
di Ugo Busatti
“Oltre 800 arresti, duecento agenti feriti, due morti, duemila auto incendiate, centinaia di edifici pubblici danneggiati, centri commerciali presi d’assalto, con quelle azioni che una volta si definiva la spesa proletaria. Questa per il momento la situazione in Francia.
Oggi i funerali del ragazzo ucciso e chissá cos’altro succederá. Per noi che viviamo a Parigi non sono tempi facili. Prima la rivolta contro le pensioni, prima ancora i gilet gialli. Ed ora i giovani e giovanissimi. Adolescenti.
La politica europea (lasciamo stare il resto del Mondo) fa un errore dopo un altro. Parlano di “next generation”, ma stanno indebitando ulteriormente gli Stati per finanziare i soliti imprenditori che stanno creando un nuovo mercato al grido di salviamo l’ambiente.
Il quale va salvato, certamente. Ma dobbiamo rimettere ordine, con una prioritá di valori.
Intanto finirla con la guerra, quella in Europa, smettendo di dare armi e foraggiare questo conflitto pretestuoso. La difesa della libertá, ormai é chiaro, non c’entra nulla. Solo i prezzolati e chi ha le fette di prosciutto davanti agli occhi ci credono.
E poi, facendola finita di andare dietro alla dimensione delle telline e delle banane, occuparsi di fornire linee guida ai governi per fare delle riforme strutturali nel settore dei servizi ai cittadini, rendendo loro la vita piú semplice, invece che complicarla, e abbattendo tutti i muri tra gli Stati Membri. Altrimenti continueremo ad andare senza guida e senza una reale voglia di metterci insieme.
Si deve dare uno stop. Poi un reset completo alle regole di base. Per ora accontentiamoci di non avere confini, per persone e merci. Di proporre azioni concrete per il miglioramento dei servizi al cittadino, di armonizzare la giustizia, la sanitá, l’istruzione, soprattutto le pari opportunitá. Proposte, che i singoli governi dovranno far proprie. Ma standard ai quali adeguarsi per definirsi europei.
E smetterla di fare debiti per dare da mangiare alle imprese che continuano a macinare utili ed a speculare sull’inflazione che sta distruggendo la classe media. Dobbiamo passare per una recessione, ma non é un male, se si ridisegna un Sistema.
Il problema é che i giovani sono senza futuro, e si incazzano. Normalmente non ci danno fastidio, a noi adulti benpensanti, perché si limitano a drogarsi, a ubriacarsi, sballarsi, inebetirsi con i videogiochi, e noi non ce ne accorgiamo. A volte peró escono di casa e cominciano a bruciare auto e menare le mani. Senza perché, senza futuro, senza un programma. Menare e basta. Odiano questa societá che ci sta portando giorno dopo giorno verso un baratro sociale ed esistenziale ormai ingiustificabile.
Basta cattive notizie e guerre. Dateci un programma serio di welfare e soprattutto di pari opportunitá reali. Tutti i giovani hanno diritto ad un futuro. E noi glielo stiamo negando.”





