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L’IMPORTANZA DELLA TELEVISIONE NELLA COMUNICAZIONE POLITICA AL TEMPO DEI SOCIAL

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di Adolfo Tasinato

La televisione è ancora rilevante nella comunicazione politica?

In un’epoca in cui i social media sembrano dominare ogni aspetto della nostra vita, è facile cadere nella tentazione di considerare la televisione come uno strumento ormai superato, soprattutto nel campo della comunicazione politica. Le elezioni recenti in molti Paesi hanno visto una crescita esponenziale dell’uso di piattaforme come Facebook, Twitter e Instagram da parte dei politici, portando molti a chiedersi: ha ancora senso investire nella TV per veicolare messaggi politici?

Ignorare l’importanza della televisione può rivelarsi un errore strategico fatale. Nonostante la crescita dei social, la TV rimane uno dei mezzi più potenti per raggiungere un vasto pubblico in modo immediato e autorevole. Secondo un rapporto di Nielsen del 2023, in Italia, la televisione tradizionale continua a essere il mezzo più utilizzato per informarsi, con una penetrazione che supera l’80% della popolazione.

Non solo. Il rischio di affidarsi esclusivamente ai social media è quello di finire intrappolati in bolle di filtraggio, dove il messaggio politico raggiunge solo chi è già predisposto a riceverlo. Questo fenomeno, noto come echo chamber, limita enormemente l’efficacia della comunicazione, riducendo la capacità del politico di raggiungere nuovi elettori e influenzare un pubblico più vasto.

La TV come veicolo di cambiamento

Ricordiamo l’impatto del confronto televisivo tra John F. Kennedy e Richard Nixon nel 1960, considerato da molti il momento in cui la televisione divenne il mezzo dominante nella comunicazione politica. Kennedy, consapevole della potenza dell’immagine, sfruttò la televisione per apparire giovane, fresco e dinamico, mentre Nixon, malato e stanco, venne percepito come meno sicuro di sé. Questo esempio storico dimostra come la televisione non sia solo un mezzo di comunicazione, ma un vero e proprio palcoscenico dove si costruisce (o si distrugge) l’immagine pubblica di un politico.

In Italia abbiamo ben impressa in mente l’immagine curatissima di Silvio Berlusconi nelle sue apparizioni televisive, impeccabile nel suo doppiopetto blu, sapeva perfettamente che una immagine vale più di tante parole soprattutto sul piccolo schermo e che chi è incerto ha bisogno di essere rassicurato da una immagine gradevole che passa oltre lo schermo.

Anche in Italia, il ruolo della televisione rimane centrale. Basti pensare alle apparizioni dei politici nei talk show più seguiti, come Porta a Porta, che viene spesso definito la terza Camera del Parlamento. La presenza in questi programmi permette ai politici di raggiungere un pubblico ampio e variegato, spesso meno presente sui social media.

La Soluzione: Integrare, non sostituire

Allora, come può un politico moderno sfruttare al meglio entrambi i mondi, quello televisivo e quello dei social media?

La chiave sta nella sinergia. La televisione e i social media non devono essere visti come rivali, ma come strumenti complementari. Un politico può, ad esempio, utilizzare la televisione per lanciare un messaggio forte e autorevole, che poi viene amplificato sui social media, dove può essere discusso, analizzato e condiviso. Questo crea un ciclo virtuoso di comunicazione, in cui il messaggio originale non solo raggiunge un vasto pubblico, ma viene anche arricchito e personalizzato attraverso il feedback immediato dei social.

La dinamica può essere così riassunta: la persona vede il personaggio politico in Tv, rimane impressionata favorevolmente dalla sua immagine oltre che da quel che dice, è quindi invogliata a collegarsi ai canali social del politico e qui avviene la fidelizzazione su certi argomenti anche mediante l’interazione e si sviluppa il rapporto che viene percepito come personale. Ovviamente non significa che i like si trasformano in voti ma la platea dei possibili elettori viene sicuramente ampliata.

Targeting e Personalizzazione

I social media offrono la possibilità di un targeting molto preciso, permettendo ai politici di raggiungere segmenti specifici dell’elettorato con messaggi personalizzati. Tuttavia, è la televisione che conferisce al messaggio un’aura di autorevolezza e legittimità che i social media, da soli, faticano a ottenere. Un esempio efficace è stato l’utilizzo della televisione da parte di Matteo Renzi durante la sua campagna per il referendum costituzionale del 2016. Renzi ha combinato una presenza costante in televisione con una strategia social molto aggressiva, riuscendo a monopolizzare il dibattito pubblico.

Storytelling Multimediale

Un altro approccio vincente è quello dello storytelling multimediale. La televisione può essere usata per raccontare storie in modo visivamente coinvolgente, mentre i social media possono servire a dare continuità a queste storie, trasformandole in contenuti virali. Pensiamo alla campagna elettorale di Barack Obama nel 2008, che ha utilizzato spot televisivi emozionanti e ben prodotti, poi ripresi e diffusi attraverso YouTube e altre piattaforme social, creando un movimento che ha saputo coinvolgere milioni di persone.

Tra i politici italiani Giorgia Meloni ha una chiara preferenza per i contenuti visivi anche sui social, in particolare l’uso di “card” e video, è stata fondamentale per trasmettere efficacemente i suoi messaggi politici. L’uso strategico di immagini e video, insieme a un focus sull’attaccare gli avversari ed evidenziare i risultati, è stato centrale nella sua narrazione sui social. In merito all’utilizzo del mezzo televisivo da parte del Presidente del Consiglio va sottolineata la capacità di mantenersi coerente ed empatica nei confronti del pubblico, istituzionale ma anche abile ad uscire da certi schemi preimpostati. Caratteristiche che al momento altri leader di partito sanno esprimere poco.

Monitoraggio e Feedback

Infine, è essenziale che i politici utilizzino i dati provenienti dai social media per monitorare l’efficacia dei loro messaggi televisivi. Le reazioni sui social possono fornire feedback immediati su come il pubblico sta percependo un particolare messaggio televisivo, permettendo di aggiustare il tiro in tempo reale.

La TV e i Social, una coppia vincente

In conclusione, la televisione continua a giocare un ruolo cruciale nella comunicazione politica, anche nell’era dei social media. Anzi, è proprio la combinazione dei due strumenti che offre le migliori opportunità per un politico moderno. Ignorare la televisione significa rinunciare a un mezzo potente e consolidato, mentre sfruttarla in sinergia con i social media può amplificare l’efficacia della comunicazione e raggiungere un pubblico più ampio e diversificato.

La vera sfida per i politici oggi non è scegliere tra TV e social, ma saperli integrare in una strategia coerente e multicanale che sappia sfruttare al meglio le peculiarità di entrambi. Solo così sarà possibile mantenere rilevanza e impatto in un panorama mediatico sempre più frammentato e complesso.

Autore

  • Adolfo Tasinato

    Laurea in Comunicazione e Marketing, Master in comunicazione digitale. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti, socio della Associazione Giornalisti 2.0. Scrivo per il Nuovo Giornale Nazionale.

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