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La Cina supera la Corea del Sud in molti settori

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Cina - Corea del Sud

La Repubblica Popolare Cinese ha superato la Corea del Sud in quasi tutti i principali settori manifatturieri avanzati

Uno studio recente del Korea Institute for Industrial Economics & Trade (KIET) ha rivelato che la Cina ha superato la Corea del Sud in quasi tutti i principali settori manifatturieri avanzati, tra cui robotica, veicoli elettrici (EV) e batterie.

La Corea del Sud mantiene un vantaggio competitivo solo nel settore dei semiconduttori di memoria.

Il rapporto, intitolato “Analisi della competitività Corea – Cina nelle industrie avanzate e nelle direzioni politiche”, pubblicato il 24 febbraio 2026, rappresenta un momento cruciale per l’industria coreana.

Basato su sondaggi di esperti condotti a settembre 2025, il rapporto analizza la catena del valore (价值链- jiàzhí) e mostra la supremazia cinese che si estende dalla ricerca e sviluppo alla produzione di massa e alla conquista dei mercati globali.

La competizione tra Corea e Cina è ormai entrata in una fase strutturale, che va oltre il semplice recupero tecnologico.  Si estende alla concorrenza nell’ecosistema industriale, nelle catene di approvvigionamento e nei mercati.

Nel settore della robotica, il rapporto offre notizie contrastanti ma preoccupanti per i produttori coreani. La Corea del Sud mantiene un “leggero vantaggio” nelle capacità di ricerca e sviluppo, in particolare nello sviluppo e nella progettazione di prodotti per robot industriali.

Tuttavia, la Cina ha consolidato la propria leadership in tutti gli altri segmenti critici, tra cui la capacità di approvvigionamento dei componenti, l’efficienza della produzione di massa e l’espansione sui mercati esteri.

L’entità del predominio cinese è chiaramente illustrata dai dati di mercato globali. Secondo la società di ricerche di mercato Omdia, dei circa 13.000 robot umanoidi spediti in tutto il mondo lo scorso anno, le aziende cinesi ne hanno prodotto l’87%.

Al Consumer Electronics Show (CES) 2026 di Las Vegas, aziende cinesi di robotica, tra cui AGIBOT, leader mondiale nelle spedizioni di robot umanoidi, Unitree ed EngineAI, hanno presentato prodotti di punta che hanno messo in evidenza la crescente importanza tecnologica di Pechino.

La Cina ha mantenuto la sua posizione di principale mercato mondiale della robotica dal 2013, rappresentando oltre il 50% della domanda globale negli ultimi anni. Mentre le sanzioni statunitensi hanno creato vincoli nel settore dei semiconduttori, la Cina ha raggiunto una sostanziale autonomia tecnologica nell’hardware robotico.

Il Paese ha superato il 50% di localizzazione in componenti chiave come riduttori, servosistemi e controller, avvicinandosi all’obiettivo “Made in China 2025” del 70% di localizzazione per i robot industriali.

L’impatto sui consumatori è già visibile nella stessa Corea, dove marchi cinesi come Roborock dominano il mercato dei robot aspirapolvere.

Il settore della mobilità futura mostra forse il divario più ampio. Il rapporto KIET ha esaminato veicoli elettrici, a batterie e a guida autonoma come segmenti integrati, rilevando che la Cina ha superato gli obiettivi di localizzazione stabiliti dal “Made in China 2025” in tutti e tre.

La penetrazione del mercato cinese dei veicoli elettrici racconta una storia incredibile. Il piano strategico aveva puntato a far sì che i veicoli elettrici rappresentassero il 20% delle vendite totali di automobili entro il 2025, ma la percentuale aveva già raggiunto il 45,3% nel 2024.

A titolo di confronto, i veicoli elettrici rappresentavano solo il 13,5% del mercato sudcoreano nel 2025, superando per la prima volta il 10% solo lo scorso anno.

