di Giovanni Fasanella
Riforme istituzionali. Il “governo forte” – cioè, stabile e con reali capacità decisionali per bypassare i veti delle lobby corporative, le silenziose ma potenti burocrazie ministeriali e le influenze dei poteri “irresponsabili”- non è un capriccio della destra, è un’esigenza del Paese. Il tema è al centro dell’agenda politica da almeno un quarantennio, da quando il regime consociativo della guerra fredda è entrato in crisi.
La sinistra, dunque, si liberi di una vecchia cultura, non si lasci guidare da vecchi riflessi condizionati, non si rinchiuda in un conservatorismo sterile che la condannerebbe a una definitiva marginalizzazione e all’irrilevanza.
Se la sinistra non ci sarà, a quel tavolo, la destra declinerà l’esigenza di stabilità in senso neo-autoritario. Per scongiurare il rischio, accetti la sfida e rilanci: a “governo forte”, garanzie forti attraverso un riequilibrio dei poteri e una ridefinizione di quelli di controllo.




