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 LE ANALISI DEGLI ALTRI – PANETTA: IL NO A MARINE LE PEN FA SALIRE IL RN AL 35%

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Le analisi degli altri

Leonardo Panetta, ottimo giornalista italiano che ci informa da Bruxelles per conto di Mediaset, sul suo profilo X mette delle notizie che non solo sono interessanti, ma ci danno il senso di cosa davvero stia accadendo al di là della propaganda di infima serie ormai in uso.

Qualche giorno fa Panetta riportava un editoriale di Vincent Trémolet de Villers su “Le Figaro” del primo aprile, dal titolo: “Il diritto contro il popolo”.

Eccolo: “Ma non si è proprio colto lo spirito dei tempi per credere che la neutralizzazione elettorale di Marine Le Pen fermerà la rivolta delle classi medie. Milioni di francesi che si considerano cittadini di seconda classe stanno già brandendo questa decisione come ulteriore prova della loro umiliazione. Le vessazioni delle élite, siano esse mediatiche, culturali o giudiziarie, sono il fertilizzante più efficace per la crescita dell’insurrezione civica. La storia recente è piena di autoproclamati garanti dello stato di diritto che credevano di erigere delle barriere contro il populismo senza rendersi conto che invece di rappresentare un baluardo contro la sua ascesa, ne erano solo il trampolino di lancio”.

Specialisti nel farsi del male, i macronisti francesi, sembrano non aver capito che più bloccano la democrazia e più ottengono l’effetto contrario.

“In Francia- scrive Panetta – si è sempre detto che chi portava il cognome Le Pen non sarebbe mai potuto diventare presidente perché la storia di Jean Marie era quella di un’antisemita, criminale di guerra in Algeria etc. Per quanto Marine si sforzasse, quel cognome la condannava. In un partito così legato alla storia di una famiglia, nessuno aveva mai pensato all’ipotesi di un candidato alle presidenziali non Le Pen. Da ora non più.  Paradossalmente la sentenza di oggi dà al Rassemblement National la possibilità di puntare su un candidato con meno zavorre, Jordan Bardella. Se poi davvero ci si trovasse davanti a uno scontro Bardella (invitato di recente in Israele) Vs Melenchon, le accuse di antisemitismo sarebbero tutte nel campo della sinistra”.

Secondo un sondaggio Elabe per BfmTv, i candidati dell’Rn sarebbero ampiamente in testa al primo turno delle presidenziali 2027. Marine Le Pen tra il 32 e 36% ma, se non si potesse candidare, Bardella oscilla tra il 31% e il 35,5%. Quasi il doppio dello sfidante più accreditato, Gabriel Attal (18%).

Che la sentenza che blocca la Le pen sia una mina vagante per i macronisti lo ha capito l’attuale premier francese.

La condanna di Marine Le Pen, ci dice Panetta, destabilizza il fragile equilibrio dell’assemblea nazionale francese. Il primo ministro Bayrou dice che bisognerebbe riconsiderare la legge sull’incandidabilità dei condannati.

Macron, inossidabile, ha chiesto agli imprenditori francesi di smettere di investire negli Stati Uniti. Gli imprenditori hanno risposto picche.

Scrive Panetta su X riportando il parere degli imprenditori: “Alcuni di noi sono caduti dalla sedia”, ha confidato uno dei circa 50 dirigenti aziendali francesi invitati all’Eliseo nel tardo pomeriggio di giovedì, a Le Figaro. Dopo l’annuncio di Donald Trump di imporre dazi del 20% sulle importazioni dall’Europa, l’ingiunzione del Presidente della Repubblica di sospendere tutti i progetti di investimento negli Stati Uniti ha sconcertato i principali dirigenti aziendali francesi. “Non viviamo in un’economia amministrata dallo Stato”, tuona il leader di un movimento dei datori di lavoro. E il CEO di un colosso del CAC 40 ha dichiarato senza mezzi termini: “Non mi interessa cosa dice Macron. Abbiamo delle attività negli Stati Uniti. Non si tratta di abbandonarle così. Dobbiamo rispettare gli impegni nei confronti dei nostri dipendenti, dei nostri clienti e dei nostri azionisti”. Un’opinione condivisa da un direttore di un produttore di alcolici: “Non si tratta di smettere di investire negli Stati Uniti, soprattutto nell’attuale crisi economica.”

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  • Redazione

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