
di Lucio Leante *
Wokismo: gnosticismo nichilista
I caratteri comuni tra wokismo e gnosticismo sono, per tutto quanto detto, impressionanti: il rifiuto della realtà esistente vissuta come mondo perverso e malvagio e “alla rovescia” da ribaltare con un’inversione cognitiva e normativa, l’attivismo di un’élite di chierici predestinati che si ritengono illuminati esclusivi dalla “vera dottrina” (come le marxiste leggi della storia) da cui traggono una diagnosi, cioè l’individuazione di un’unica causa del Male radicale e sociale, (ieri la proprietà privata, il capitalismo o oggi le discriminazioni razziali, sessuali e di genere) e una terapia che consiste nella purificazione della società corrotta dagli individui e dalle istituzioni che incarnano quei germi e quei geni maligni.
Non possono sfuggire le implicazioni rivoluzionarie e totalitarie di una traduzione in termini secolari e politici delle principali caratteristiche dello gnosticismo e del messianesimo religioso: esse spingono a fare tabula rasa dell’intera società, a cancellare l’intero esistente a cominciare dalla tradizione e dalla cultura ereditata, a decostruire le istituzioni (religione, Stato, famiglia); e ad un’inversione linguistica e valoriale, dell’ordine naturale e di quello etico-giuridico.
Non sorprende dunque che alcuni studiosi (tra cui il compianto Luciano Pellicani) abbiano potuto interpretare tutte le figure dei rivoluzionari che hanno attraversato la scena europea, (dai profeti medioevali, ai puritani inglesi, ai giacobini russoviani, fino ai rivoluzionari di professione marxisti-leninisti) come espressioni di successivi risvegli dello gnosticismo protocristiano e del messianesimo millenaristico.
Il movimento woke americano ed anglosassone possiede tutte le caratteristiche di un ennesimo risveglio dello gnosticismo messianico e puritano nella forma di un tentativo, con mezzi moderni e mediatici, di attuare una rivoluzione culturale che mira a decostruire la cultura (a partire dalla lingua), le principali istituzioni e l’ordine giuridico-politico liberale in Occidente, senza poterne prospettare di nuovi ed alternativi.
Il suo carattere para-religioso sembra certificato dal fatto che afferma in maniera assoluta ed illimitata i grandi principi cristiani della “caritas” verso l’Altro, il Diverso, l’Ultimo e il dannato della terra, dell’accoglienza illimitata dei migranti, spinta fino all’”inclusione” delle loro culture, costumi e norme, ma mira a purificare e a sostituire – come facevano gli gnostici e i puritani- il cristianesimo istituzionale, incarnato nelle chiese cristiane e nelle loro gerarchie, con la nuova religione diversitaria e il pensiero unico politicamente corretto imposto da un nuovo clero, che opera in quella grande comunità (ecclesia) informale che è la rete globale. Il carattere para-religioso del wokismo è confermato anche dalle pulsioni apocalittiche e neo-pagane dell’ambientalismo catastrofista dell’ideologia verde, che sono parte integrante del pensiero unico dominante (e che sono trattate in un capitolo seguente).
Il wokismo, come lo gnosticismo protocristiano, è una visione manichea dell’umanità fondata sull’esistenza di un’élite di chierici detentori monopolistici della “vera dottrina” (gnosi), un pensiero unico da imporre al volgo profano dei rozzi, ignoranti e dissidenti (spesso chiamati “negazionisti” delle post-verità politicamente corrette). Da una parte ci sono i chierici “risvegliati” della religione dell’Altro e del Diverso (che sarebbero i nuovi “figli della Luce”) e, dall’altra ci sarebbe la massa dei “non risvegliati”, i “rozzi”, nuovi “ilici”: i nuovi “figli della Tenebra”.
