Home Opinioni ADDIO AL SOCIALISTA DEL TURCO, DALLA SUE VICENDE COME NON PENSARE ALLA...

ADDIO AL SOCIALISTA DEL TURCO, DALLA SUE VICENDE COME NON PENSARE ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

0

di Gianvito Caldararo

Oggi tutti a ricordare la figura di Ottaviano Del Turco, massacrato da una inchiesta giudiziaria senza fondamento, come dichiara il suo difensore avv. Gian Domenico Caiazza. Lo stesso difensore che sulla vicenda di De Turco, giunge a definire, in una recentissima intervista: “Una vita rovinata da accuse folli dei PM” con una inchiesta poi finita quasi in nulla. E la vicenda di Del Turco, ha portato alla mente i tempi di “Mani pulite”. Il famoso periodo durante il quale, come disse Craxi, “la giustizia divenne una specie di giustizia-spettacolo, con i suoi divi, i suoi eroi e i suoi dannati”.

Infatti, i processi avvenivano in piazza e sui giornali e non nelle sedi competenti. In quel periodo si realizzò uno stretto connubio tra taluni PM e alcune testate giornalistiche, cosa che haoriginato una mortale gogna mediatica contro gli indagati. E la giustizia, come afferma Martin Luther King,  “da bene prezioso che va difeso e preservato con cura, poiché è il fondamento su cui si basa la civiltà umana”, diviene una giustizia – spettacolo.

E sarà ancora una volta Craxi, a dichiarare: “sono in tanti i giudici che non cercano la verità e la giustizia. Al loro posto hanno cercato soprattutto lo spettacolo. Lo spettacolo era indispensabile serviva innanzitutto a creare popolarità. E la popolarità è necessaria per estendere e rafforzare un potere bel al di là di quello regolato e limitato dalla legge”. Infatti, l’enorme popolarità e potere acquisito dai PM, portò il Parlamento ad approvare la famosa legge costituzionale del 29 ottobre 1993 n° 3, di modifica dell’articolo 68 della Costituzione, cioè delle guarentigie per i membri del Parlamento.

Una legge che prima della modifica stabiliva che “senza l’autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale”. Fu il grave segnale di come la politica veniva privata della sua autorevolezza e di parità verso il potere giudiziario. Il danno maggiore di ” Mani pulite ” è stato quello di aver diffuso nella stragrande maggioranza degli italiani che la politica è affarismo, è corruzione e qualcosa di losco.

Infatti, in quel periodo uno dei protagonisti di ” Tangentopoli “, il Pm Piercamillo Davigo, giungerà a dire  che ” non esistono politici innocenti ma colpevoli su cui non sono state raccolte le prove “. Dirà finanche che ” rivolteremo l’Italia come un calzino “. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La verità è che quando i giudici si proclamano sacerdoti di una ” rivoluzione “, quando si appellano ai sentimenti della piazza, quando sono aizzati da chi ha uno specifico motivo per farlo, scome ci ricorda sempre Craxi, con il suo linguaggio di verità,  in quel momento ” la giustizia ha perso le sue virtù, che sono la obiettività, la verità, l’equilibrio, la serenità e l’umanità “.

La giustizia e la magistratura perderanno molto della loro fiducia e autorevolezza. Ma il rischio maggiore per i magistrati è di non essere e ne apparire imparziali. E come affermava il giurista statunitense, Thurgood Marshall, il primo afroamericano ad essere eletto alla Corte di giustizia degli Stati Uniti d’America: “La giustizia è come una torcia, che illumina il cammino della società verso un futuro di uguaglianza e libertà”. Ed è quello che gli italiani si attendono dalla giustizia italiana, sempre più  divisa in correnti, politicizzata e caratterizzata da tensioni e polemiche. 

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui