Home Politica EVERSIONE ROSSA, UN NODO DA SCIOGLIERE DESECRETANDO IL ‘900

EVERSIONE ROSSA, UN NODO DA SCIOGLIERE DESECRETANDO IL ‘900

0

di Silvano Danesi

La comparsa del Nuovo Partito Comunista Italiano, resasi palese con una lista di filo israeliani, colpevoli di non difendere il popolo palestinese (una sorta di lista di proscrizione, con nomi e cognomi di politici e di giornalisti) e con l’indicazione di un indirizzo francese, nei dintorni di Parigi, ripropone uno schema conosciuto che ha sei lati. 

Il primo lato riguarda il fatto, esplicitato in due libri, che la fazione marxista leninista dell’Olp, protetta da Arafat, forniva armi alle Brigate Rosse e che i traffici di armi tra Olp e BR erano intermediati da Hyperion, scuola di lingue con sede a Parigi e cervello politico, guidato da Corrado Simioni, delle BR dirette da Mario Moretti. 

Il secondo lato riguarda Hyperion, fondata nel 1976, nello stesso anno dell’assassinio del giudice Francesco Coco e indicata come l’alter ego del Superclan, associazione clandestina e misteriosa, fondata da Corrado Simioni (capo indiscusso) Duccio Berio e Vanni Mulinaris.

Il terzo lato è che Vanni Mulinaris è indicato come il responsabile di una rete di organizzazioni di guerriglia europee e medio orientali (Raf, emanazione della Stasi, Olp, Ira, Eta). 

Il quarto lato riguarda la struttura di Corrado Simioni, descritta come formata da una ventina di persone rimaste sempre assieme e che perseguono la linea del capo, ossia guidare i processi senza essere individuati.

Il quinto lato è il Superclan-Hyperion di Simioni in quanto cervello il cui braccio operativo erano le BR di Mario Moretti, quelle che hanno rapito e ucciso Aldo Moro. 

Il sesto lato è lo stesso Aldo Moro, indicato come colui (non fu il solo) che aveva stipulato un patto informale con i palestinesi (il Lodo Moro) in base al quale il terrorismo palestinese e, più in generale, arabo, poteva circolare in Italia a patto di non fare attentati nel Paese. 

I sei lati dello schema costituiscono un esagono, l’Exagon, la Francia, con al centro Parigi che, allora come ora, non smette di essere il luogo dove è attivo il cervello brigatista rosso, non a caso rivendicato come eredità dal Nuovo Partito Comunista Italiano. 

L’elemento palestinese sembrerebbe la chiave di copertura di questo nuovo risveglio brigatista con il nome di Nuovo Partito Comunista Italiano. Una chiave che chiama in causa una questione fondamentale, decisiva per chiudere una partita in atto da più di cinquanta anni, ossia la completa desecretazione degli atti riguardanti le BR, il sequestro e l’assassinio di Moro, Hyperion, il Superclan, la Volante Rossa, Edgardo Sogno, Giangiacomo Feltrinelli e i vari attentati e stragi. 

Chiudere la partita con gli Anni di Piombo, significa disattivare quello che sembra essere un tentativo in atto di destabilizzare l’Italia, non tanto per il governo di centro destra che oggi la guida, quanto per il ruolo che si appresta a svolgere con il Piano Mattei e con le politiche di rapporto con l’Africa e, in particolare, con la parte del continente africano che si affaccia sul Mediterraneo e con quella del Sahel, che ha visto la Francia cacciata in malo modo. 

Non dobbiamo mai dimenticare che Gheddafi è stato colui che ha cacciato re Idris (filo inglese) per conto degli italiani e che ha mantenuto con l’Italia un rapporto privilegiato, con tutto quanto ne conseguiva sia dal punto di vista energetico, sia dal punto di vista del controllo dell’immigrazione. 

La fine di Gheddafi, voluta dall’America di Hillary Clinton e attuata da inglesi e francesi, ha aperto le porte all’immigrazione selvaggia, secondo una logica del tutto funzionale alla globalizzazione e ai disegni del Nuovo Ordine Mondiale. 

In questi anni di destabilizzazione dell’Africa mediterranea, dovuta anche alle Primavere arabe e al rapporto preferenziale dei Dem Usa con il Fratelli Musulmani e con gli sciiti, un contributo significativo e fortemente negativo è venuto dalle Ong finanziate da George Soros e dalla posizione ideologica di Jorge Mario Bergoglio. 

In questo senso, senza ovviamente fare alcun paragone improprio, l’area catto-comunista contribuisce a rilanciare idee che furono alla base della contestazione degli anni ‘70 con un’accentazione, oggi, dell’aspetto terzomondista e delle linee politiche riassumibili nell’ideologia woke (green, gender, cancel culture, climate change). 

Inoltre, la forzatura tecno-finanziaria, che ha messo a nudo lo strapotere delle multinazionali, anche nel territorio della libertà privata e della democrazia, può costituire una potente motivazione per chi intende alimentare l’eversione e la destabilizzazione della democrazia. 

