
L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato attacchi su vasta scala e di aver mobilitato le truppe per prendere il controllo di aree nella Striscia di Gaza, come parte della preparazione per l’operazione ‘Carri di Gedeone’ e dell’espansione della campagna nella Striscia.
Secondo un portavoce delle Idf, l’operazione mira a raggiungere tutti gli obiettivi della guerra a Gaza, tra cui il rilascio degli ostaggi e la sconfitta di Hamas.
Secondo una fonte della sicurezza, i bombardamenti lanciati dall’Idf a Gaza sono “un ultimo passo prima dell’operazione vera e propria Carri di Gedeone e un avvertimento per Hamas: un’ultima opportunità per raggiungere un accordo prima di una drammatica espansione dei combattimenti”. Lo riferisce Channel 12.
Secondo la stessa fonte, l’attacco, ha lo scopo di “intervenire sulla zona prima dell’ingresso delle truppe” e continuerà nelle prossime ore. L’operazione Carri di Gedeone, il cui obiettivo è sconfiggere Hamas a Gaza e liberare gli ostaggi, è stata approvata dal gabinetto politico-di sicurezza israeliano all’inizio di maggio, in conformità con i piani formulati dal capo di stato maggiore.
A nulla valgono gli appelli internazionali a fermare le bombe e riprendere gli aiuti umanitari. Israele continua a martellare Gaza con i raid che solo nelle ultime 24 hanno provocato 90 morti nella Striscia, come parte di un’escalation dell’offensiva ebraica che ha accumulato centinaia di uccisi negli ultimi giorni, fino a superare il tragico bilancio di oltre 53mila vittime dall’inizio della guerra, secondo il conteggio di Hamas.
Contemporaneamente, l’aeronautica israeliana ha messo in atto la rappresaglia contro gli Houthi, dopo che giovedì i ribelli yemeniti hanno fatto scattare l’allarme antiaereo nel centro dello Stato ebraico per un attacco con un missile, intercettato dall’Idf. Meno di 24 ore dopo, raid israeliani si sono abbattuti contro i porti yemeniti delle città di Hodeida e Salif, dei quali mercoledì l’esercito israeliano aveva chiesto l’evacuazione accusando i ribelli di utilizzarli per “attività terroristiche”.
E non è finita, “c’è ancora molto da fare”, ha minacciato Netanyahu: “Non siamo disposti a rimanere in disparte e a lasciare che gli Houthi ci attacchino. Li colpiremo molto di più, compresi i loro leader e tutte le infrastrutture che permettono loro di colpirci”.
L’amministrazione Trump sta lavorando a un piano per trasferire in maniera permanente fino a 1 milione di palestinesi dalla Striscia di Gaza alla Libia. Lo hanno rivelato a Nbc News cinque persone informate. Il piano è in una fase di valutazione così avanzata che l’amministrazione ne ha già discusso con la leadership libica, aggiunge Nbc.





