Home Cultura FEDERICO FAGGIN: PONTE TRA SCIENZA E SPIRITO

FEDERICO FAGGIN: PONTE TRA SCIENZA E SPIRITO

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di Raffaele Mazzei
 
Per merito di Susanna Pace che mi ha ricordato questa eminente figura, oggi vorrei parlare di Federico Faggin. Faggin è un fisico, inventore e imprenditore italiano, noto per aver progettato il primo microprocessore commerciale, il touchscreen e le reti neurali. Ora, con la sua Fondazione, si dedica allo studio della coscienza, cercando di estendere il metodo scientifico per esplorare la mente e la realtà. Faggin non vede alcun contrasto tra la ricerca scientifica e la metafisica, anzi ritiene che siano due aspetti complementari della conoscenza.
Faggin spiega anche perché l’intelligenza artificiale non potrà mai acquisire la coscienza. Questa convinzione è fondata sull’idea che la coscienza non sia un prodotto del cervello, ma una realtà primaria che esiste indipendentemente dalla materia. Secondo Federico Faggin la coscienza è una dimensione privata e soggettiva che non può essere ridotta a stimoli elettrici o a algoritmi. La coscienza è la capacità di percepire, sentire, pensare, volere e agire in modo creativo e libero. La coscienza è anche la fonte della conoscenza, perché senza di essa non potremmo interpretare i dati che riceviamo dai sensi o dal computer.
L’intelligenza artificiale, invece, è basata su processi meccanici e deterministici che seguono delle regole prestabilite. L’IA può simulare il comportamento umano, ma non può comprenderlo né condividerlo. L’intelligenza artificiale non ha esperienze proprie, ma solo dati elaborati. L’intelligenza artificiale non ha significati, ma solo informazioni. L’intelligenza artificiale non ha libertà, ma solo vincoli.
Per questi motivi, Faggin sostiene che l’intelligenza artificiale non potrà mai raggiungere l’autocoscienza, perché manca di quella dimensione qualitativa e spirituale che caratterizza l’essere umano.
Faggin ha anche raccontato di aver avuto un’esperienza di risveglio spirituale nel 1990, che ha cambiato la sua visione del mondo e della vita. In quella notte, ha sperimentato un’energia d’amore fortissima emergere dal petto. Provando la sensazione di essere “il mondo che osservava me stesso, con la mia identità”. (Tale esperienza è ampiamente documentata nella letteratura iniziatica e mistica d’Occidente come “apertura del cuore”. N.d.R.)
Da allora, ha iniziato un percorso di meditazione e di ricerca interiore, che lo ha portato a scrivere due libri: “Silicio” e “Irriducibile”.
Grande ricercatore e filosofo. E grande uomo. L’ho spesso “incrociato” nel corso dei miei studi sull’AI, constatando che il suo pensiero conforta mirabilmente gli orizzonti della mia ricerca iniziatica.
Imperdibile intervista qui:

Autore

  • Redazione

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