
La sconfitta è pesante, inequivocabile, impossibile da mascherare anche per i giornaloni stile ultimo giapponese alla guardia della casamatta anche se la guerra è finita.
La sconfitta prima ancora che del Pd è della sua segretaria Eddy Schlein e dell’agenda Soros, che evidentemente non paga.
Trasformare il rosso del Sol dell’avvenir ex Pci, unito al Biancofiore ex Dc, nel fucsia Soros style è costato caro al Pd, visto che ha perso a raffica nella maggior parte dei comuni capoluogo nei quali si è votato per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali.
Se uniamo la pesante sconfitta italiana della Schlein con quella parallela di Pedro Sanchez in Spagna, a Bruxelles arriva una pesante bocciatura dell’agenda Soros-Gates adottata e incarnata dal Partito socialista europeo e dai suoi cespugli (nell’insieme: Socialisti & Democratici).
Il messaggio è ancora più netto se si considera che Sanchez ha indetto elezioni politiche anticipate per il 23 luglio, ossia 22 giorni dopo che Madrid avrà assunto la presidenza di turno dell’Unione Europea. Se in Spagna vincesse il Partito popolare a Bruxelles ci sarebbe un singolare cambio della guardia iberico, con la possibilità anche di un cambio di alleanze prima delle elezioni europee del 2024.
La pesante bocciatura italo-spagnola riguarda una politica folle, che sta portando l’Europa al disastro.
Al Partito popolare europeo dagli italiani e dagli spagnoli arriva un messaggio preciso: mollare gli esponenti dell’agenda Soros e rimettere in sesto, per quanto è possibile, la nave Europa, ormai da troppo tempo fuori rotta.
Seguire Timmermans e Borrell porta a superare la linea del baratro.
I dati sono più eloquenti di qualsiasi parola.
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1 |
Ancona |
Silvetti |
CD |
51% |
|
2 |
Brindisi |
Marchionna |
CD |
54% |
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3 |
Imperia |
Scaiola |
CD |
63% |
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4 |
Latina |
Celentano |
CD |
70,7% |
|
5 |
Massa |
Persiani |
CD |
54,3% |
|
6 |
Pisa |
Conti |
CD |
52,2% |
|
7 |
Siena |
Fabio |
CD |
52,2% |
|
8 |
Sondrio |
Scaramellini |
CD |
57,9% |
|
9 |
Terni |
Bandecchi |
Civica CD |
54,6% |
|
10 |
Treviso |
Conte |
CD |
64,8% |
|
11 |
Ragusa |
Cassì |
Centro |
65,3% |
|
12 |
Catania |
Trantino |
CD |
64,8% |
|
1 |
Teramo |
D’Alberto |
CS |
54,5% |
|
2 |
Brescia |
Castelletti |
CS |
54,8% |
|
3 |
Vicenza |
Passamai |
CS |
50,5% |
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4 |
Udine |
De Toni |
CS |
52,8% |
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5 |
Trapani |
Tranchida |
CS |
Oltre 40%? |
Siracusa verso il ballottaggio: Messina CD in testa.
* I dati percentuali, mentre chiudiamo il giornale, sono passibili di alcune modifiche.
Gli italiani, ancora una volta, hanno detto no ad una politica ideologica slegata dalla realtà e sì ad una politica pragmatica, oggi incarnata dal centrodestra, sia a livello locale, sia a livello nazionale.
Se qualcuno sperava che la luna di miele con il governo di Giorgia Meloni fosse finita ha avuto, ancora una volta, la risposta dalle urne.
Il centrodestra ha ora il compito, non facile, di essere fedele al mandato e di mettere a regime anche alcuni aspetti della sua politica che non convincono, come ad esempio, quello relativo alla sanità, dove sembra di essere in piena continuità con i governi Conte e Draghi. Sulla vicenda sanitaria, al di là di quanto possa dire o non dire la magistratura, è necessario che la Commissione parlamentare faccia chiarezza, senza veli e senza sconti per nessuno.
Il welfare sanitario ormai non esiste più, le case di riposo sono dei lager, mancano i medici di base e avanza la sanità privata. Occorre un’inversione decisa, perché la salute è uno dei pilastri sui quali è stata modellata la democrazia europea nella seconda metà del secolo scorso.
Ridare la parola agli elettori anche per quanto riguarda le Provincie, aumentando partecipazione e democrazia. Attuare la riforma presidenziale. Rimettere l’immunità parlamentare per sottrarre la politica alla magistratura. Riformare dalle fondamenta le leggi Severino e Bassanini. Ridare poteri ai sindaci e non ai burocrati.
Il centrodestra ha ricevuto, nell’arco di un anno, più volte un preciso mandato a governare e a decidere. Decida.
Per il centro sinistra si apre una stagione difficile. Il dramma della sinistra è di non sopportare che ci sia qualcuno più a sinistra e ora il dramma aggiuntivo è che la sinistra ha adottato la linea woke di derivazione americana che, nell’insieme, è un pasticcio velenoso.
Chiunque a sinistra voglia riprendere la strada di una possibile crescita deve abbandonare le cialtronerie sorosiane, l’idiotologia woke e tornare con i piedi per terra.
Il globalismo è finito. La religione climatica è ormai un espediente di distrazione di massa che non funziona più. Anche la critica al sovranismo è bolsa. Il popolo, i popoli, non ne vogliono sapere di un mondialismo radical chic che va bene solo ai ricchi.
Anche le elezioni in Turchia sono avvenute all’insegna non del recupero della Sublime Porta, ma delle radici identitarie del Turan e della mitologia delle origini.
La storia non si cancella. Se la sinistra vuole tornare ad essere tale deve guardare alla sua storia, deve fare i conti con la sua storia e non diventare, come è diventata, un parco giochi per élite fuori dalla realtà.
Un’opposizione seria è necessaria per la democrazia.





