
Il nucleare, nel nostro Paese, non è più un tabù.
A certificare questa storica svolta, a quasi quarant’anni dal referendum che sancì lo stop alle centrali in Italia, è stato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ieri ha chiuso il convegno a Montecitorio in cui Forza Italia ha messo intorno allo stesso tavolo per discutere esperti, esponenti politici e i vertici delle grandi aziende energetiche del nostro Paese. Un convegno da cui è emersa, con una voce univoca, la necessità che si riprenda con più vigore la strada, in realtà mai interrotta, della ricerca sul nucleare, in particolare quello di nuova generazione e derivante dalla fusione, vera e propria sfida per il futuro. “Siamo al centro” della ricerca sul nucleare anche se, ha incalzato il ministro, “non si poteva dire” ma ora “il tabù è caduto e questo è un dato politico fondamentale. Dunque “dobbiamo spingere al massimo anche sul tema degli investimenti. E’ un futuro che dobbiamo creare con strutture, nuove procedure” e primeggiando “sulle tecnologie”. Fondamentale poi “creare e favorire la filiera” oltre che “andare avanti con l’accostamento alla fusione e guardare con ottimismo ai reattori di quarta generazione”.





