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ANTISEMITISMO, ANTIEBRAISMO E EBRAISMO CONTROINIZIATICO

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L’antisemitismo è, a causa di quanto sta avvenendo in Medio Oriente, l’argomento all’ordine del giorno e, probabilmente, è anche giunta l’ora di fare chiarezza su una questione che è ampiamente strumentalizzata.

E’ giunta, anzitutto, l’ora di chiarire il significato del termine semiti.

Semiti è un termine che si riferisce a tutti quei popoli che parlano, o hanno parlato, lingue del ceppo semitico, cioè gli Arabi, gli Ebrei, gli Aramei, gli Assiri, i Cananaeo-Fenici e dal punto di vista meramente linguistico anche gli Abissini.

Parlare di antisemitismo, pertanto, è decisamente fuorviante, in quanto la canea che sta montando andrebbe più propriamente denominata antiebraismo e antisionismo.

L’antiebraismo è uscito drammaticamente allo scoperto nel ‘900 con il nazismo, che ha considerato gli ebrei dei sub umani da sterminare. Questo antiebraismo è ancora oggi retaggio di alcuni ambienti della destra estrema.

Vi è poi un antiebraismo che si coniuga con l’anti sionismo e che è praticato dalla sinistra, come è ben visibile in questi giorni con le manifestazioni organizzate in varie parti del mondo a favore dei palestinesi (che sono semiti).

Anti sionismo e anti ebraismo sono, nelle loro specificità, ampiamente visibili, chiaramente determinabili, decisamente attribuibili.

C’è però un anti ebraismo, non un antisemitismo e nemmeno un anti sionismo, ma proprio un anti ebraismo non visibile ai più ed è l’anti ebraismo frankista, una corrente ebraica contro iniziatica che corrode l’ebraismo dall’interno.

E’ una corrente dai tratti assolutamente satanici, derivante dal corrompimento estremo delle teorie di Sabbatai Levi e che ha come protagonista Jacob Frank: il frankismo.

L’eresia contro iniziatica del frankismo nasce tra gli ebrei delle regioni germaniche e a est della Germania, dove prosperavano fin dai secoli precedenti numerose forme eretiche di spiritualità mista a magia tipiche del cabbalismo, in una logica messianica di attesa del Salvatore che, di volta in volta, riemergeva in ragione dei vari progrom (sommossa sanguinosa contro gli ebrei) a cui le genti ebraiche erano sottoposte.

Il messianismo soteriologico, oltre ad essere una difesa psicologica dalle vessazioni operate di vari poteri nei confronti degli ebrei, era un vero e proprio insieme di posizioni filosofiche, eresie religiose, vaneggiamenti misticheggianti e illusioni utopiche create dalla casta rabbinica per mantenere un più stretto controllo sul popolo sottoposto alle ondate repressive.

Questa attesa messianica sarà incarnata nel ‘600 da Sabbatai Zevi, il quale nato a Smirne nel 1626, si autoproclamò messia degli ebrei attirandosi la scomunica della comunità locale.

Messo alle strette dal potere ottomano, il falso messia optò per la conversione alla religione islamica seguito dalla maggioranza dei suoi adepti (tra i quali si contavano anche influenti rabbini tra i quali i due capi delle comunità ebraiche di Modena e Reggio Emilia).

Rimane il fatto che la predicazione sabbatea sconvolse il mondo ebraico sia a Occidente (tra le comunità sefardite) che a Oriente dell’Europa. Fu soprattutto in Polonia che la dottrina sabbatea si diffuse con maggior rapidità e ottenne il maggior numero di adepti.

Ed eccoci giunti al nocciolo della questione: il frankismo.

Nella dottrina sabbatea, della quale sarebbe interessante un approfondimento per comprendere cosa si agita sotto le parvenze del cosiddetto antisemitismo, sono contenuti già in embrione i germi di quello che sarà poi l’esperimento frankista, dove a speranze misticheggianti si combinano, con la giustificazione che solo una condotta peccaminosa potrà redimere il popolo ebraico, elementi materialistici e aperture verso il pensiero illuminista.

