
Ci sono due interpretazioni rigurdanti le ultime due parole del titolo di questo articolo:
basta, controllare
basta controllare…
Come sempre è la punteggiatura che ti inganna.
Io mi riferisco al 2º caso.
Grazie ai traduttori, siamo in grado di leggere l’arabo ed accedere a contenuti fino a qui preclusi per definizione, come per il caso di Al-Hayat Al-Jadida, un quotidiano palestinese, organo ufficiale dell’ANP, fondato, a Gaza, nel 1994.
Dopo la guerra civile del 2007 scoppiata a Gaza tra Fatah e Hamas (un evento interessare quanto pressochè sconosciuto ai media mainstream) il quotidiano, insieme a tutti i membri dell’ANP, hanno dovuto lasciare la Striscia. Chi rimaneva non aveva molte speranze di essere “risparmiato” da Hamas, che “defenestrava” letteralmente chi voleva rimanere.
Per chi mai dubitasse del posizionamento del quotidiano, riporto una vignetta significativa estratta da uno degli ultimi numeri, ripartata come immagine, cerchiata con una
, ove si rileva un passo non certo tenero con Israele.
Ecco l’articolo apparso il 19 Giugno scorso, del tutto ignorato dalla stampa internazionale, tutta presa a descrivere la crudele mattanza dei gazawi da parte dell’IDF, dopo averli attratti nei punti di distribuzione degli aiuti umanitari.
La lettura del quotidiano riserva qualche colpo di scena…
-Sono iniziate ad arrivare numerose segnalazioni circa le uccisioni da parte di Hamas di molti residenti che camminavano per le strade in cerca di un sacco di farina, con il pretesto di collaborare con i centri di assistenza americani per la distribuzione di cibo! Ci sono anche lettere e dichiarazioni di famiglie i cui figli sono stati raggiunti da Hamas-
Una dichiarazione della famiglia Shahin di Deir Al-Balah riguardante la sparatoria a tradimento in cui è morto il loro figlio, Siraj Al-Din Hisham Shahin; un avviso della famiglia Al-Hilu che ha visto uccidere cinque dei loro figli; e anche una lettera della sorella della vittima Osama Al-Misshal, che ha rivelato che un gruppo di membri di Hamas, denominato “Arrow Unit”, ha fermato l’autobus su cui viaggiava suo fratello insieme ad altri giovani, mentre si dirigevano verso uno dei centri di distribuzione alimentare. Li hanno fatti scendere dall’autobus, legati e fucilati, accusandoli di “Collaborazione”, chi era riuscito a scappare veniva inseguito fino all’ingresso dell’Ospedale Nasser, dove spararono loro di nuovo “e impedirono ai medici e al personale di curarli, mentre incitavano i presenti a picchiarli con bastoni e tubi.
Nella sua lettera, la sorella Hiba [Al-Misshal] chiede “giustizia per suo fratello e per ogni giovane innocente assassinato”.
Scrive: “Non vogliamo vendetta, piuttosto vogliamo verità e giustizia… Chiunque abbia partecipato, sia rimasto in silenzio o abbia giustificato questo crimine è responsabile davanti ad Allah, davanti alla storia e davanti alle madri e alle mogli dei Martiri e dei loro parenti”
Nella sua attuale crisi, Hamas non ha altra via d’uscita che istituire squadroni della morte contro chiunque ostacoli il suo saccheggio e cerchi di ottenere un sacco di farina, al di fuori del suo mercato nero, che controlla ferocemente.
Da quando gli aiuti vengono distribuiti da Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), il potere di Hamas sulla popolazione diminuisce di giorno in giorno, e le cifre folli per un sacco di farina, (anche 300$ per un sacco da 25Kg) sono precipitate. I magazzini della merce sottratta da Hamas ai convogli umanitari, non valgono che un decimo di prima.
Ciò che permette questa situazione odierna, piena di morte e distruzione, è l’occupazione israeliana che ha reso le strade per il cibo piene di pericoli…
Chi crea questa odiata realtà oggi non è solo Israele, ma anche Hamas, in modo simile, ed è suo alleato in quest’opera di morte. Insegue gli affamati con gli squadroni della morte, che ha chiamato “la freccia”, per dire a coloro che vanno in cerca di cibo, non controllato Hamas, che saranno le loro prede attraverso la “Unità Freccia”.
[Quotidiano ufficiale dell’Autorità Nazionale Palestinese Al-Hayat Al-Jadida, 19 giugno 2025]





