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ORDO AB CHAO, FACCIAMO IL PUNTO

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Per intere generazioni di attualmente viventi siamo stati abituati a vivere alcune certezze. Prima c’era la Guerra fredda. In Occidente il Bene. In Unione Sovietica il Male. Equilibrio.

Poi l’Unione Sovietica si è sfasciata e gli Usa dei neocon, con al seguito i servi neocon europei, hanno pensato che ci fosse un solo potere mondiale il cui faro di luce era liberal democratico (di fatto neocolonialista finanziario).

E così è andata, nella narrazione occidentale, per trent’anni.

Equilibrio di facciata, mentre sotto traccia avvenivano fenomeni che all’improvviso sono esplosi.

La grande menzogna è finita e ora c’è il caos, dal quale deve sorgere un nuovo ordine.

“Ordo ab chao” è un motto latino che significa “ordine dal caos”. È un principio che suggerisce che il vero ordine e la vera conoscenza emergono dalla comprensione e dalla gestione del caos o della complessità.

Eccoci giunti al punto della gestione del caos e della complessità.

Partiamo dall’Europa.

Giovedi il Parlamento europeo ha rigettato la mozione di sfiducia proposta da un parlamentare romeno Gheorghe Piperea, del partito Alleanza per l’unità dei romeni (AUR), che fa parte di ECR. 

La mozione aveva avuto 74 firme di deputati europei.

Giunti al voto, la von der Leyen, dopo un animato dibattito dei giorni precedenti, ha incassato 360 voti sui 720 dell’assemblea, ossia la metà del Parlamento europeo. I voti sono stati 41 in meno dei 401 con i quali era stata eletta a luglio e, se si fosse votata la sua elezione giovedì, non sarebbe stata eletta.

Hanno votato contro 175 deputati, 18 si sono astenuti e 167 hanno abbandonato l’aula.

La von der Leyen e la Commissione escono fortemente indeboliti, nonostante il voto, per ora, compatto di Ppe e S&D.

Per ora compatto, in quanto in Germania, il cancelliere Friedich Merz ha detto a chiare lettere che se anche la Germania fosse da subito climaticamente neutrale, “non eviterebbe una sola catastrofe naturale”.

Tanti saluti alle teorie green e climatiche a al Green Deal. Finita la grande menzogna pro finanza.

Dal momento che la Germania è il dominus del Ppe, è chiaro che la von der Leyen, che è tedesca, dovrà prendere atto che il suo green non funziona più e dovrà cambiare colore, la qual cosa la metterà in rotta di collisione con i socialisti e i verdi. Chi salvandola le metterà la camicia di forza? Si vedrà.

Considerando che la maggior parte dei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea ha svoltato a destra, è in vista uno spostamento a destra della Commissione o la sua fine.

Alla von der Leyen è stato dato il tempo per passare dal bianco rosso verde al bianco azzurro nero. Tempo limitato.

Si è anche sfasciato l’asse franco-tedesco, mentre si è costituito l’asse franco-inglese che con l’Unione Europea ha poco a che fare e che ha molto a che fare con i possibili arroccamenti finanziari dei Rothschild e della City.

Quando si parla di asse franco inglese o anglo francese è necessario far mente locale non solo alla politica in senso stretto, ma ai legami sottostanti che, sia in Inghilterra, sia in Francia, hanno un denominatore comune: la finanza dei Rothschild che rischia di essere sconfitta in un’Europa che svolta a destra e si arrocca nei suoi tradizionali punti di riferimento.

La famiglia Rothschild è una delle dinastie bancarie più influenti della storia europea, con rami significativi in Francia e Inghilterra.

Il ramo inglese fu fondato da Nathan Mayer Rothschild (1777–1836), terzo figlio di Mayer Amschel Rothschild, che si stabilì a Manchester nel 1806 e poi a Londra, dove fondò la N M Rothschild & Sons nel 1811.

Nathan si distinse per il suo ruolo nel finanziare il governo britannico durante le guerre napoleoniche, organizzando prestiti e fornendo lingotti d’oro per gli eserciti britannici e i loro alleati. Nel 1818, organizzò un prestito di 5 milioni di sterline al governo prussiano, consolidando la posizione della banca.

Nel 1825-26, la banca fornì moneta sufficiente alla Banca d’Inghilterra per evitare una crisi di liquidità.

Nel 1875, Lionel de Rothschild, figlio di Nathan, finanziò l’acquisto da parte del governo britannico delle azioni del Canale di Suez, un’operazione cruciale per l’espansione imperiale britannica.