“Lo Hassidismo e il Frankismo, – scrive Arthur Mandel, uno dei maggiori studiosi del fenomeno (vedi il suo: Il Messia militante ovvero la fuga dal ghetto. La storia di Jakob Frank e del movimento frankista),  i due movimenti che sconvolsero profondamente gli Ebrei d’Europa durante il XVIII secolo e oltre, appartengono alla lunga catena di sette eretiche che risale anche ai primi Cristiani e agli Gnostici. I fondatori di entrambi i movimenti provenivano da quel remoto angolo dell’Europa Orientale e dalla limitrofa Ucraina che videro le ultime manifestazioni del Manicheismo gnostico e dei Bogomili.” (4)

Il bogomilismo fu una setta cristiano-gnostica, sorta nel X secolo come derivazione dalla setta affine dei Pauliciani che si erano trasferiti nella Tracia (oggi Romania) e successivamente in Bulgaria. Successivamente si sviluppò nel XIII secolo anche in Serbia e Bosnia. Il bogomilismo rappresentò uno sviluppo del dualismo orientale, che riteneva che la realtà fosse retta dai principi del Bene e del Male, ed influenzò la nascita e lo sviluppo del movimento dei catari.

Il manicheismo è dottrina religiosa elaborata dal persiano Mani (sec. III), fondata soprattutto sull’identificazione di due principi assoluti, il Bene e il Male, in perpetuo e insanabile contrasto tra loro.

Jacob Frank (1726-1791), figura demoniaca ed elemento sovversivo, fu in contatto, in età giovanile, con i khlysti e da questi apprese la ritualità orgiastica che contrassegnava questo movimento eretico.

I khlysti proclamavano una sorta di “religione dell’amore”, ma avevano un atteggiamento negativo rispetto alla vita: si astenevano da carne e bevande alcooliche, osservavano lunghi periodi di digiuno infliggendosi punizioni corporali per espiare i peccati (dal russo Khlyst = frusta prenderanno il loro nome) . Alla guida della comunità si poneva un “saggio” chiamato Balshem.

Interessante la collocazione geografica del fenomeno, che coinvolge gli ebrei dell’Europa Orientale (Germania, Polonia) e dell’Ucraina.

I chlysty sono una setta misteriosa, apparsa nel XVII in Siberia, fondata, forse, da Daniil Filippovič.

La prima traccia documentale della loro presenza risale al 1630.  Da essi, circa un secolo dopo, si distaccarono altre due sette mistiche, ma la nascita di questi nuovi movimenti non prosciugò e non esaurì quella propriamente detta dei chlysty, che è sopravvissuta fino ai nostri giorni.

Essi interpretano la dottrina del secondo avvento di Gesù Cristo in chiave spirituale, sostenendo che esso sia già presente spiritualmente in ogni membro della setta durante la sua vita terrena. Durante le loro celebrazioni, organizzate per prepararsi a ricevere ed invocare lo Spirito Santo, dopo aver acceso dodici candele nella notte del sabato, essi danzano e si frustano, in una cerimonia di canti e balli frenetici che chiamano Radenie (zelo, fervore). Le cerimonie terminano in un’orgia che coinvolge tutti i membri. All’alba una giovane donna nuda, venerata come Santa Vergine e insieme come Madre Terra, offre ai fedeli chicchi di uva secca.

Il frankismo si è sviluppato in una società ebraica ai margini di quella cristiana, segregata al suo tradizionale ruolo di intermediazione monetaria, agli scambi, all’usura, al commercio al minuto di cereali e granaglie.

Il suo fondatore Jacob detto il Frank (così infatti “frank” venivano designati dagli ebrei ottomani i loro correligionari provenienti dalla Polonia), emigrato giovanissimo alla ricerca dei seguaci di Sabbatai Zevi, arrivò a Salonicco nel 1753 e si autoproclamò “la reincarnazione” del vecchio “maestro” Sabbatai Zevi, sostenendo che questi non aveva potuto portare a termine la sua missione perché “non aveva assaporato la dolcezza del potere”.