I dati relativi alla quota di mercato globale rafforzano il predominio della Cina. Nel 2025, le consegne globali di veicoli elettrici puri e ibridi plug-in hanno raggiunto 21,47 milioni di unità, con la Cina che ne ha prodotte 13,81 milioni, ovvero oltre il 60%. A gennaio 2026, la Cina deteneva quasi il 50% del mercato globale dei veicoli elettrici.

Nella tecnologia di guida autonoma, i vantaggi della Cina sono particolarmente evidenti. Il rapporto KIET evidenzia importanti risultati nei sistemi ottici di bordo e nella mappatura ad alta precisione.

Le aziende cinesi dimostrano la superiorità lungo l’intera catena del valore dei veicoli autonomi, con punti di forza particolari nei software di intelligenza artificiale e nella mappatura ad alta definizione, supportati da immensi vantaggi di scala, efficienze di costo e infrastrutture di supporto.

I vantaggi della Cina derivano da “capacità integrate in sensori, operazioni pilota su larga scala, intelligenza artificiale, dati e software”. La portata del mercato interno consente alle aziende cinesi di raccogliere molti più dati di guida reali, creando un vantaggio crescente per gli algoritmi di apprendimento automatico.

Il panorama competitivo per la guida intelligente in Cina si è rapidamente consolidato. Le analisi di settore indicano che il settore si è stabilizzato in quelli che i media locali definiscono i “Sette Stati Combattenti”, con attori leader tra cui Yinwang Intelligent di Huawei, Horizon Robotics, Momenta, 千里科技 (Qianli kējì – Technology), 卓驭科技(Zhuoyu kējì Technology), 元戎启行 (yuánróng qǐxíng DeepRoute) e 轻舟智航 (qīngzhōu zhì háng QCraft).

Queste aziende sono sopravvissute a una brutale riorganizzazione che ha eliminato attori come Haomo.AI e Dazhi Intelligent, dimostrando che una profonda integrazione con le case automobilistiche è essenziale per la sopravvivenza.

La divisione automotive intelligente di Huawei, ora operativa come Yinwang Intelligent esemplifica l’approccio integrato della Cina. Con Huawei che detiene l’80% del capitale e case automobilistiche come Avatr e Seres che investono circa 11,5 miliardi di yuan in quote di minoranza, Yinwang è diventata un “ecosistema centralizzato” che attrae le case automobilistiche nella sua orbita tecnologica piuttosto che limitarsi a fornire componenti.

Il settore delle batterie rappresenta forse la vittoria più completa della Repubblica Popolare Cinese come evidenziato dal fatto che la sua industria delle batterie al litio ha raggiunto tassi di localizzazione superiori al 90% nell’intero processo produttivo, dai materiali alle attrezzature. Le attrezzature e il software di base nelle linee di produzione sono ora completamente localizzati.

I dati commerciali sottolineano la supremazia globale della Cina. Nel 2025, il commercio globale di batterie al litio ha superato i 100 miliardi di dollari, con Pechino che ha esportato 76.746 miliardi di dollari, ovvero l’82,8% delle spedizioni globali.

La Germania è emersa come la principale destinazione con 13.344 miliardi di dollari di importazioni (in aumento del 30,14%), seguita dagli Stati Uniti con 11.919 miliardi di dollari.

L’Europa nel suo complesso ha rappresentato il 42,1% delle esportazioni cinesi di batterie, con importazioni in crescita del 37,1% su base annua.

Un’analisi congiunta condotta lo scorso anno da Maeil Business Newspaper e KIET ha rilevato che la competitività della Corea del Sud nel settore delle batterie è in ritardo di circa 3,5 anni rispetto alla Cina.

Questo divario riflette i vantaggi di Pechino lungo l’intera filiera produttiva, dalla lavorazione delle materie prime alla produzione delle celle fino all’assemblaggio dei pacchetti.

Il settore dei semiconduttori presenta un quadro frammentato che offre alla Corea sia rassicurazioni che avvertimenti. La Corea mantiene una leadership indiscussa nei chip di memoria, fondamento della sua industria dei semiconduttori.

