Home Economia e finanza Una nuova crisi in arrivo? JP Morgan avverte e i numeri…

Una nuova crisi in arrivo? JP Morgan avverte e i numeri…

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Il cigno nero è arrivato?

Quando si parla di “cigno nero” si cita la teoria di Nassim Taleb: evento raro, imprevedibile, con impatto enorme e spiegato solo dopo che è accaduto: siamo davanti a qualcosa del genere?

I mercati non stanno vivendo un collasso sistemico come nel 2008. Allora il fallimento di Lehman Brothers fece crollare l’S&P 500 del 57% e il PIL globale entrò in recessione. Oggi i fondamentali sono diversi.

Le grandi banche USA hanno coefficienti patrimoniali CET1 (Common Equity Tier 1, cioè il capitale primario di migliore qualità) mediamente sopra il 12-15%, contro livelli molto più bassi prima della crisi finanziaria.

Il LCR (Liquidity Coverage Ratio, indicatore di liquidità a 30 giorni) supera spesso il 120%, segno che gli istituti possono reggere stress di breve periodo.

Il scenario critico si è spostato. Lo Shiller P/E (Price/Earnings corretto su 10 anni di utili reali) dell’S&P 500 è attorno a 40 volte, contro una media storica di circa 17.

Valutazioni elevate significano che basta una revisione al ribasso degli utili per generare forti correzioni.

Il mercato del private credit ha superato i 1.500 miliardi di dollari, con leverage medio tra 5 e 6 volte il capitale investito. Se la crescita rallenta, quella leva amplifica le perdite.

Una simulazione Monte Carlo, cioè migliaia di scenari casuali basati su volatilità e rendimento storico, mostra che la probabilità di un ribasso superiore al 30% nei prossimi 12 mesi è intorno al 7%.

La probabilità di un crollo oltre il 50% è stimata poco sopra l’1%. Eventi rari, purtroppo matematicamente possibili.

Questo è un cigno nero?

No. Un cigno nero è qualcosa che non vediamo arrivare.

Qui i rischi sono visibili: valutazioni alte, concentrazione su poche big tech, debito globale oltre 300 mila miliardi di dollari. Corsa alle materie prime, oro su tutte.

La differenza con il 2008? Io problema era nascosto nei bilanci bancari. Oggi i rischi sono distribuiti e legati a multipli e leva finanziaria. Il sistema è più regolato, ma anche più interconnesso, quindi a rischio implosione con reazione a catena.

Forse stiamo ignorando i cigni grigi: rischi evidenti che scegliamo di sottovalutare perché il mercato continua a salire. La storia insegna che le crisi non nascono dal panico, ma dall’eccesso di fiducia…

Autore

  • Marco Pugliese

    Marco Pugliese, docente di ruolo area STEAM, giornalista economico scientifico, analista per il CISINT, cura corsi di geopolitica, geoeconomia, politica energetica. Docente di coding, ambito didattico, e nuove tecnologie, IA applicata alla didattica. Presidente di OpenIndustria.

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