Attenzione alla dolcezza del potere, uno degli elementi che riscontriamo anche oggi in quell’opera corrosiva dall’interno dell’ebraismo che andrebbe, come le altre, portate in superficie per essere combattute e sconfitte.

A Smirne, dinanzi al suo mentore, Rabbi Issakhar, Frank ribadì la necessità di raggiungere il potere. Sarà il suo obiettivo e la promessa che farà a sè stesso: diventare il capo di una comunità forte.

Jacob Frank, visionario, paranoico, esaltato, incominciò ad avere incubi ricorrenti che trasfigurò in “rivelazioni”.

A differenza dello Hassidismo, che non trasgredì mai il quadro legale del Giudaismo Ortodosso, la nuova “religione” frankista intese trasgredire tutte le regole proclamando solennemente la fine della Legge, l’abbandono delle vecchie usanze, dei vecchi costumi, la degradazione come prioritaria per raggiungere un’ascesi di potere, gloria e benefici materiali.

Si entrava nell’ordine di quello che sarebbe stato un movimento satanista puro e semplice, ammantato di ritualità ebraica presto soppressa.

La contro iniziazione satanica di Jacob Frank consisteva in una serie di riti ‘rovesciati’, dove canti e danze estatiche si accompagnavo da un battere incessante di mani, simili a quelli delle danze hassidiche, ma con la partecipazione delle donne della comunità e con un rituale orgiastico alla fine che ricordava la copula ‘mistica’ di alcune comunità eretiche dei primi secoli del Cristianesimo.

Anche i Kjlysti, dai quali Frank ha tratto ispirazione, avevano riti i con danze simili a quelle dei Dervisci, con lo spegnimento rituale delle luci, “il peccato comune”, la nudità rituale che simboleggiava l’innocenza di Adamo prima della caduta era praticata pure dalle “Sorelle e Fratelli del Libero Spirito”.

La loro messa era celebrata da un sacerdote nudo e accompagnato con molti canti ed espressioni di gioia da una congregazione parimenti nuda. Ogni tipo di rapporto sessuale anche l’incesto, era loro permesso.

Un importante appuntamento settimanale del rituale frankista era il ricevimento del venerdì sera della “Regina Sabbath” in cui gli uomini , cantando la preghiera “Lekhu doidi likrass kallo!” (ebraico per “Vieni, mio amato, incontro alla sposa”) , danzavano attorno ad una giovane donna a petto nudo che era coronata dei sacri paramenti della sinagoga e poi si lanciavano su di lei.

Frank istituì veri e propri accampamenti militari clandestini, con diversi ranghi e gradi sia per gli uomini che per le donne, con addestramento al combattimento e regolari manovre.

Infine, ed è questo il successivo passaggio ‘teologico’ che caratterizzerà la dottrina della setta, Jacob Frank eleverà al rango di “Signora delle Signore” la propria figlia, Eva.

Trasfigurando il significato cattolico della Madonna Nera di Czenstokhova Jacob Frank pose – una volta passati al cattolicesimo per opportunismo – al lato del culto alla Vergine Maria il culto verso sua figlia Eva alla quale venivano delegati speciali poteri per la salvezza delle anime.

 La catena ‘contro-iniziatica’ sabbatea-frankista continua ancora oggi, come sempre occultamente, a tessere le fila di un movimento “magico-sovversivo” dai tratti satanici e rivoluzionari agitando, dietro le quinte, il palcoscenico della politica mondiale.

Siamo di fronte ad un filone eretico che ha corroso e corrode il mondo ebraico dall’interno e che andrebbe smascherato in quanto è del tutto evidente che alimenta una contro iniziazione che può riguardare mondi che, affascinati dal “dolce potere”, e da pratiche non propriamente spirituali, possono far sì che agli occhi del mondo non ebraico l’ebraismo sia frainteso o, peggio, considerato fonte di ogni male.

I primi a fare pulizia, sia chiaro, devono essere proprio gli ebrei, a loro salvaguardia, sia fisica, sia dell’ortodossia della loro tradizione.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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