Home Politica PER LA BARONESSA UNA VITTORIA DEL PFIZER

PER LA BARONESSA UNA VITTORIA DEL PFIZER

0

Ursula von der Leyen è stata rieletta il giorno dopo che è stata condannata dalla Corte distrettuale dell’Ue per mancata trasparenza sui vaccini anti-Covid.

La Presidente della Commissione europea, secondo la sentenza, non sarebbe stata sufficientemente trasparente con l’opinione pubblica in merito ai contratti per i vaccini.

Per il secondo mandato della von der Leyen come presidente della Commissione europea hanno votato a 401 europarlamentari.

Il gruppo italiano Fratelli d’Italia ha votato contro. Se Giorgia Meloni avesse votato a favore si sarebbe messa una pietra legata al collo in attesa di affondare con la baronessa, la quale galleggia per miracolo.

Ci sarà, ovviamente chi sbraiterà che l’Italia così rimane isolata. L’Italia non è Fratelli d’Italia e giocherà le sue carte come Stato. Per Fratelli d’Italia che dire? Meglio isolati che cornuti e mazziati. Fidarsi delle promesse della baronessa è del tutto assurdo.

I soliti pifferai i quali volevano che la Meloni votasse la baronessa sono stati delusi.

Il Parlamento europeo ha confermato Ursula von der Leyen alla presidenza con 401 voti a favore (teoricamente esattamente la maggioranza Ursula), 284 contrari e 15 astenuti. Le schede bianche sono state 7.

I contrari, in totale, pertanto, sono stati 306.

La maggioranza richiesta era di 360. I votanti sono stati 707.

La maggioranza Ursula (S&D – 136, Ppe – 188, Renew Europe – 77) è esattamente di 401, ma i Verdi (53) avevano assicurato il loro voto, pertanto la maggioranza Ursula Green è di 454. Sei parlamentari di Ecr (Conservatori), ossia quelli del Belgio (3) e della Repubblica ceca (3) avevano annunciato che avrebbero votato a favore. Se facciamo due conti e se i Verdi e quelli di Ecr hanno mantenuto la promessa, significa che all’appello della maggioranza Ursula (S&D, Ppe, Renew Europe) mancano 59 franchi tiratori.

La maggioranza, essendo il Parlamento composto da 720 parlamentari (ieri hanno votato in 707), è di 360 più uno, ossia 361.

La maggioranza sui singoli provvedimenti, pertanto, è del tutto aleatoria.

Il voto a favore dei Verdi è stato decisivo per il bis, ma è anche un cappio al collo della baronessa, in quanto una linea green, bocciata dagli elettori, andrà inevitabilmente contro anche ad una parte di chi è nel Ppe e, forse anche di Renew Europe. Nel caso di una politica non green, la baronessa perderebbe i voti dei Verdi e probabilmente anche di una parte dei socialisti.

Per quanto riguarda la politica estera, nonostante tutte la chiacchiere, l’iniziativa l’ha presa Orban e con la dichiarazione di Zelensky che ci vuole un tavolo per la pace con la presenza della Russia, la mano passa direttamente agli Usa dopo le elezioni presidenziali.

Dall’America spira un vento che non promette bene per i guerrafondai europei e, probabilmente, anche la Nato, cambierà presto approccio alla guerra in Ucraina, lasciando la baronessa e la sua Alta rappresentante della politica estera con il cerino in mano.

Del resto, se si guarda il discorso della baronessa, si capisce che non andrà molto lontano.

Nel suo discorso prima del voto von der Leyen ha dichiarato che non intende guardare l’Europa che “viene fatta a pezzi”, che sia “dall’interno o dall’esterno”, così come “dalla polarizzazione delle società”.

“Sono convinta – ha detto la baronessa – che la versione dell’Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale, con tutte le sue imperfezioni e le sue disuguaglianze, sia ancora la migliore della storia. Non resterò mai a guardare mentre viene fatta a pezzi dall’interno o dall’esterno. Non permetterò mai che la polarizzazione estrema delle nostre società venga accettata. Non accetterò mai che demagoghi ed estremisti distruggano il nostro stile di vita europeo e oggi sono qui pronta a condurre la lotta con tutte le forze democratiche di questo Parlamento”.

“Questa è la visione che ho delineato nelle mie linee guida politiche, una visione di un’Europa più forte che offre prosperità, protegge le persone e difende la democrazia. Un’Europa più forte che offre equità sociale e sostiene le persone. Un’Europa più forte che attui quanto concordato in modo equo e che si attiene agli obiettivi del Green Deal europeo, al pragmatismo, alla tecnologia, alla neutralità e all’innovazione. Ho ascoltato attentamente le forze democratiche di questo Parlamento. Sono convinta che questi orientamenti riflettano quanto abbiamo in comune”, ha detto.

Già il fatto che abbia detto che si atterrà al Green Deal apre una voragine non da poco. Il Green è in disfacimento ovunque, persino nella finanza che l’ha voluto.

Parole al vento quelle sulla democrazia, che viene ogni giorno calpestata da logiche di sbarramento (conventio ad excludendum) di chi non è in linea con democristiani, socialisti e liberali.

Sarà interessante vedere cosa sarà lo “Scudo europeo per la democrazia”.

“L’Ue ha bisogno di una struttura specifica per contrastare la manipolazione e l’interferenza dell’informazione straniera”, ha detto la baronessa.

Detto in altri termini, l’Unione Europea si appresta a introdurre la censura.

La rielezione di Ursula von der Leyen, secondo il cancelliere tedesco Olaf Scholz è “un chiaro segno della nostra capacità di agire” nell’Ue.

Il premier polacco Donald Tusk ha a sua volta detto: “Congratulazioni per la tua riconferma, cara Ursula. I tempi sono duri, ma con il tuo coraggio e la tua determinazione sono sicuro che farai un ottimo lavoro. Lo faremo, insieme”. Entusiastico il commento del ministro degli esteri italiano Antonio Tajani: “Congratulazioni von der Leyen! Fieri del grande lavoro di squadra del Ppe per sostenere la tua conferma alla guida della Commissione europea. Conta sempre su Forza Italia per costruire un’Europa più competitiva, più sicura e portatrice di pace”.

Di parere opposto il capodelegazione di FdI all’Eurocamera Carlo Fidanza che spiega il voto contrario del suo partito: “Le scelte fatte in questi giorni, la piattaforma politica, la ricerca di un consenso a sinistra fino ai Verdi hanno reso impossibile il nostro sostegno a riconferma della presidente Ursula von der Leyen”. Con la rielezione, ha detto ancora Fidanza, “non viene dato seguito al forte messaggio di cambiamento uscito dalle urne del 9 giugno”. L’eurodeputato di Fratelli d’Italia e co-presidente di Ecr, Nicola Procaccini, ha aggiunto: “I maggiori sconfitti delle elezioni europee, come i Verdi ma anche i Socialisti e i Liberali, sono coloro che hanno preso in mano il destino di Ursula von der Leyen che si è consegnata a loro. Noi avremmo preferito una scelta diversa”. 

Una nota della Lega ribadisce il concetto: “La conferma di Ursula Von der Leyen è una brutta notizia per i cittadini europei e per gli italiani in particolare, soprattutto per il pericoloso sostegno di sinistre ed eco-fanatici. Tradito il voto di milioni di elettori che chiedevano il cambiamento e che ora subiranno le scelte scellerate degli estremisti verdi”. 

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui