
Il suicidio politico di Mario Draghi, consulente speciale della presidente della Commissione Ue ed ex premier e presidente Bce, consumato presentando il suo rapporto al Parlamento, non è drammatico; è grottesco, ossia fondato su una voluta sproporzione degli elementi costitutivi di un momento drammatico.
Il momento drammatico è il suicidio politico di Mario Draghi, l’aspetto grottesco è la sua dichiarazione al Senato che drammatizza la situazione per giustificare il suo dire che, in sintesi è: mettere le mani sui risparmi degli italiani.
“Il ricorso al debito comune è l’unica strada. Per attuare molte delle proposte presenti nel rapporto, l’Europa dovrà agire come se fosse un solo Stato”, ha detto Draghi parlando della difesa comune. “Gli angusti spazi di bilancio non permetteranno ad alcuni Paesi significative espansioni del deficit, né sono pensabili contrazioni nella spesa sociale e sanitaria: sarebbe non solo un errore politico, ma soprattutto la negazione di quella solidarietà che è parte dell’identità europea, quell’identità che vogliamo proteggere difendendoci dalla minaccia dell’autocrazia”.
Uno Stato che non è uno Stato si deve comportare come fosse uno Stato. Qui la logica è andata in vacanza e prevale la hybris , l’arroganza, la tracotanza della dittatura di stanza a Bruxelles.
Per difendersi dalla minaccia (quale?) dell’autocrazia si dà luogo alla dittatura.
Ed eccoci una nuova perla.
Per la difesa europea “occorre definire una catena di comando di livello superiore che coordini eserciti eterogenei per lingua, metodi, armamenti e che sia in grado di distaccarsi dalle priorità nazionali operando come sistema della difesa continentale”, ha detto l’ex premier italiano.
Dichiarazione ufficiale che l’insieme degli eserciti europei è, se ci va bene, un’arlecchinata.
In uno Stato che non è uno Stato, Arlecchino a chi lo affidiamo? A Macron, il pupillo dei Rothschild? E poi, della Nato che ne facciamo?
Ecco un’altra perla.
“Dal punto di vista industriale ed organizzativo questo vuol dire favorire le sinergie industriali europee concentrando gli sviluppi su piattaforme militari comuni (aerei, navi, mezzi terresti, satelliti) che consentano l’interoperabilità e riducano la dispersione e le attuali sovrapposizioni nelle produzioni degli Stati membri”.
Perfetto, peccato che tutti stiano facendo gli affari propri e che senza la tecnologia Usa non si vada da nessuna parte.
Piccolo esempio? La Francia sta facendo da sola, ma la dimensione è troppo piccola. Molti Stati usano gli F35 Usa. Per fare esercitazioni aeree che mettano in scena vere e proprie battaglie nei cieli è necessario avere spazi che solo gli Usa e il Canada hanno. Noi che facciamo? Voliamo a Parigi assieme alla mongolfiera di Macron?
Sarebbe il caso di far fare a Draghi un corso veloce in qualche accademia militare.
Ed eccoci giunti al suicidio politico: Draghi si mette contro gli Usa, emulando Enrico Toti, il quale benché fosse privo di una gamba per un infortunio sul lavoro, si arruolò volontario nei bersaglieri ciclisti e cadde presso Monfalcone all’inizio della battaglia per la conquista di Gorizia; prima di morire gettò la gruccia contro il nemico.
Qui non si tratta di gruccia, ma di consulenza.
Capite? Un consulente, simile ad un ciclista senza una gamba, che va in guerra con la consulenza e la scaglia contro Trump, proprio nel giorno in cui il presidente Usa parla con Putin per cercare la Pace.
Ecco la stampella. Ops. La consulenza.
“La nostra sicurezza è oggi messa indubbio dal cambiamento nella politica estera del nostro maggior alleato rispetto alla Russia che, con l’invasione dell’Ucraina, ha dimostrato di essere una minaccia concreta per l’Unione Europea. Gli indirizzi della nuova amministrazione hanno drammaticamente ridotto il tempo disponibile. La difesa comune dell’Europa” è “un passaggio obbligato per utilizzare al meglio le tecnologie che dovranno garantire la nostra sicurezza”. Un processo nel quale “gli angusti spazi di bilancio non permetteranno ad alcuni Paesi significative espansioni del deficit” e dunque “il ricorso al debito comune è l’unica strada”, ha detto Mario Draghi, secondo cui interventi nazionali a scapito della spesa sociale e sanitaria sarebbero “la negazione” dell’identità europea che vogliamo proteggere difendendoci dalla minaccia dell’autocrazia.
Alle armi, ma contro chi? Il deserto dei Tartari aspetta la von der Leyen, nuovo comandante in capo delle Ursula Sturmtruppen, e il suo consulente
L’attacco a Trump non si limita alle armi.
“La nostra prosperità – ha detto Draghi – , già minacciata dalla bassa crescita per molti anni, si basava su un ordine delle relazioni internazionali e commerciali oggi sconvolto dalle politiche protezionistiche del nostro maggiore partner. I dazi, le tariffe e le altre politiche commerciali che sono state annunciate avranno un forte impatto sulle imprese italiane ed europee”.
Oggi ha aggiunto il consulente della von der Leyen, “sono posti in discussione” i valori fondanti dell’Ue, e cioè “pace, prosperità, solidarietà e, insieme all’alleato americano, sicurezza, sovranità e indipendenza”.
Amen. Il suicidio politico dell’ex banchiere, ex presidente del Consiglio, ex consulente di una ex Unione Europea si è consumato.
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