La storia delle BR, impossibile da riassumere nello spazio di un articolo, è costellata di intrecci con servizi segreti di vari paesi e di conversioni di personaggi dalla destra alla sinistra (esempio Curcio) e dalla sinistra alla destra (esempio Roberto Dotti). 

Un esempio fondamentale, in quanto centrale per una valutazione degli intrecci, è il rapporto tra Corrado Simioni (Hyperion-Superclan) e Roberto Dotti, ex partigiano, ex Volante Rossa, probabile agente di Praga, passato al sodalizio con Edgardo Sogno (prossimo a Cia, Nato, intelligence inglese e francese). 

Un altro esempio significativo è quello di Savina Longhi, ex segretaria di Manlio Brosio, segretario generale della Nato dal 1964 al 1971, amico di Edgardo Sogno. Dopo essere stata segretaria di Manlio Brosio, Savina Longhi è diventata segretaria di Corrado Simioni, il quale, come si è visto, era in contatto con Roberto Dotti, a sua volta braccio destro di Sogno dopo essere stato partigiano delle Brigate Garibaldi e attivo nella Volante Rossa. 

Interessanti, per un ripasso del periodo contrassegnato dalla vicenda delle BR, due saggi: “Che cosa sono le BR, di Alberto Franceschini e Giovanni Fasanella (Bur) e “Chi manovrava le BR” di Silvano De Prospo e Rosario Priore (Ponte alle Grazie). 

La testimonianza di Franceschini resa a Fasanella è del 2004 e nel testo si legge che “la rete di Simioni, ancora oggi, non è mai emersa nella sia interezza”. 

Non solo. Franceschini parla di cose ancora indicibili. Quali?

“Certamente l’Hyperion – afferma il fondatore delle BR prima maniera -. Tant’è che ogni volta che le inchieste giudiziarie sono arrivate a Hyperion, o sono state bruciate da fughe di notizie pilotate in Italia, o si sono arenate per mancanza di collaborazione da parte di Servizi segreti francesi”. 

Affermazione interessante. Assai grave, asseverata dal quanto ha detto il generale Dalla Chiesa nel febbraio 1982 alla Commissione Moro: “Il fatto è che non abbiamo molta collaborazione da parte francese”. 

La questione Hyperion-Superclan è più che mai aperta. 

Nella postfazione al libro di Fasanella-Franceschini, Rosario Priore scrive: “Simioni quindi ha avuto con probabilità legami con il KGB, giacché questo Servizio lo mette a parte di progetti di livello continentale come ‘Gerani nel vaso’ nell’ambito di una pianificazione di attività nella penisola greca, che porterà quanto meno al compimento dell’attentato di Atene”. 

L’attentato di Atene, attribuito alla regia di Simioni, riguardò l’ambasciata Usa in Grecia.

“Il cervello parigino – aggiunge Priore – è esistito (e probabilmente tuttora si mantiene in vita) e ha, in sintonia con le istituzioni di quel paese, come provato da inchieste romane, esercitato funzioni di monitoraggio e controllo, quando non di guida, del composito mondo dell’eversione. E in quel di Parigi avvengono quelle grandi radunate delle forze rivoluzionarie, o sovversive, a seconda del punto di vista, ma sempre degne di essere protette a mente dei nostri cugini, dei quattro angoli del pianeta”. 

Rosario Priore scriveva nel 2004. Dopo vent’anni Parigi si ripresenta come possibile sede di un cervello che si dichiara erede delle BR. 

Siamo d fronte agli eredi, in tutti i sensi e in tutti i possibili intrecci, di Hyperion e del Superclan?

Possiamo permetterci, mentre nel mondo si ridefiniscono equilibri difficili, di avere in Italia manine intrecciate che giocano a destabilizzare, utilizzando anche il brodo di coltura del catto-comunismo in versione woke?

Possiamo chiedere, con forza, ai cugini francesi di rimandarci a casa gli eversori rossi rifugiati in Francia o dobbiamo pensare che Parigi continui a coprire manovre contrarie agli interessi italiani?

Possiamo finire di vedere politici e intellettuali italiani aspirare ad essere una sorta di Legione Straniera politica e comunicativa al servizio dell’Eliseo?

Riguardo alla componente cattolica del catto-comunismo nostrano, possiamo chiedere al Papa e ai vescovi italiani che lo seguono di occuparsi dell’anima e di Dio e di smetterla d fare politica nel nostro Paese?

Che dobbiamo fare? Rivedere il Concordato? Chiedere al Vaticano di ospitare nei possedimenti enormi della Chiesa in Italia i migranti dei quali parla in continuazione, disastrando la tenuta del Paese? 

A che gioco gioca Papa Francesco? E i vescovi che finanziano le Ong?

Solo una desecretazione degli atti degli anni ‘70 del ‘900 può interrompere una deriva pericolosa per la proiezione internazionale dell’Italia e per la sua tenuta democratica. 

Una deriva che rischia di essere il mare nel quale nuotano i pesci della nuova eversione. 

 

 

 

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui