
Il leader del movimento islamista tunisina Ennahdha, Rached Ghannouchi, è stato condannato martedi sera a 15 mesi di reclusione.
La sentenza è stata pronunciata dalla Camera correzionale incaricata di esaminare i casi di terrorismo presso la Corte d’appello di Tunisi. Ghannouchi sarà inoltre soggetto a sorveglianza amministrativa per un periodo di tre anni per elogio e glorificazione del terrorismo, nonché incitamento all’odio tra razze e religioni. Ghannouchi, ex presidente dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo (Arp) sciolta il 25 luglio 2021 dal presidente della Repubblica, Kaies Saied, era stato condannato in primo grado a un anno di carcere, ma la Corte d’appello ha deciso di aumentare la pena a 15 mesi.
Ghannouchi è un politico e intellettuale islamista e leader del movimento islamico Ennahda, prima forza politica nel precedente parlamento del Paese nordafricano e di cui è stato uno dei fondatori nel 1969.
Nel corso degli anni, il leader islamico è stato condannato più volte con pene detentive. Nel 1981 fu condannato a 11 anni, ma venne rilasciato con l’arrivo al potere del presidente Zine al Abidine Ben Ali. Nel 1987 fu nuovamente condannato all’ergastolo, ma riuscì a fuggire prima in Algeria e poi in Sudan, dove venne ospitato dal leader islamico Hassan al Turabi. Altre due condanne all’ergastolo risalgono al 1991 e al 1998.
Ghannouchi ritorna in Tunisia il 30 gennaio 2011, con lo scoppio della rivoluzione in Tunisia e la fuga del presidente Ben Ali in Arabia Saudita, dopo 21 anni in esilio a Londra. Ennahda vince quindi le prime elezioni legislative dopo la rivoluzione, ma, negli anni successivi, il governo della Troika, alleanza di tre partiti guidata da Ennahda, affronta un periodo di crisi in seguito all’assassinio dell’avvocato e leader di sinistra anti-islamista Chokri Belaid, ucciso il 6 febbraio 2013, spingendo Hammadi Jebali (ex segretario generale del Movimento) a dimettersi dalla carica di primo ministro, lasciando l’incarico ad Ali Larayedh, vicepresidente del movimento attualmente in carcere. La crisi era stata alimentata anche dall’assassinio di Mohamed al Brahmi, un parlamentare contrario agli islamisti, ucciso il 25 luglio 2013, che portò il governo della Troika ad abbandonare il potere all’inizio del 2014 a favore di un governo di tecnici.
Dopo le elezioni del 2019, Ghannouchi viene eletto capo dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo, una posizione non accolta con favore da diversi deputati che hanno più volte presentato petizioni di sfiducia nei confronti del leader islamico accusandolo di “cattiva gestione del lavoro e della crescente violenza all’interno del Parlamento”. È su questo sfondo che il presidente della Repubblica, Kais Saied, annuncia “misure straordinarie” il 25 luglio 2021, tra cui l’interruzione delle attività del parlamento e lo scioglimento dell’organo legislativo. Negli ultimi anni, l’ex presidente del parlamento è stato più volte indagato davanti alla magistratura nell’ambito di indagini su casi legati al terrorismo e alla corruzione prima di essere arrestato ieri sullo sfondo di dichiarazioni rilasciate definite “di incitamento”.