La famiglia ha anche investito in miniere (es. Rio Tinto) e ferrovie, contribuendo alla rivoluzione industriale.

I Rothschild del ramo inglese, per le loro azioni, hanno ricevuto titoli nobiliari, come il titolo di barone conferito a Nathan nel 1818 dall’imperatore Francesco I d’Austria e il titolo di Baron Rothschild nel 1885 nel Regno Unito, attualmente detenuto dal 5° Barone Rothschild.

Attualmente la N M Rothschild & Sons è ancora attiva, focalizzata su consulenza finanziaria, gestione patrimoniale e merchant banking, con una fusione nel 2003 con il ramo francese sotto la guida di David de Rothschild.

Per quanto riguarda la Francia, il ramo francese fu fondato da James Mayer de Rothschild (1792–1868), il più giovane dei figli di Mayer Amschel, che si stabilì a Parigi nel 1812, fondando la de Rothschild Frères nel 1817.

James costruì una rete finanziaria che supportò il governo francese, in particolare dopo la Rivoluzione di Luglio del 1830, organizzando prestiti per stabilizzare le finanze del nuovo regime di Luigi Filippo. Nel 1834 fu nominato Gran Ufficiale della Legion d’Onore per i suoi servizi.

Durante la guerra franco-prussiana (1870-71), il ramo francese gestì il pagamento dell’indennità di guerra francese, consolidando la sua influenza. I Rothschild francesi diversificarono gli investimenti in ferrovie (es. Chemin de fer du Nord), miniere e petrolio, competendo con la Standard Oil di Rockefeller. La banca subì un duro colpo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando le proprietà dei Rothschild furono confiscate dai nazisti. Dopo la guerra, la banca fu restaurata, ma fu nazionalizzata nel 1981 dal governo socialista di François Mitterrand.

Nel 1983, David, Nathaniel ed Eric de Rothschild rilanciarono l’attività bancaria con la Rothschild & Associés Banque, che nel 1987 divenne Rothschild & Cie Banque. Nel 2003, il ramo francese si è fuso con quello inglese, formando il Gruppo Rothschild, guidato da David de Rothschild.

In entrambi i paesi, i Rothschild hanno esercitato un’influenza significativa, finanziando governi e infrastrutture chiave.

I Rothschild in Francia e Inghilterra hanno plasmato la finanza moderna, finanziando guerre, infrastrutture e governi. Oggi, il Gruppo Rothschild, con sede a Parigi e Londra, continua a operare come leader globale nella consulenza finanziaria e nella gestione patrimoniale.

Il nuovo asse anglo francese, pertanto, ha molto di famigliare con un asse dei Rotschild.

Tuttavia, il nuovo asse, è di cartone.

L’arroccamento anglo francese, che fa la pari con l’arroccamento della finanza, è, dal punto di vista militare un fucile senza grilletto (il grilletto lo detiene la Nato) e dal punto di vista finanziario una sconfitta annunciata.

uRSULA CON IL RETINO

Il simbolo della sconfitta è l’acchiappafarfalle.

Si vorrebbero prendere anche le farfalle nella rete finanziaria. L’aumento delle specie e delle popolazioni di farfalle comuni all’interno degli ecosistemi agricoli entro il 2030 è uno dei tre indicatori su cui i Paesi membri dovranno mostrare progressi come previsto dal Regolamento Ue sul ripristino della natura in vigore dall’agosto 2024. L’imposizione riguarda la difesa della biodiversità che si traduce, come sempre, in finanza. La Commissione Ue che il 7 luglio ha gettato le basi per un futuro mercato europeo di “crediti natura” e nel 2026-2027 intende destinare il 10% del proprio bilancio alla biodiversità. Come saranno conteggiate le farfalle? Verrà utilizzato un indicatore che monitora l’evoluzione dell’abbondanza numerica delle farfalle rappresentative dei prati e dei pascoli europei, un indice sviluppato dalla Commissione Ue con le prime serie temporali nazionali che risalgono al 1991 (quelli italiani dal 2016). I dati sono integrati e forniti da Butterfly Conservation Europe, dal partenariato dell’European Butterfly Monitoring Scheme (Ebms) e dal progetto Embrace. L’indice tiene conto delle popolazioni di 17 specie di farfalle e viene aggiornato con dati inviati a Eurostat, l’ufficio statistico europeo, una volta all’anno dai Paesi Ue.

Capito? Le farfalle sono trasformate in crediti (certificati) da intermediare nella Borsa della City, come tutti i vari certificati prodotti dal green.

