipiamo e preveniamo eventuali pensieri censori dei poveri fraticelli, magari cambiando il nome della Loggia dei Mercanti, con un toponimo meno solfureo, come ad esempio Sagrato dei Mercanti.
 
Amen awomen
 
 
 

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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