Secondo quanto segnalato dai canali Telegram russi “Shot” e “Krovavaya barynya”: alcune automobili con targhe diplomatiche statunitensi sono state viste muoversi nel centro di Mosca, accompagnate da una scorta, dopo l’arrivo del C-17
A cura di Agenzia Nova
Si arricchisce di nuovi elementi la vicenda relativa all’arrivo a Mosca del Boeing C-17A Globemaster III dell’Aeronautica militare statunitense (USAF), atterrato ieri mattina all’aeroporto di Vnukovo dopo essere partito da Riga.
Il Boeing C-17 Globemaster III dell’Aeronautica militare statunitense (Usaf) che questa mattina era atterrato all’aeroporto moscovita di Vnukovo ha lasciato la capitale russa, chiudendo una missione durata meno di una giornata e sulla quale continuano a circolare numerose indiscrezioni. A bordo del volo, stando a quanto riferito per prima dall’emittente televisiva statunitense “Cbs”, era presente il direttore della Cia, John Ratcliffe. Secondo le fonti della “Cbs”, il direttore della Cia era arrivato per una serie di incontri riservati, senza indicazioni sugli interlocutori. In Russia, tuttavia, il silenzio delle autorità ha lasciato spazio a diverse ricostruzioni. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov aveva dichiarato in mattinata di non disporre di informazioni sul C-17 e aveva precisato che nel corso della settimana non erano previsti incontri con rappresentanti dell’amministrazione statunitense. Una delle indiscrezioni più significative è arrivata da Aleksandr Yunashev, giornalista accreditato al Cremlino. Su Telegram, Yunashev ha sostenuto che sue fonti gli avevano confermato l’arrivo a Mosca proprio di Ratcliffe e ha collegato il viaggio a un cambiamento improvviso nell’agenda del presidente Vladimir Putin. Secondo il giornalista, infatti, per il 25 agosto era previsto un evento di grande importanza, alla cui preparazione stavano lavorando “centinaia di persone”, ma l’appuntamento sarebbe stato rinviato pochi giorni fa. “Ora possiamo ipotizzare per quale incontro sia stato modificato il programma presidenziale”, ha osservato Yunashev. Al momento, tuttavia, non risulta che vi sia stato un incontro fra Putin e Ratcliffe.
Più concreta, almeno sotto il profilo istituzionale, appare la pista di un colloquio con il direttore del Servizio d’intelligence estero russo (Svr) Sergej Naryshkin. Il canale Telegram “Shot”, molto vicino al Cremlino, ha indicato proprio un possibile incontro Ratcliffe-Naryshkin come una delle spiegazioni della visita. I due responsabili dell’intelligence hanno già aperto un canale diretto: a marzo del 2025 ebbero un colloquio telefonico e concordarono di mantenere contatti regolari per ridurre il livello di confronto tra Washington e Mosca. Naryshkin aveva successivamente dichiarato pubblicamente di essere disponibile anche a un incontro di persona. Il corrispondente militare del quotidiano “Komsomolskaja Pravda” Aleksandr Kots ha provato a mettere in ordine le diverse ipotesi circolate a Mosca sui temi di cui potrebbero aver discusso Naryshkin e Ratcliffe, individuandone cinque. La prima riguarda un possibile dossier sui detenuti tra Russia e Stati Uniti, ricordando precedenti nei quali missioni aeree Usa avevano accompagnato scambi o liberazioni di prigionieri. La seconda è la preparazione di un futuro incontro politico di alto livello, anche alla luce del rinvio delle visite a Mosca degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. La terza è proprio un incontro interagenzia Ratcliffe-Naryshkin. Kots cita inoltre il possibile esame dei temi “irrisolti” nei rapporti bilaterali, proprietà diplomatiche, funzionamento delle ambasciate e ripristino dei voli diretti, e, infine, l’ipotesi che Ratcliffe abbia portato personalmente a Mosca un messaggio talmente sensibile da non poter essere affidato ai normali canali diplomatici. “Il direttore della Cia non è un corriere per documenti. Vola quando bisogna dire guardandosi negli occhi ciò che non si vuole affidare a un canale di comunicazione”, ha scritto Kots, precisando comunque che nessuna delle versioni dispone di conferme ufficiali.
Un’altra pista riguarda la possibile liberazione del cittadino statunitense Charles Wayne Zimmerman, condannato in Russia a cinque anni di carcere dopo il ritrovamento di un’arma e munizioni non dichiarate sulla sua imbarcazione. Il canale Telegram “Krovavaya barynya” della giornalista Ksenia Sobchak ha sostenuto che Zimmerman avrebbe presentato durante l’estate una richiesta di grazia e che il suo rilascio potrebbe avvenire senza uno scambio con cittadini russi. “Vazhnye istorii”, sito web russo indipendente di giornalismo d’inchiesta, ha aggiunto un elemento: proprio il 25 agosto Putin ha firmato due decreti il cui contenuto non è stato pubblicato, avanzando l’ipotesi che uno possa riguardare la grazia al cittadino statunitense. La natura della missione potrebbe inoltre essere stata più articolata di un semplice trasferimento del capo della Cia. Sempre “Vazhnye istorii”, citando analisti di Open Source Intelligence (Osint), ha osservato che il C-17 aveva fatto tappa a Riga insieme a un Boeing C-40B statunitense, velivolo utilizzato anche per il trasporto di personalità governative e dotato di sistemi di comunicazione protetta. La presenza contemporanea dei due aerei aveva alimentato già in mattinata l’ipotesi di una missione composta da una componente Vip e da una componente logistica, con il C-17 destinato al trasporto di personale, mezzi o equipaggiamenti di supporto.
Successivamente è emerso un ulteriore particolare: secondo “Axios”, Washington avrebbe avvertito preventivamente Kiev dell’arrivo a Mosca di una delegazione statunitense di alto livello e avrebbe chiesto all’Ucraina di sospendere temporaneamente gli attacchi contro la capitale russa durante la permanenza della delegazione. Successivamente il giornalista del “Financial Times” Christopher Miller ha riferito che la richiesta avrebbe riguardato anche San Pietroburgo e alcune regioni settentrionali della Russia. Il particolare suggerirebbe che Washington attribuisse alla missione un livello di sensibilità elevato, anche se non chiarisce gli obiettivi dei colloqui. La partenza del C-17 da Vnukovo lascia dunque aperto il principale interrogativo della giornata, ovvero chi abbia incontrato Ratcliffe – sempre che venga confermata la sua presenza a bordo del velivolo – e quale messaggio abbia portato a Mosca. La partenza del C-17 a poche ore dal suo arrivo a Mosca, la durata estremamente breve di questa sosta, rafforzerebbe comunque l’immagine di una visita mirata, costruita attorno a un numero limitato di colloqui riservati e di grande importanza.