E se il green finisce, come è ormai più che possibile? Niente certificati. City a secco.

Nel castello medievale dell’asse anglo francese sventolerà bandiera bianca. Il morbo (follia) infuria, il pan ci manca, sull’asse sventola bandiera bianca.

Mentre la von der Leyen, che di difesa se ne intende tantissimo, visti i precedenti avuti come ministro della Difesa tedesco (un fiasco totale) afferma che l’Ucraina ha un’industria bellica che viaggia al 60% e che potrebbe venderci armi moderne, che ovviamente noi poi regaleremmo al Kiev, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha incontrato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e ha detto che ci sono nuove idee che da sole non porteranno alla pace, ma che sono interessanti. Il dialogo Usa-Russia prosegue nonostante le speranze dei guerrafondai neocon europei. Ne è un segnale il fatto che le recenti dichiarazioni di Donald Trump su Putin sono state considerate da Mosca come appartenenti al carattere impetuoso del Presidente Usa e niente più.

Piccolo inciso manicomiale con finale nazista.

Se l’Ucraina, come ha detto la baronessa teutonica, “dispone di sistemi d’arma all’avanguardia ed è in grado di garantire consegne rapide a basso costo”, per quale motivo Zelensky le chiede a noi? Manicomio.

Ed ecco il nazismo in purezza che emerge dal fondo teutonico oscuro: “L’Ucraina – ha detto la baronessa – è la frontiera dell’innovazione militare”. Insomma, un lager laboratorio, dove gli ucraini muoiono a migliaia solo per testare le nuove armi per una futura guerra è perfetto. Mengele docet.

Ma forse lei non è consapevole di quello che dice.

L’altro luogo del caos è il Medio Oriente, dove i rapporti Usa Russia sono molto più importanti che quelli riguardanti l’Ucraina. Una fonte della famiglia reale saudita ha dichiarato alla tv pubblica israeliana Kan che Riad ritiene che l’accordo in fase di stipula tra Israele, Siria e Stati Uniti possa avere un impatto positivo e aprire la strada a un’intesa con i sauditi. Tuttavia, la stessa fonte ha chiarito che gli sviluppi sulla questione dipendono da Trump e Netanyahu e che l’Autorità nazionale palestinese dovrà intervenire nella Striscia di Gaza.

“Anche noi – ha affermato la fonte saudita – non vogliamo Hamas e crediamo che sia un’organizzazione terroristica”.

Una volta che Israele, Stati Uniti e Anp avranno raggiunto un accordo, questo aprirà la strada alla normalizzazione: quindi, l’intesa in fase di definizione in Siria è anche una preparazione per un accordo tra Israele, l’amministrazione statunitense e i palestinesi, senza Hamas.

Se la Siria e il Libano normalizzeranno i rapporti con Israele, si aprirà la fase finale di nuovo Accordo di Abramo, con la apertura dei rapporti diplomatici tra Israele e Arabia Saudita.

Nel frattempo negli Usa, visto che la legge sul bilancio ha massacrato il green, è scoppiato il caso Epstein che ha scatenato un putiferio contro The Donald. Il caso Epsteiin è una spy story complicata, roba da servizi segreti, non da semplice club di pervertiti disgustosi, anche se facenti parte di una cupola o “Famiglia”.

Coincidenza? A pensare male si fa peccato, diceva il Divo Giulio, ma si indovina.

Il fatto è che i Dem sono silenti, muti come pesci, senza respiro.

Ed ecco che spuntano i primi sondaggi addirittura sulle elezioni del 2028, coem a dire a Elon Musk, datti una calmata perché non vai da nessuna parte.

Tra i democratici, per correre per la Casa Bianca c’è in testa Pete Buttigieg.

Peter Paul Montgomery Buttigieg, detto Pete, è un politico e ufficiale statunitense, Segretario dei Trasporti sotto l’amministrazione Biden dal 2021 al 2025. È stato anche sindaco della città di South Bend, in Indiana, dal 2012 al 2020.

Ecco le sue preferenze in rapporto a quelle degli altri possibili candidati.

Previsioni ET 2008 Buttieg

Il fatto è che se Peter Paul Montgomery Buttigieg si battesse contro Vance, l’attuale vice presidente, le cose andrebbero in questo modo.

Previsioni Et 2028 bis

La partita in atto è un partitone per ora caotico, ma dal quale si vede emergere, dalle rovine e dai vaneggiamenti, un futuro che nulla avrà a che fare con il presente.

Ordo ab chao.

Vedi anche: https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/24590-epstein-o-ghislaine.html

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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