
Il ministro degli Esteri russo Lavrov, in un’intervista al quotidiano Izvestia, ha parlato di contatti in corso con le nuove autorità al potere in Siria dedicati alla sicurezza dei russi e dell’ambasciata a Damasco senza dire nulla della questione delle basi di Tartus e Kmeimim concesse in uso alle forze russe dal regime di Assad.
La Russia è “interessata e disponibile” al dialogo anche su altro, si è limitato a proporre Lavrov, sottolineando che Mosca condivide quanto detto di recente dal nuovo leader siriano Ahmed Sharaa, secondo cui le relazioni fra Mosca e Damasco sono strategiche.
“Non abbiamo ritirato i nostri diplomatici da Damasco, la nostra ambasciata continua a operare come molte altre. Stiamo mantenendo contatti con le nuove autorità siriane attraverso la nostra missione diplomatica. Stiamo discutendo di questioni pratiche relative alla sicurezza dei russi e al funzionamento sicuro dell’ambasciata”, ha spiegato, Lavrov, lasciando intendere che ci vorrà tempo perché altre questioni saranno sollevate.
Nel frattempo sono in viaggio due navi verso Tartus, dove i russi hanno ammassato 150 veicoli e 29 container.
Le due navi dovrebbero trasportare, secondo alcune fonti, veicoli e materiale in Libia, presumibilmente a Bengasi.
Immagini satellitari di qualche giorno fa davano le navi di stanza a Tartus in mare, al largo della costa.
In ogni caso, rimane il fatto che ora entra in gioco la Libia e questo ci riguarda da vicino.





