Home Politica LA RIFORMA COSTITUZIONALE E’ QUASI PRONTA

LA RIFORMA COSTITUZIONALE E’ QUASI PRONTA

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di Gianvito Caldararo
La presidente del del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato che la sua riforma costituzionale a breve approderà in Consiglio dei  ministri, per poi proseguire il suo iter in Parlamento.
Stando alla bozza fatta circolare e commentata dai principali quotidiani, le principali novità sono diverse. La novità più qualificante è rappresentata dalla elezione diretta del Capo del governo, che sarà eletto direttamente dagli elettori e durerà in carica 5 anni. Quindi il presidente della Repubblica non provvederà più alla nomina del Presidente del Consiglio, che sarà eletto direttamente dal popolo, come avviene per i sindaci italiani.
Il meccanismo della formazione del governo resterebbe simile a quella in atto, cioè il Premier eletto riceve l’incarico dal presidente della Repubblica, il quale indica i ministri che vengono nominati dal Capo dello Stato. Il Governo si presenta alle Camere per ottenere la fiducia. Se il Governo non ottiene la fiducia, il presidente della Repubblica conferisce al premier eletto un nuovo incarico per formare il governo. Qualora tale tentativo non ottiene la fiducia, il presidente della Repubblica è tenuto a sciogliere le Camere e ad indire nuove elezioni.
La legge elettorale prevista stabilisce un premio di maggioranza , per cui la lista o le liste collegate al premier eletto dovrebbero poter contare sul 55% dei seggi. La riforma prevede anche una norma antiribaltone, nel senso che se il governo dovesse andare in crisi, il presidente della Repubblica può riaffidare il nuovo incarico sia al premier eletto oppure a un parlamentare della maggioranza, che deve assicurare continuità rispetto al programma del premier eletto.
La riforma prevede l’abolizione dei senatori a vita. Il presidente della Repubblica non potrà più nominare i senatori a vitta e quelli già nominati restano regolarmente in carica. Queste sono le principali novità che circolano in merito alla riforma costituzionale di Giorgia Meloni.
A prima vista, dal momento che la riforma prevede il premierato o la elezione del cosiddetto “sindaco d’Italia”, non è da escludere l’adesione al progetto di altre forze politiche attualmente non facenti parte della maggioranza.

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  • Redazione

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