
di Dario Seglie (*)
La controversia continua ad aizzare l’opinione pubblica ed agitare alcuni esponenti della politica; Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino ed egittologo di valenza internazionale, smorzando ogni polemica, ha affermato: “Mi valutino con criteri oggettivi. Sono qui da nove anni, puntiamo a un milione di ingressi annui, stiamo lavorando al bicentenario nel 2024”.
La Fondazione che ha in carico il Museo Egizio si è schierata al fianco di Greco, esprimendo una fiducia totale nei suoi confronti e ricordando che la nomina e la revoca del Direttore sono di competenza esclusiva del Consiglio di Amministrazione e non del Ministero per la Cultura.
Il fatto che ha scatenato le polemiche nasce alcuni anni fa, quando il Museo Egizio ha proposto un’iniziativa promozionale:
FORTUNATO CHI PARLA ARABO: 4 mesi all’anno (1 dicembre – 31 marzo) due ingressi al prezzo di uno per gli arabofoni.
Dice Greco: “l’Egitto è il paese arabo più grande al mondo ed il luogo da cui provengono le collezioni: il Museo Egizio ha l’onore e l’onere di custodire un patrimonio culturale che è di tutti la cui accessibilità è una priorità e una precisa responsabilità di chi lo gestisce”.
Data la rozzezza della polemica e la palese ignoranza dei contenuti della questione, il subbuglio si sta già placando, la classica tempesta in un bicchiere d’acqua.
Approfittiamo della situazione di ulteriore forte visibilità del Museo Egizio di Torino -grazie al chiasso sui media- per tracciarne sinteticamente due secoli di vita e ricordare uno dei Direttori storici.
A partire dalla sua fondazione nel1824 il Museo Egizio di Torino ha avuto sede nel palazzo denominato “Collegio dei Nobili”, costruito dal 1679, in cui furono esposte le prime antichità della collezione di Bernardino Drovetti, acquistate dal re Carlo Felice di Savoia con un esborso enorme. L’edificio fu ampliato e adeguato alla nuova destinazione d’uso nella seconda metà dell’800. Già nel 1832, comunque, il Museo si aprì al pubblico, primo museo al mondo dedicato all’antica civiltà dell’Egitto e, ancora oggi, secondo solo a quello del Cairo per vastità ed importanza delle collezioni.
Attualmente, il Museo conserva una collezione di circa 40.000 reperti dislocati in uno spazio visitabile di 12.000 mq, disposti su 4 piani.
Tra i vari Direttori che -nel tempo- hanno diretto il Museo Egizio di Torino, vogliamo soffernarci su uno dei più illustri e poliedrici, il Prof. Ariodante Fabretti, personaggio che ha lasciato forti testimonianze di attività scientifica, accademica e civile in vari campi. Fu, fra l’altro anche nominato senatore del Regno d’Italia nel 1889, restando in carica fino alla morte
Ariodante Fabretti (Perugia, 1 Ottobre 1816- Monteu da Po, 15 Settembre 1894), venne iniziato alla Massoneria nel 1840 nelle Loggia “La Fermezza” di Perugia. Nel 1873, traferitosi in Piemonte, fu membro della Loggia “Dante Alighieri” di Torino, di cui nel 1882-1883 fu eletto Maestro Venerabile.
Si battè per la libertà e l’unità d’Italia e partecipò alla nascita della Repubblica romana del 1849. Nel 1860 ottenne la nomina a professore di archeologia all’Università di Torino; dal 1871 al 1893, per 12 anni, fu Direttore del Museo Egizio di Torino. Nel 1876 divenne socio emerito dell’Accademia dei Lincei.
Fondò la Società per la cremazione (SOCREM) nel 1883, propugnando la necessità di questa pratica civile e mantenendone la presidenza fino al 1894. Fu anche nominato Senatore del Regno d’Italia nel 1889, restando in carica fino alla morte. Morì nella sua abitazione di Monteu da Po, improvvisamente, il 15 Settembre 1894, a causa di un infarto.
Era stato insignito di cariche d’onore: Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia, Cavaliere dell’Ordine civile di Savoia, Cavaliere dell’Ordine della Legion d’onore (Francia), Cavaliere dell’Ordine della Rosa (Brasile).
“I Lincei, la Crusca, l’Istituto di Francia e l’Imperiale Istituto Archeologico Germanico, ascrivendolo fra i soci, gli mostrarono assieme a molti altri sodalizi scientifici italiani e forestieri il gran conto in cui lo tenevano.“
Con questa alta frase si conclude la commemorazione fatta al Senato (Senato del Regno d’Italia, Atti parlamentari. Discussioni, 5 Dicembre 1894.)
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(*) Prof. Dr. Dario Seglie
IFRAO Representative of Italy
IFRAO-UNESCO Liaison Officer
CeSMAP – Studies Centre and Museum of Prehistoric Art, Director
Polytechnic University of Turin, Italy – Course of Museology
Polytechnic University of Tomar, Portugal – Course of Prehistory
IFRAO President 1995 – 1996