Samsung Electronics e SK Hynix hanno entrambe registrato profitti record all’inizio del 2026, cavalcando il boom dell’intelligenza artificiale.

SK Hynix, il più grande fornitore al mondo di chip HBM (High Bandwidth Memory) di fascia alta richiesti da Nvidia e altri fornitori di GPU per l’intelligenza artificiale, ha annunciato un fatturato trimestrale record di 32,8 trilioni di won coreani (22,8 miliardi di dollari) a gennaio 2026.

Per l’intero anno, il fatturato è balzato del 47% a 97,1 trilioni di won (68 miliardi di dollari), con un utile operativo raddoppiato a 47,2 trilioni di won (33 miliardi di dollari), superando per la prima volta la rivale Samsung nell’utile del settore dei semiconduttori.

Samsung ha anche registrato il suo più alto utile operativo trimestrale, pari a 20,1 trilioni di won (14 miliardi di dollari), con un fatturato derivante dalle memorie che è salito a 44 trilioni di won (31 miliardi di dollari).

Le due aziende dominano il mercato HBM, con SK Hynix che detiene una quota del 57% nel terzo trimestre del 2025.

Tuttavia, il rapporto KIET lancia segnali d’allarme sui semiconduttori non-memoria. Nella progettazione di chip per l’intelligenza artificiale e nei semiconduttori di sistema (chip non-memoria), la maggior parte degli esperti indica che la competitività della Cina è ora più elevata.

Ciò rappresenta una potenziale minaccia a lungo termine, poiché i chip per l’intelligenza artificiale rappresentano il segmento in più rapida crescita e strategicamente più prezioso del mercato dei semiconduttori.

Le raccomandazioni del rapporto KIET riflettono un cambiamento significativo nel pensiero strategico coreano. Piuttosto che perseguire una semplice “strategia del super gap” volta a mantenere la distanza tecnologica dalla Cina, l’istituto raccomanda un approccio più articolato che combini concorrenza e cooperazione strategica.

Il rapporto suggerisce che la Corea dovrebbe stabilire un “modello di produzione K” indipendente attraverso una strategia di trasformazione dell’intelligenza artificiale nella produzione, identificando tecnologie specializzate in stile coreano lungo tutta la catena del valore che collega materiali, componenti e prodotti finiti.

Ciò consentirebbe alla Corea di puntare a mercati premium ad alto valore aggiunto, dove le capacità tecnologiche accumulate e la fiducia nella qualità garantiscono la differenziazione.

La Corea deve modificare la propria strategia industriale per aumentare la competitività nei settori manifatturieri avanzati, assicurandosi tecnologie all’avanguardia e sfruttando strategicamente l’ecosistema industriale cinese.

Il rapporto evidenzia inoltre le crescenti opportunità per le aziende coreane di esportare beni intermedi, come componenti e attrezzature industriali, in Cina, con l’espansione della domanda nei settori legati all’intelligenza artificiale.

Tale approccio di “cooperazione competitiva” riconoscerebbe il predominio manifatturiero della Cina, cercando al contempo nicchie in cui l’affidabilità tecnologica coreana determini prezzi premium.

La reazione dei media coreani al rapporto riflette l’ansia per la posizione competitiva nazionale. Diversi media hanno inquadrato i risultati come una conferma che la Corea è entrata “nell’era dell’inseguimento della Cina” nel settore manifatturiero avanzato.

Tutto ciò rappresenta un’inversione psicologica: per decenni, l’industria coreana si è considerata leader tecnologico e la Cina come il Paese a basso costo impegnato a recuperare terreno. Il rapporto KIET conferma che nella maggior parte dei settori avanzati i ruoli si sono invertiti.

Il rapporto attribuisce la rapida ascesa della Cina alla superiore competitività dei prezzi, all’espansione di nuovi mercati guidati dall’intelligenza artificiale e alla profonda localizzazione dell’offerta.

Autore

  • Carlo Marino

    Carlo MarinoCarlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.

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