Contro questi ultimi i primi sono in guerra permanente. Ad essi i figli della Luce non riconoscono alcun diritto, tanto meno quello di opinione ed espressione. Sono nemici da zittire, boicottare da cancellare dallo spazio pubblico. Lo richiede la rivoluzione culturale della religione diversitaria dei chierici “woke” che del pensiero gnostico antico e moderno conserva l’obbiettivo principale: quello “della distruzione del vecchio mondo e del passaggio al nuovo”. (17)
In sintesi il wokismo ha tutte le caratteristiche del più recente risveglio dello gnosticismo manicheo ed apocalittico antico ed una continuazione della hybris distruttiva che ha caratterizzato lo gnosticismo moderno rivoluzionario europeo dai puritani ai giacobini ai rivoluzionari di professione marxisti-leninisti, ai loro successori. Esso ha sempre celato, dietro l’ideologia rivoluzionaria, un sottostante odio per la civiltà occidentale liberale e cristiana e un paradossale e patologico odio di sé, che si rivela, nel mondo contemporaneo come una pulsione puramente distruttiva e nichilista, una corsa verso il nulla, anche se si ricollega ad un ethos e ad un pathos di tipo religioso ed in particolare gnostico messianico, millenarista e manicheo.
Le due componenti del wokismo, quella religiosa (gnostica) e quella rivoluzionaria, pantoclastica e nichilista, non sono dunque alternative e contraddittorie, come alcuni studiosi sembrano ritenere, ma appaiono come indissolubilmente intrecciate. Nel mondo contemporaneo della morte di Dio e della secolarizzazione radicale (che Jurgen Habermas ha chiamato “aberrante”) ogni pathos religioso è destinato per il suo immanentismo a generare movimenti, religiosamente orientati alla salvezza collettiva, ma che non possono che avere componenti psicologiche (più o meno coscienti) – e soprattutto esiti fattuali- nichilisti. Il movimento è animato da un pathos di tipo salvifico religioso, ma il fine (più o meno consapevole) è una religiosa (auto)-distruttiva corsa verso il nulla.
NOTE
(1) F. Rampini, Suicidio occidentale, Mondadori, Milano 2021, pp. 45-46
(2) Nel romanzo di Hawthorne pubblicato nel 1850, ambientato a metà del ‘600, una donna, che ha avuto una figlia da una relazione extraconiugale, viene esposta alla gogna pubblica da austeri chierici puritani, umiliata dalla folla scandalizzata e castigata ad esibire a vita sul suo vestito una lettera “A” di colore scarlatto, infame simbolo del suo adulterio. I puritani che avevano lasciato l’Inghilterra del XVII secolo per sfuggire alle persecuzioni religiose, erano diventati nel Nuovo Mondo, degli intransigenti persecutori dei peccatori.
(3) L. Pellicani, L. Pellicani, La società dei giusti, parabola storica dello gnosticismo rivoluzionario, Etas Libri, Milano 1995, pp.19-20
(4) R. H. Tawney, La religione e la genesi del capitalismo in Opere, UTET, Torino p.478
(5) v. N. Cohn, I fanatici dell’Apocalisse, Comunità Milano 1965, E. Voegelin, Il mito del mondo nuovo, Rusconi, Milano 1970, L. Pellicani, La società dei giusti. Parabola storica dello gnosticismo rivoluzionario, Etas Libri, Milano 1995.
(6) N. Cohn, op. cit. p.342
(7) E. Voegelin, op. cit. p. 27
(8) v. L. Pellicani, op. cit. pp.180-182.
(9) L. Pellicani, op. cit. p. 7
(10) Stella Marega, L’attesa dell’Apocalisse dall’antico gnosticismo alla odierna rivoluzione, Metabasis, Rivista di filosofia on line, Marzo 2006 Anno 1, N.1. p.16
(11) L. Pellicani, op. cit. p. 7
(12) Ivi, p. 133.
(13) Ivi, p. 143-144.
(14) Ivi, p. 147.
(15) Ivi, p. 162.
(16) Max Horkheimer, La nostalgia del totalmente Altro, Queriniana, Brescia 1972. 5ª ed.: 2001, p.69 e 74-75.
(17) E. Voegelin, op. cit. p. 74.





