
Dopo il film live-action, della Disney, “La sirenetta”, nel quale Ariel è nera, ora, sempre la Disney, ci propone il film live action “Biancaneve”, improntato al “politically correct”, ossia alla fuffa pseudoculturale che una cupola wokista vorrebbe diventasse il paradigma del cittadino probo ossequiente ad un’ideologia che ha avviato il genocidio culturale del bianco occidentale, il quale è colpevole di ogni nefandezza, non ultima quella di aver prodotto fiabe dal profondo significato psicologico che sorgono dal profondo dell’inconscio collettivo.
Il bianco occidentale deve pentirsi, inginocchiarsi, vergognarsi e lasciarsi deprivare di ogni sua radice per lasciare il posto ad una paccottiglia cialtronesca che nulla ha a che fare con la cultura e che è solo il continuo pervicace tentativo di azzerare quanto l’Occidente ha prodotto nei millenni (cancel culture) per lasciare il posto ad un “uomo nuovo” transumano e, soprattutto, schiavo della fuffa totalitarista mascherata da progressismo.
Manipolando le fiabe si tende a manipolare l’inconscio collettivo dei popoli e, nella fattispecie, dei popoli europei, dalle cui radici sono nate fiabe come quella di Biancaneve.
Biancaneve è una popolare fiaba europea. La versione attualmente conosciuta è quella scritta dai fratelli Jacob e Wilhelm Grimm in una prima edizione nel 1812, pubblicata nella raccolta “Le fiabe del focolare” (Kinder-und Hausmärchen), ispirata a molti aspetti del folclore popolare, del quale i due fratelli erano profondi studiosi.
Biancaneve, come molte altre fiabe raccolte dai fratelli Grimm, appartiene all’inconscio collettivo dei popoli europei, così come le fiabe di altri popoli sorgono dall’inconscio collettivo di quei popoli e ad essi appartengono.
Ve li immaginate i protagonisti delle fiabe dell’Oceania rappresentati da attori biondi con gli occhi azzurri e dalla carnagione tipica delle regioni nordiche europee? Ci sarebbe chi griderebbe allo stupro, alla mistificazione, alla falsificazione.
Per quanto riguarda le fiabe dell’inconscio collettivo europeo, al contrario, è in atto un’opera di falsificazione, di manipolazione, di vero e proprio stupro culturale.
La fiaba di Biancaneve è stata analizzata in molti modi e da molti autori, ma in questi giorni ho trovato una bellissima e chiarissima interpretazione della fiaba di Giuseppe Bellantonio, che propongo di seguito.
Eccola.
“Biancaneve rappresenta la Coscienza, il Sé superiore, che è pura luce, appunto bianca come la neve. La matrigna rappresenta la natura materiale, che seduce la coscienza chiedendo chi è la più bella tra la natura eterna e quella materiale. I sette nani sono i Chakra che scavano nell’inconscio i diamanti, le virtù e le qualità, trasformano il piombo in oro. Il Principe Azzurro, rappresenta lo Spirito che, con il vero amore, sveglia la coscienza individuale intrappolata nel bosco (la mente). Questi simboli non possono essere cambiati per soddisfare il “politicamente corretto” e il volerlo fare la dice lunga sulla superficialità della percezione della realtà che ha il mondo attuale. I nani devono essere NANI rispetto a Biancaneve. Biancaneve DEVE essere BIANCA perché rappresenta la Coscienza. Scurirla a livello simbolico vuol dire volerla tenere nelle tenebre, ed è proprio ciò che vuol fare il politicamente corretto: soddisfare la Matrigna a discapito di Biancaneve”.
C’è solo una considerazione da aggiungere, che va al cuore del problema della manipolazione in atto.
Chi sta operando la manipolazione sa bene cosa sta facendo e agisce secondo i criteri della cotroiniziazione, la qual cosa significa che agisce non per elevare le coscienze, ma per obnubilarle, per creare una notte nella quale tutti i gatti sono grigi e un’oscurità che consente il dominio e la sopraffazione.
E’ in atto un’operazione controiniziatica che, come tale, va denunciata





