
Il primo ministro del Bangladesh Sheikh Hasina è stato deposto ed è fuggito dal paese lunedì scorso dopo che l’esercito ha attuato un golpe a seguito delle manifestazioni popolari iniziate per protestare contro le quote di lavoro e abilmente trasformate da agenti stranieri (l’Isi pakistano) in un movimento che chiedeva le dimissioni della Premier e del suo governo.
In realtà questa “rivoluzione arancione” teleguidata da agenzie americane, aveva coinvolto solo qualche decina di migliaia di persone nella capitale.
Come scrive The Economic Times, il primo dei media finanziari indiani, “esiliato a Londra, ecco come il leader del BNP [Tarique Rahman ] ha ordito un complotto con l’ISI per porre fine al regno di Hasina in Bangladesh”.
“Secondo alcune fonti – scrive The economic times – il leader del BNP Tarique Rahman avrebbe incontrato funzionari pakistani dell’ISI (Inter-Services Intelligence, la più importante e potente delle tre branche dei servizi di Intelligence del Pakistan) nel Golfo per pianificare una campagna per estromettere il premier del Bangladesh Sheikh Hasina.
Rahman, in esilio da 15 anni, è stato attivo sui social media promuovendo disordini.
I suoi legami con i radicali e i recenti problemi legali si aggiungono alla controversia.
Il capo dell’esercito, generale Waker-Uz-Zaman, aveva annunciato le dimissioni di Hasina in un discorso televisivo alla nazione e aveva affermato che sarebbe stato formato un governo ad interim.
Waker-Uz-Zaman ha detto di aver avuto colloqui con i leader dei principali partiti politici – esclusa la Lega Awami di Hasina, da lungo tempo al potere – e che presto incontrerà il presidente Mohammed Shahabuddin per discutere la via da seguire.
Sempre secondo The economist times, “l’ex Primo Ministro del Bangladesh Sheikh Hasina, ora in India, ha accusato gli Stati Uniti di aver orchestrato la sua estromissione per le controversie riguardanti Saint Martin Island, che secondo lei servivano per affermare il controllo sulla Baia del Bengala. In una dichiarazione, Hasina ha giustificato le sue dimissioni per evitare ulteriori violenze e ha esortato i cittadini del Bangladesh a non cadere preda di manipolazioni radicali. Ha espresso dolore per la violenza in corso e gli omicidi di leader in Bangladesh, riaffermando il suo impegno per l’Awami League e la sua speranza per il futuro del Paese”.

Sheikh Hasina, ora comodamente sistemata in una casa sicura in India, a dimostrazione che l’India non è d’accordo con quanto è stato commesso in Bangladesh, ha avanzato significative accuse secondo cui gli USA sarebbero dietro la sua cacciata.
L’isola, che ha un’importanza strategica, fa parte del Bangladesh, ed è vicina alla foce del Golfo del Bengala.
Una base militare Usa a Saint Martin servirebbe a dominare la navigazione nell’area della baia, fornendo al contempo una rampa di lancio per le operazioni navali dirette al Myanmar. In secondo luogo, potrebbe anche servire come base per lo stoccaggio avanzato e la logistica per le flotte navali che operano per mantenere stabili le rotte marittime di comunicazione nell’Oceano Indiano e nel Golfo del Bengala.
L’isola consente inoltre a qualsiasi Marina lì basata di interferire e tenere d’occhio la navigazione indiana nel Golfo del Bengala.
L’isola di St. Martin costituisce un punto di riferimento cruciale per il confine marittimo tra Bangladesh e Myanmar, stabilito dal Tribunale internazionale per il diritto del mare (ITLOS) nel 2012. L’isola rientra nella zona economica esclusiva (ZEE) del Bangladesh, garantendo l’accesso a preziose risorse marine, tra cui pesce, petrolio e gas.
Riconoscendo l’importanza strategica dell’isola di St. Martin, il Bangladesh può sfruttare la sua posizione unica per migliorare la sicurezza nazionale, la crescita economica e l’influenza regionale.
L’isola di St Martin, se controllata da una potenza diversa dal Bangladesh (ad esempio gli USA), fungerebbe da posto di controllo e potrebbe monitorare le attività locali all’interno del Bangladesh (militari, strategiche o economiche e scoraggerebbe le altre forze regionali dal prendere piede in qualsiasi modo). Ciò avrebbe un grande impatto sui progetti della Cina, che vorrebbe sfruttare la rotta BRI direttamente dalla Cina attraverso il Myanmar al Bangladesh per un vantaggio strategico ed economico.
Dopo la presa del potere dei Generali, una folla immensa, probabilmente sobillata dall’Isi pakistano, è scesa in piazza non tanto per dimostrare il loro sostegno al golpe ma per approfittare del caos per saccheggiare vari negozi.
La fuga in esilio ha posto fine a un secondo mandato al potere durato 15 anni per Hasina, che ha governato per 20 degli ultimi 30 anni come leader del movimento politico ereditato da suo padre, assassinato con gran parte della sua famiglia in un colpo di stato del 1975 orchestrato dalla CIA.
Con tempistica perfetta e sospetta gli Stati Uniti sono la prima Nazione al mondo che accoglie con favore il golpe del Generale Waker-Uz-Zaman affermando che il golpista è l’unico uomo che possa riportare la democrazia nel Paese. “Abbiamo visto l’annuncio che il primo ministro Hasina si è dimesso dal suo incarico e ha lasciato il Bangladesh. Stiamo monitorando attentamente la situazione. Gli Stati Uniti stanno dalla parte del popolo del Bangladesh. Esortiamo tutte le parti ad astenersi da ulteriori violenze. Accogliamo con favore l’annuncio di un governo ad interim e chiediamo che qualsiasi transizione sia condotta in conformità con le leggi del Bangladesh. Vogliamo vedere un ordine democratico nel Paese”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller in una conferenza stampa.
Utilizzando il Generale Waker-Uz-Zaman e alcune ONG del Bangladesh finanziate da USAID, Washington ha interrotto con la violenza il processo di assimilazione del Paese ai BRICS.
Con oltre 27 miliardi di dollari di budget per il 2022 e attività registrabili in più di cento Paesi, USAID (United States Agency for International Development) è una delle principali organizzazioni umanitarie e di sviluppo internazionale del mondo. A essa è affidata la maggioranza dei fondi destinati dal Congresso agli aiuti internazionali, che USAID utilizza per le proprie missioni.
Nel 2020 la New Development Bank (NDB), fondata dai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) ha ammesso il Bangladesh come nuovo membro assieme a Emirati Arabi Uniti e Uruguay, aumentando la sua importanza sui mercati finanziari mondiali.
L’anno scorso, il Bangladesh ha mostrato interesse nell’entrare a far parte dell’alleanza BRICS, composta da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. L’alleanza è stata fondata per stabilire un equilibrio economico e politico tra potenti nazioni globali. Nell’aprile 2024 si é svolto l’incontro tra Bangladesh e Brasile dove si é concordato di lavorare insieme per la promozione di scambi e investimenti bilaterali e regionali. Il ministro degli Esteri brasiliano in visita Mauro Vieira aveva affermato ieri che il suo paese avrebbe considerato il vivo interesse del Bangladesh a diventare un membro BRICS “molto fortemente e positivamente”.
Ora questo processo é stato interrotto.
Gli Stati Uniti, appoggiando il golpe, si mettono, obiettivamente, in rotta di collisione anche con l’India che, non a caso ha messo in sicurezza la leader defenestrata.





