Home Politica estera NETHANYAHU, IL PUNTO SUL PROCESSO A SUO CARICO

NETHANYAHU, IL PUNTO SUL PROCESSO A SUO CARICO

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Il processo a Benjamin Netanyahu si articola su tre capi d’accusa: corruzione, frode e violazione di fiducia, noti come Case 1000, 2000 e 4000.

Case 1000 – Accuse di aver accettato oggetti di lusso (sigari, champagne, gioielli) dalla coppia Milchan/Packer per circa 250 000 €, in cambio di favori.

Case 2000 – Tentativo di accordo con il direttore di Yedioth Ahronoth per ottenere una copertura mediatica più favorevole alla sua amministrazione.

Case 4000 – Coinvolgimento nei benefici regolatori a favore dell’impero Bezeq/Walla in cambio di articoli positivi.

Richiesta di rinvio respinta

Il 27 giugno 2025 il tribunale distrettuale di Gerusalemme, presieduto dalla giudice Rivka Friedman‑Feldman, ha respinto la richiesta di Netanyahu di sospendere il processo per due settimane, invocando la guerra a Gaza e il conflitto con l’Iran. Il giudice ha motivato la decisione con il fatto che non ci sono state spiegazioni dettagliate né validi motivi per giustificare l’assenza del primo ministro. L’accusa ha inoltre evidenziato che, con i precedenti rallentamenti già concessi, non serve un ulteriore rinvio in vista della pausa estiva ().

Influenza USA e reazioni interne

Donald Trump ha definito il processo una “caccia alle streghe” (“witch hunt”) e ha chiesto la sua interruzione o un cancellazione, lodando Netanyahu come “Grande Eroe” per le sue posizioni di sicurezza,

in particolare nella gestione del conflitto con l’Iran.

In Israele, alcuni ministri di destra (Bezalel Smotrich, Itamar Ben‑Gvir) sostengono apertamente questa linea,criticando il tribunale come ostile alle priorità nazionali .

L’opposizione (Yair Lapid, Gilad Kariv) ha reagito duramente, sostenendo che la giustizia deve rimanere indipendente e che l’influenza americana sul processo è inaccettabile per la sovranità israeliana .

Sviluppi recenti e contesto operativo

Le udienze si stavano svolgendo 2 volte a settimana;

altri rallentamenti erano già stati concessi per ragioni di sicurezza durante il conflitto con l’Iran.

Il 3 giugno 2025, Netanyahu ha chiesto di interrompere l’esame incrociato anticipatamente per partecipare a una “importante chiamata diplomatica”, richiesta rifiutata dalla corte, che ha suggerito una pausa temporanea.

A maggio, analoghe richieste furono concesse solo parzialmente, limitando ma non sospendendo completamente il processo ().

Possibile sviluppo simulato

Ecco una possibile evoluzione nei prossimi mesi:

Resistenza della corte

La giudice Friedman‑Feldman manterrà il rigore, rifiutando ulteriori rinvii e insisterà sulla calendarizzazione regolare .

Pressione politica crescente

Netanyahu e i suoi alleati intensificheranno le critiche, sostenuti da Trump

e figure della destra israeliana,alzando il tasso demagogico su priorità e patriottismo.

Mobilitazione dell’opposizione e della società civile

L’opposizione, i magistrati, e la società civile rilanceranno la difesa delle istituzioni democratiche,promuovendo sit-in e iniziative in Parlamento per proteggere l’indipendenza della magistratura.

Possibile mediazione internazionale

In un momento di potenziale escalation regionale, si potrebbe prefigurare un compromesso: mantenimento del processo, ma con flessibilità negli orari (es. udienze serali o nei weekend).

Esiti incerti a fine anno

Scenario A: Netanyahu viene dichiarato colpevole in uno o più capi d’accusa e possibile richiesta di immunità parlamentare, ricorso per via politica.

Scenario B: una situazione imbarazzante in un processo, che  mina la sua posizione interna, anche se c’è il sostegno popolare e di Trump.

Scenario C: accordo politico e giudiziario: patteggiamento con pena minima e rallentamento delle udienze, preservando la coesione velata tra destra, esercito e società

In sintesi

  • Processo in corso per tre casi di corruzione, in piena fase di esame incrociato (iniziato il 3 giugno 2025) ().
  • Tribunale rigido e autonomo che ha respinto la richiesta di sospensione del processo, nonostante conflitti e guerra ().
  • Pressioni diplomatiche di Trump e sostegno di ambienti conservatori israeliani queste spingono per cancellare o sospendere il procedimento
  • Opposizione e magistratura israeliana rigettano l’ingerenza americana e difendono il rispetto delle regole legali ().

Autore

  • Redazione

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