I problemi dell’Italia
Si annunciano tempi duri e l’Italia ci arriva con un debito mostruoso, senza margini di aumento delle spese, con pochi margini di aumento delle entrate e con una folle politica di inseguimento degli elettori.
Così si sono spesi centinaia di miliardi in bonus e sussidi. Così si sono buttati al vento miliardi per far acquistare benzina e gasolio scontati a tutti, dal povero al ricco.
Una classe dirigente debole che deve sempre “comprare” il consenso di elettori ignari della complessità e che deve mascherare robusti interessi settoriali.
E, allora, parliamo di energia che non sono solo i carburanti ma anche elettricità e gas.
Tutte le previsioni indicano un grande aumento dei prezzi, ma quanti sanno che i sistemi di fissazione dei prezzi sono fatti per spremere soldi dai consumatori?
Il gas forma il prezzo nella Borsa di Amsterdam dove si scambiano opzioni non contratti di acquisto veri.
L’energia elettrica fissa il prezzo nella borsa del giorno prima secondo il metodo del prezzo marginale per cui un produttore di rinnovabili, già bello grasso grazie agli incentivi che i consumatori pagano in bolletta da un decennio, miliardi ogni anno, vende la sua energia che costa pochissimo al prezzo con il quale si vende quella più cara del mercato.
Ciò nonostante, alcune forze politiche – sinistra e verdi – insistono per incentivare le rinnovabili, che, però, sono bloccate dalle burocrazie ministeriali e dagli enti decentrati Regioni e Comuni, che non vogliono deturpare il paesaggio.
Chi ammira tanto il modello spagnolo fa finta di non sapere che lì l’energia costa poco perché ci sono impianti di rinnovabili giganteschi e, soprattutto, centrali nucleari.
Vogliamo parlare di evasione fiscale?
Bisognerebbe che ogni italiano si domandasse quanti pagamenti in nero fa. A ognuno di questi corrisponde un’evasione.
Sono milioni di pagamenti a milioni di persone. Ma se, all’improvviso, si riuscisse a imporre a tutti la fedeltà fiscale i prezzi crescerebbero subito.
L’evasione di massa è convenuta a tanti anche perché ha tenuto bassi i prezzi. Che poi togliesse soldi allo Stato non interessava, tanto ci pensava il debito a colmare i vuoti.
Poi ci sono le Regioni, che hanno moltiplicato i centri di spesa irresponsabili. Tornare indietro è impossibile, ma un piccolo tentativo di rimettere ordine nel sistema c’è stato solo con la riforma Renzi respinta dagli italiani.
Poi ci sono tanti ricchi.
C’è chi ha messo a confronto le dichiarazioni dei redditi con i consumi e ha avuto l’immagine di due Italie opposte: povera la prima, ricca l’altra ma con l’evasione e il nero.
Tutto si risolverebbe con una patrimoniale? No, ma non sarebbe sbagliato chiedere di più ai super ricchi. Lo disse Warren Buffet che i ricchi avrebbero dovuto pagare di più.
Il punto è, però, un altro: come vengono utilizzati i soldi? Se si buttano è inutile anche la patrimoniale.
Nel teatrino del dibattito politico, che è ridotto a scontro di propagande becere, non si discute di questo e i giornalisti non approfondiscono sennò la gente si annoia e cambia canale.





