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LA SMEMORATA ALBIONE

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Gli inglesi, con la venuta nel Bel Paese di re Carlo III, ci hanno ricordato che l’Italia è nata come Paese unito grazie a loro e, sempre grazie a loro, è stata liberata, in unione con le Brigate Garibaldi (gli altri sono figli di un dio minore), dal nazifascismo.

Peccato che quando fa loro comodo gli inglesi perdano la memoria.

Capita così che si dimenticano di dire che il colonello Samuel Hoare, capo della sezione romana del MIlitary Intelligence 5 (MI5) abbia costruito una rete composta, come scrivono Cereghino e Fasanella (Colonia Italia, Chiarelettere ), da un centinaio di spie e confidenti. E tra questi c’è anche Mussolini, reclutato tra il novembre e il dicembre del 1917”.

Benito Mussolini rimarrà “inglese” anche durante tutto il periodo fascista e, come scrive Luciano Garibaldi (La pista inglese), fu al centro di una trattativa che la dice lunga su quella che il Duce di Sua Maestà britannica, conoscendola bene, definì la “perfida Albione”.

Durante la Repubblica di Salò, sul Lago di Iseo, in un’isoletta vicino a Montisola, come narra Luciano Garibaldi, si tenne una trattativa tra fascisti, nazisti e inglesi. Churchill chiedeva a Mussolini di convincere Hitler a cambiare la direzione del conflitto, lasciando stare il Regno Unito e volgendo i cannoni contro Stalin. Non andò secondo i desideri dell’inglese e Hitler continuò la guerra alla Gran Bretagna.

Se Stalin avesse saputo di quei giochetti, forse Yalta sarebbe andata diversamente, motivo per il quale Mussolini fu fatto fuori per chiuderli la bocca.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli inglesi si occuparono, come scrivono Cereghino e Fasanella (Il golpe inglese, Chiarelettere), della “riorganizzazione politico militare degli ambienti ex-fascisti, ex repubblichini e anticomunisti”. Lavorarono per loro uomini come Edgardo Sogno, vecchia conoscenza del Soe e al contempo anche uomini come Renato Mieli, militante del Partito comunista, agente dei servizi inglesi, fondatore dell’Ansa e nominato da Togliatti responsabile del Pci per la politica estera.

Per la corona inglese tutto fa brodo, basta che gli agenti, di destra o di sinistra, siano fedeli a Sua Maestà.

I Fabiani inglesi erano degli estimatori di Stalin e della pianificazione sovietica, eppure Churchill pensava di mettersi con Hitler per combattere Stalin. Bella storia che ci rimanda all’odierno rapporto Uk Usa e Uk Russia. Fidarsi degli inglesi è davvero da masochisti.

Potremmo andare avanti per varie miglia di righe a mettere in fila le giravolte di quella che l’agente inglese Mussolini chiamava la “perfida Albione”.

Eppure, guarda caso, a Roma e a Ravenna re Carlo III e i suoi accompagnatori hanno perso la memoria.

In allegato il mio intervento a Byoblu sull’argomento.

https://www.byoblu.com/2025/04/11/re-carlo-e-il-vice-di-trump-in-italia-ospiti-o-padroni-che-idea-ti-sei-fatto/

Forse vale la pena di approfondire con chi abbiamo a che fare invece di suonare Romagna mia.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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