Home Opinioni ACHILLE GRANDI, IL FONDATORE DELLE ACLI, DIMENTICATO DAI PIU’

ACHILLE GRANDI, IL FONDATORE DELLE ACLI, DIMENTICATO DAI PIU’

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di Alessandro Roazzi

Fra gli anniversari dimenticati vi è quello di Achille Grandi, co-fondatore della Cgil unitaria nel 1944 e primo Presidente delle Acli. Vi sono in questi protagonisti del passato dei tratti che anche oggi dovrebbero indurre ad utili riflessioni. Intanto Grandi, di mestiere tipografo che esercito’ anche sotto il fascismo per evitare collusioni con la dittatura, fu avversario del patto Gentiloni in quanto avvertiva l’esigenza, come don Sturzo, di un grande partito di massa in grado di confrontarsi più con l’altra novità’ del tempo ovvero con i socialisti e non con i liberali del trasformismo giolittiano. Inoltre da sindacalista fu molto vicino al riformismo di Bruno Buozzi e giunto al vertice della Cil, con Gronchi, la sciolse ancor prima che il fascismo lo imponesse.
La formazione di cui oggi si discute spesso fu alla base della decisione di fondare le Acli per dare forza ideale e preparazione alla presenza dei cristiani nel sindacato unitario. E mise un ex socialista, cattolico di forte convinzione, alla guida del periodico della corrente cristiana della Cgil, Quinto Tosatti alla direzione superando le riserve dei suoi collaboratori più’ stretti a partire da Pastore: serviva un uomo di valori per testimoniarli sul serio. Fu Tosatti a ricordare la religiosità’ profonda di un laico vero come fu Achille Grandi quando ormai malato a letto il leader cattolico ricevette i maggiori esponenti del cattolicesimo per cercare di individuare un percorso comune (!). Sotto casa di Grandi passava la processione del Corpus Domini e Grandi chiese agli astanti di aiutarlo a scendere dal letto per potersi inginocchiare e pregare. Del resto alla Costituente lui, fervente repubblicano, sostenne che nulla avrebbe potuto incrinare la sua volontà’ unitaria nella Cgil tranne che se emergesse un pericolo che intacasse la libertà’ di professare la sua fede cristiana. In quel caso avrebbe senza esitazione rotto quella fondamentale esperienza. E in quella affermazione la fede si coniugava con il valore della libertà’. Figure di grandi ideali che vivevano nella concreta esperienza umana. I cattolici di oggi ne sono degni? Se lo ricordano O fanno da ruota di scorta di altre esperienze per giunta lontane da valori e vicine a logiche elitarie? Eppure Grandi sarebbe un buon esempio per illuminare un nuovo percorso… (ovviamente non di partito di cattolici). Ah…Grandi moriva il 28 settembre del 1946. Ieri.

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