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LA CAROVANA DEL SULTANO

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LA CAROVANA DEL SULTANO

Dal Mali alla Mecca: un pellegrinaggio medievale   di Marco Aime   Giulio Einaudi editore

La cartografia medievale ha conosciuto tre tipi di carte: i mappamondi, le carte regionali, le carte marittime.

Lo schema, che oggi potremmo definire schema “semiotico”, è ancora di impianto teologico.

Come ricordano giustamente gli storici, questo schema, questo segno semiotico perde la sua caratura teologica-religiosa a partire dal Trecento, compiendo una piccola rivoluzione intellettuale: la mappa terrestre, come quella nautica, inizia a perdere la sua valenza mistica, contrapponendosi ad una mappa dominante e più mentale.

E’ quello che probabilmente pensa Mansa Musa (1280-1337), nono rappresentante dell’Impero del Mali, l’uomo ancora oggi ritenuto il più ricco della storia.

Il suo pellegrinaggio verso la Mecca avvenuto tra il 1324 ed il 1326 con al seguito 60.000 uomini e 12.000 schiave, è da ritenersi un’opera tra le più spettacolari di tutti i tempi.

Primo musulmano del suo impero, Mansa Musa di detrattori ne ha parecchi: matricida ed usurpatore, dilapidatore del tesoro di stato.

Nonostante l’Hajj, il pellegrinaggio alla Sacra Moschea, era già stato compiuto da regnanti maliani precedenti, nessun viaggio fu così magnificente come quello da lui intrapreso.

Fu l’inizio di un immaginario collettivo che durò così tanto da elevare il Mali all’onore delle cronache islamiche e non solo.

Autore

  • Redazione

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