Home Cronaca IL RAPPRESENTANTE ITALIANO DI MUSK IN PAUSA DI RIFLESSIONE

IL RAPPRESENTANTE ITALIANO DI MUSK IN PAUSA DI RIFLESSIONE

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a cura di Agenzia Nova

Stroppa: “Mi prendo una pausa, politicizzare il dialogo danneggia chi serve la nazione”

Il referente in Italia di Elon Musk torna sulla vicenda Starlink e sulle polemiche relative ad una eventuale intesa tra il governo Meloni e il miliardario

“Mi prendo una pausa dal discorso pubblico”. Lo scrive in un lungo post su X Andrea Stroppa, il referente in Italia di Elon Musk. In un “interrogatorio di terzo grado” alla sua “coscienza”, Stroppa torna sulla vicenda Starlink e sulle polemiche relative ad una eventuale intesa tra il governo di Giorgia Meloni ed Elon Musk sul sistema di comunicazione satellitare.
“L’Italia – scrive – nel settore aerospaziale negli ultimi anni ha finanziato l’Ue con una media di circa un miliardo di euro l’anno direttamente, più altri indirettamente. Terzo contributore netto. 18 miliardi di euro spesi per il sistema navigazione satellitare Galileo e il programma di osservazione della Terra Copernicus. Galileo ha avuto enormi ritardi, sprechi, errori (come lanci in orbite sbagliate utilizzando razzi russi). Aziende private europee che, quando hanno visto le brutte si sono ritirare e hanno lasciato l’aggravio degli errori alle finanze pubbliche. Ne ha parlato più volte la Corte dei conti europea. Soldi nostri, miliardi nostri. Stessa cosa avvenuta con il vettore di lancio Ariane6 – 4 miliardi di euro. Perché nessuno ha chiesto conto? E nessuno si è mai chiesto: cosa è tornato indietro da questi investimenti? Cosa per i nostri giovani? Per le nostre imprese? Per i cittadini? Nessuno si è mai messo con la bilancia a pesare ciò che ha dato e ciò che ha ricevuto (do ut des)”.
Per Stroppa “lo spazio non è far fare i viaggi ai miliardari sulla Luna: ma è scienza, medicina, chimica, fisica, filosofia, economia, geopolitica”. E si professa “per l’Italia di Enrico Mattei” e per quella “di Enrico Fermi”. Il referente in Italia di Musk quindi sostiene che il nostro Paese deve “trovare la strada per tornare a correre. Per recuperare gli anni persi” una cosa che, nel presente, può fare “rilasciando risorse e libertà ai nostri scienziati, alle nostre istituzioni, ai nostri imprenditori di potersi esprimere e lavorare liberamente senza condizionamenti ideologici. Stringendo partnership forti e convenienti per i nostri interessi”, scrive ancora per poi concludere: “Politicizzando il dialogo il danno non è per il governo – ma per chi serve la nazione al di là dei colori politici”.

Autore

  • Redazione

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