Home Politica A DAVOS FINK E HOFFMAN PER “REINVENTARE” IL WORLD ECONOMIC FORUM

A DAVOS FINK E HOFFMAN PER “REINVENTARE” IL WORLD ECONOMIC FORUM

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Il World Economic Forum (WEF) ha annunciato un importante cambio al vertice: Larry Fink, Presidente e CEO di BlackRock, e André Hoffmann, Vicepresidente di Roche, assumono congiuntamente la Presidenza ad interim dell’organizzazione, dopo le dimissioni di Peter Brabeck, ex CEO di Nestlé.

Lo scontro in atto tra il globalismo finanziario e il multipolarismo in itinere, che comporta il restauro delle sovranità statali, è totale e globale.

Con l’arrivo di Donald Trump alla casa Bianca e con quanto sta accadendo nel mondo, la politica e la diplomazia sono tornate a governare gli eventi a scapito della finanza e delle multinazionali.

Il recente incontro tra Trump e Putin in Alaska ha dato il segno del punto di svolta.

E’ finita la logica neocon che voleva la Russia nemica da comprimere e, possibilmente, da sfasciare, comunque da conquistare per gli appetiti della finanza e delle multinazionali, ed è iniziata la stagione del multipolarismo, che significa rispetto reciproco.

In questo quadro, con un’Unione Europea ormai inservibile per realizzare i disegni della finanza e delle multinazionali, è arrivato il momento, per queste due realtà mondiali, di entrare direttamente nell’agone anche mettendoci la faccia.

Non bastano più i maggiordomi, i servi dei media, i consulenti e gli esperti. Ora, poiché la guerra è a tutto campo, è necessario dare direttamente le direttive e stabilire se andare ad uno scontro frontale o aggiustare il tiro, inserendosi nel nuovo panorama che si delinea, con sano pragmatismo.

C’è un verbo, nelle dichiarazioni di Fink e Hoffman, che potrebbe essere la chiave: reinventare.

Reinventare significa uscire dalle logiche assurde che hanno guidato il WEF con la guida di Klaus Schwab, ridefinire strategie, obiettivi, a cominciare dalle idee idiote del green e del climate change, smetterla con il woke, il gender, il cancel culture, il politicamente corretto e tutte le porcherie inventate in questi trent’anni di manicomio e, significa, soprattutto, fare i conti con i risultati delle delocalizzazioni, che hanno destrutturato l’Occidente e hanno fatto crescere la Cina come player mondiale.

Significa fare i conti con l’idiozia politica di Bill Clinton che aprì il WTO alla Cina. Significa aprire il cervello, far entrare il pragmatismo e far uscire le ideologie che hanno creato una bolla che sta imbambolando un’intera classe politica europea. Significa chiudere la fase dell’uso propagandistico a senso unico dei media, asserviti e proni.

Saranno capaci i due manager che rappresentano finanza e multinazionali, non a caso, di capire che una fase storica è finita? Se sì, allora vedremo agire il verbo reinventare. Altrimenti la Montagna Incantata continuerà ad essere un mondo separato a alieno dalla realtà.

Vediamo la dichiarazione pubblicata sul sito del WEF, da Larry Fink e André Hoffman: “Siamo onorati di assumere questo ruolo di leadership ad interim in un momento cruciale per il World Economic Forum. Mentre l’organizzazione entra in una nuova fase, guardiamo al futuro con chiarezza, determinazione e fiducia nella missione duratura del Forum. Il mondo è più frammentato e complesso che mai, ma la necessità di una piattaforma che riunisca imprese, governi e società civile non è mai stata così forte. Crediamo che il Forum possa fungere da catalizzatore unico per la cooperazione, che promuova la fiducia, individui obiettivi condivisi e trasformi il dialogo in azione.Restiamo ottimisti. Il Forum ha l’opportunità di contribuire a guidare la collaborazione internazionale in un modo che non solo generi prosperità, ma la distribuisca anche in modo più ampio. Questa visione rinnovata può promuovere mercati aperti e priorità nazionali parallelamente, promuovendo al contempo gli interessi dei lavoratori e delle parti interessate a livello globale. Non vediamo l’ora di contribuire a plasmare un futuro più resiliente e prospero e di reinventare e rafforzare il Forum come istituzione indispensabile per la cooperazione pubblico-privato”.

Il Forum ha sottolineato come la nomina di Fink e Hoffmann avvenga in un momento critico per la scena internazionale. I due dirigenti, noti per la loro visione a lungo termine in materia di sostenibilità, innovazione e collaborazione pubblico-privata, guideranno il WEF nella delicata fase di ristrutturazione della governance e di rafforzamento della sua identità come organizzazione internazionale istituzionalizzata.

Larry Fink è il CEO e presidente di BlackRock, la più grande società di gestione patrimoniale al mondo, con oltre 10 trilioni di dollari in attivi gestiti (dato aggiornato al 2025).

Nato il 2 novembre 1952 a Los Angeles, California, Fink ha fondato BlackRock nel 1988, inizialmente come parte di Blackstone, prima di renderla un’entità indipendente. È una figura influente nel mondo della finanza globale.

Prima di BlackRock, ha lavorato presso First Boston, dove ha contribuito a sviluppare il mercato dei titoli garantiti da ipoteche. È una figura spesso al centro di dibattiti per il potere e l’influenza di BlackRock nei mercati globali.

André Hoffmann, nato il 31 maggio 1958 a Basilea in Svizzera, studi all’Università di San Gallo, è il vicepresidente del consiglio di amministrazione di Roche Holding AG, una delle più grandi aziende farmaceutiche al mondo, fondata dal suo bisnonno Fritz Hoffmann-La Roche nel 1896. Hoffmann

è stato vice-presidente del WWF Internazionale (2007-2017) e presidente della Fondazione MAVA, focalizzata sulla conservazione della biodiversità. È anche presidente della Fondation Tour du Valat, un istituto di ricerca per la conservazione delle zone umide mediterranee. Ha fondato il Hoffmann Global Institute for Business and Society presso INSEAD, promuovendo sostenibilità e responsabilità sociale nel business.

Vedremo presto se i due reinventeranno o manterranno la rotta di prima, che significa scontro frontale con quanto sta maturando nel mondo.

Ormai per le mezze misure e per le mezze calzette non c’è più spazio.

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  • Redazione

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