
La somma menzogna della multilateralità è messa a nudo e sottoposta al pubblico ludibrio dalla vicenda della destinazione, da parte della Commissione europea, di soldi dei contribuenti per finanziare una campagna politico elettorale di parte.
La multilateralità, che tanto piace ai detrattori della sovranità degli Stati, è, così come è stato per l’acquisto dei vaccini, il campo delle nebbie e il luogo delle macchinazioni oblique.
La vicenda dei soldi dei contribuenti devoluti a testate giornalistiche pronte a vendersi per una propaganda di parte è un vulnus pesantissimo alla libertà e alla democrazia.
Onore al Fatto Quotidiano e a La Verità che hanno avuto il coraggio civile e la rettitudine deontologica di denunciare lo scandalo.


A sinistra Il Fatto Quotidiano e, a destra, La Verità
Disonore a chi ha ideato e realizzato lo scandalo.
Il disonore dovrebbe comportare le dimissioni della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, ambedue facenti parte del Partito popolare europeo che continua a coprire le politiche scellerate impostate dal socialista Timmermans, dai Socialisti & Democratici, dai Verdi e dalle altre formazioni minori che sostenevano e sostengono quel finto esecutivo che è la Commissione, sempre più simile a quel grumo di potere che è la Usaid americana.
Il recupero di un minimo di dignità dovrebbe indurre alle dimissioni anche chi ha sostenuto e esaltato la multilateralità, in quanto non è concepibile che chi fa politica da anni non abbia ben capito che la multilateralità è la modalità con la quale un grumo di potere europeo ha messo da parte la trasparenza, la democrazia, la correttezza, per condurre politiche indegne di una realtà che vuole chiamarsi Europa Unita.
I padri dell’idea di Europa si rivoltano nella tomba di fronte a un burosauro di 30 mila funzionari, accompagnato da altrettanti lobbisti, che sforna scandali, come quello dell’acquisto dei vaccini, debitamente occultato o quello uscito allo scoperto in questi giorni.
Non dimentichiamo il Qatargate, un buco nero tutto socialista e, per giunta, con la testa in Italia, che alla luce degli intrecci tra il Qatar, gli Usa a gestione neocon e Hamas è oggi più che mai attuale.
Come non chiederci, a questo punto, come siano stati indirizzate le centinaia di milioni di aiuti a Gaza, passate in gran parte attraverso un’altra realtà del multilateralismo come l’Unrwa, dimostratasi correa dei terroristi nel tenere sotto controllo i prigionieri e nel coprire le attività di Hamas.
Dal 2000, l’UE ha fornito oltre 853 milioni di euro in assistenza umanitaria ai palestinesi, con una parte significativa destinata a Gaza.
Nel 2023 L’UE ha quadruplicato gli aiuti umanitari per Gaza, portandoli a oltre 103 milioni di euro.
Gli aiuti sono stati convogliati attraverso organizzazioni umanitarie registrate, come agenzie delle Nazioni Unite (in particolare l’UNRWA), ONG internazionali e la Croce Rossa.
A gennaio 2025 la Commissione Europea ha annunciato un ulteriore pacchetto di aiuti umanitari da 120 milioni di euro per Gaza.
Gli aiuti umanitari dell’UE non vengono mai gestiti direttamente dai governi locali, ma attraverso partner come l’UNRWA, altre agenzie ONU e ONG.
Fare chiarezza su tutta questa filiera di agenzie e di Ong è ormai un dovere improcrastinabile per fare totale trasparenza sul dove vanno a finire i fondi. Acqua, medicine, alimenti o tunnel e armi?
Ormai la questione di una riforma strutturale radicale dell’Unione Europea si pone, perché è acclarato che, così come è strutturata, l’UE è un carrozzone che risponde a logiche di potere che nulla hanno a che fare con gli interessi dei cittadini degli Stati europei e tanto meno con gli interessi dell’Occidente.





