No, non è la Berlino del 1938, è la Parigi di oggi.
Case e negozi di ebrei segnati con la stella di Davi, implicito segnale ed attaccare, forse uccidere.
Non è una novità assoluta: da tempo la situazione degli ebrei francesi stava deteriorandosi. Ci sono state numerose aggressioni, addirittura alcuni omicidi. Molti ebrei francesi hanno preferito abbandonare il paese.
Ora, dopo la brutale aggressione di Hamas ad Israele, la risposta israeliana e l’ondata di isterismo anti israeliano che questa ha provocato la situazione sembra precipitare. In una Europa che la folle politica della apertura illimitata alla immigrazione clandestina di massa ha reso sempre meno europea, la vita degli ebrei è destinata a diventare sempre più difficile.
Questa è la dura realtà. Dura realtà che mostra fino a che punto siano ipocrite le frasette di circostanza del tipo: “siamo antisionisti, non antisemiti”, oppure “difendiamo gli ebrei ma siamo contro Israele, stato terrorista” e via cianciando.
L’isterismo anti israeliano di questi giorni è antisemita. Sono antisemite le manifestazioni in cui si inneggia ad Hamas e si definisce “nazista” lo stato fondato dagli scampati ai campi di sterminio.
Ad essere in discussione non è il principio dei “due popoli due stati”, per inciso i due stati ci sarebbero dal 1948 se gli arabi avessero a suo tempo accettato la risoluzione ONU 181/47. No, ad essere in discussione oggi è l’esistenza stessa dello stato di Israele. Hamas vuole la distruzione di Israele. Non ci vuole molto per immaginare cosa succederebbe agli ebrei israeliani, e non solo a loro, se questa sciagurata eventualità si realizzasse.
Così stanno le cose, bisogna prenderne atto. Non si scherza con un fenomeno immondo come l’antisemitismo.
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