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EURO DIGITALE, UNA SFIDA STORICA

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di Sergio Restelli

La diffusione dell’euro digitale rappresenta una delle sfide più complesse per il sistema bancario europeo, in particolare per il possibile impatto sui depositi bancari tradizionali. Il timore principale delle banche è che i clienti, attratti dalla sicurezza di un portafoglio garantito direttamente dalla Banca Centrale Europea (BCE), trasferiscano una parte significativa dei loro depositi in euro digitale, riducendo così la liquidità disponibile per le banche commerciali e, di conseguenza, la loro capacità di erogare credito all’economia.

Il ruolo delle banche e la possibile disintermediazione

Attualmente, le banche commerciali svolgono un ruolo fondamentale nel sistema finanziario, raccogliendo depositi dai risparmiatori e utilizzandoli per concedere prestiti a famiglie e imprese. Questo meccanismo di intermediazione è alla base della creazione del credito e della crescita economica.

Tuttavia, l’introduzione dell’euro digitale potrebbe minare questo equilibrio riguardo  la sicurezza del deposito presso la BCE. L’euro digitale, essendo un asset privo di rischio di default (a differenza di un deposito bancario tradizionale, che è soggetto al rischio di insolvenza della banca), potrebbe diventare il mezzo di detenzione di valore preferito da molti risparmiatori. Questo potrebbe spingere le banche a dover offrire tassi d’interesse più elevati sui depositi tradizionali per mantenere la clientela, con un conseguente aumento dei costi di finanziamento per il settore bancario.

Riduzione della base di raccolta

Se i depositi si spostassero dall’ecosistema bancario verso il portafoglio digitale della BCE, le banche avrebbero meno risorse da impiegare per il credito. Questo potrebbe portare a una contrazione della concessione di prestiti, con un impatto negativo sull’economia reale.

Rischio di corse agli sportelli digitali: in periodi di crisi finanziaria, i risparmiatori potrebbero trasferire rapidamente i loro fondi dalle banche all’euro digitale per metterli al sicuro, amplificando le crisi bancarie e causando potenziali problemi di stabilità finanziaria.

Le misure per mitigare il rischio

Per evitare una fuga massiccia di depositi, le autorità europee hanno già ipotizzato diverse misure di contenimento:

Limiti sui depositi in euro digitale: si prevede di imporre un tetto massimo ai fondi che ogni individuo può detenere in euro digitale (ad esempio, tra i 3.000 e i 5.000 euro per persona). Questo servirebbe a evitare il prosciugamento dei depositi bancari e a mantenere il ruolo centrale delle banche nella concessione del credito.

Mancanza di remunerazione: a differenza dei depositi bancari, l’euro digitale non sarebbe remunerato, il che significa che i risparmiatori non riceverebbero interessi. Questo ridurrebbe l’incentivo a detenere grandi somme in euro digitale, spingendo comunque le persone a mantenere una parte dei loro fondi nei conti bancari tradizionali.

L’ascesa delle stablecoin in dollari: un rischio per l’economia europea

Oltre alle preoccupazioni legate all’euro digitale, un altro elemento di instabilità è rappresentato dalla crescente diffusione delle stablecoin ancorate al dollaro, come USDT (Tether) e USDC (USD Coin). Queste criptovalute, garantite da riserve in dollari e utilizzate sempre più frequentemente nei pagamenti digitali e nei mercati delle criptovalute,rappresentano una sfida per la sovranità monetaria dell’euro:

Erosione della domanda di euro: se sempre più transazioni vengono effettuate con stablecoin in dollari, la domanda di euro potrebbe diminuire nel lungo periodo, indebolendo la posizione della moneta unica.

Drenaggio di liquidità dal sistema bancario europeo: se aziende e cittadini iniziano a preferire il dollaro digitale rispetto all’euro digitale o ai depositi bancari tradizionali, le banche europee potrebbero trovarsi a corto di liquidità, con un effetto negativo sulla capacità di finanziare l’economia.

Controllo statunitense sul sistema dei pagamenti: poiché la maggior parte delle stablecoin è emessa da società americane, il controllo di una parte significativa dei pagamenti digitali europei potrebbe finire nelle mani di entità statunitensi, con implicazioni geopolitiche e finanziarie.

Una sfida di equilibrio per l’Europa

L’euro digitale potrebbe essere una soluzione necessaria per modernizzare il sistema finanziario e competere con l’avanzata del dollaro digitale e delle stablecoin, ma il suo sviluppo richiede un equilibrio delicato tra innovazione e stabilità finanziaria. Da un lato, la BCE deve garantire che l’euro digitale non indebolisca il sistema bancario; dall’altro, deve evitare che la supremazia del dollaro nelle transazioni digitali eroda il ruolo dell’euro come moneta di riferimento.

Per affrontare queste sfide, l’Europa potrebbe dover rafforzare la regolamentazione sulle stablecoin, incentivare l’uso dell’euro digitale senza destabilizzare le banche e sviluppare infrastrutture digitali competitive. La partita si gioca su più fronti e il successo dipenderà dalla capacità di bilanciare innovazione, stabilità e sovranità economica.

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  • Redazione

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