
di Gianvito Caldararo
William Scholl nacque nel 1882 e crebbe, assieme ai suoi dodici fratelli, nella fattoria dei propri genitori, in un paesino dell’Indiana. L’attività familiare consisteva nella produzione di latte, formaggio e burro. Ma mungere le mucche non era esattamente il suo lavoro ideale, ambiva a qualcosa di più creativo e gratificante.
Appena sedicenne, Scholl concepì e realizzò una serie completa di finimenti per i cavalli del padre. Produsse da solo un filato speciale, paraffinato, e ricavò tutte le cinghie tagliandole a mano da un grande pezzo di cuoio. Per giungere a un tale notevole risultato dovette cucire qualcosa come migliaia di punti. Il padre fu talmente impressionato dal risultato ottenuto da William che il giovane venne subito nominato “il calzolaio di famiglia”.
Il suo compito all’inizio era quindi di progettare e realizzare calzature per i suoi genitori e per la dozzina di fratelli e sorelle. Assunto a sedici anni come apprendista dal calzolaio locale, Billy Scholl ben presto divenne impaziente di fare qualcosa in proprio. Un anno dopo prese la decisione di lasciare il paese per cercare altrove migliori opportunità. Giunto a Chicago, trovò un posto in un negozio di scarpe. Dimostrò di avere appreso quel mestiere tanto bene perché aveva fatto scarpe su misura anche per piedi malformati.
Tra l’altro, si rivelò presto essere anche un abilissimo venditore. Scholl si rese subito conto del gran numero di persone che in America avevano una varietà di problemi alle estremità inferiori: dai calli ai duroni, ai piedi piatti. Tale constatazione lo portò alla conclusione che questa importante parte del corpo era stata da troppo tempo trascurata, e che né i medici né i produttori di scarpe stavano facendo qualcosa per migliorare la situazione.
Questa sua convinzione gli fece ben presto abbandonare il lavoro nel negozio. Si iscrisse all’Illinois Medical College, lavorando di notte per pagarsi la retta. Oltre a svolgere con impegno la propria attività didattica, Scholl leggeva con grande curiosità e interesse tutto ciò che riguardava l’argomento piedi. Nell’anno in cui conseguì la laurea, nel 1904, il ventiduenne Dr. Scholl aveva già ideato e brevettato la sua brillante idea.
Quando inserì il primo supporto plantare, fatto a mano, nella scarpa di un cliente, questi non poté fare a meno di saltellare per tutto il negozio battendo i piedi ed esclamando felice: “questo supporto è veramente ideale per camminare bene”!
Fu proprio grazie alla reazione entusiastica di quel cliente che i primi plantari al mondo (Foot-Eazers= mangiatori di piedi ) vennero chiamati così. Fin dall’inizio questo prodotto del dr. Scholl si rivelò essere uno dei suoi migliori successi.
Il “dottore dei piedi”, come lui stesso si definiva, continuò a concepire e ad aggiungere nuovi prodotti alla sua gamma aziendale. Ad oggi sono più di un migliaio i prodotti posti in vendita.
Il dr. Scholl veniva considerato da molti come eccentrico, quand’era un venditore gli piaceva fare colpo sul potenziale cliente estraendo….uno scheletro di piede umano da un’apposita tasca che si era fatto fare nel cappotto.
Il successo dei suoi prodotti fece ben presto espandere l’ attività della Dr. Scholl’s dapprima in tutti gli Stati Uniti e subito dopo in Europa e nel resto del mondo. Il dr. Scholl aveva compreso, lui per primo, la grande importanza che hanno i piedi in perfetto stato di benessere fisico e la salute di tutto il corpo.
Negli anni ’50 inventò e brevettò i primi “sandali in legno con plantare anatomico”, che a ogni passo fanno effettuare al piede una costante e salutare ginnastica. Un prodotto eccezionale, frutto di decenni di sperimentazioni, divenuto il capostipite di una grande varietà di calzature con il plantare anatomico.
William Scholl morì da scapolo nel 1968, all’età di 86 anni, avendo avuto un solo callo in tutta la sua vita. La rivista “Time” , nella rubrica dei necrologi, lo definì “il primo milionario dei calli”.





