
Secondo fonti militari citate dal quotidiano “Times of Israel”, “i due si trovavano in un edificio basso tra la zona di Al Mawasi e Khan Yunis, in un ambiente civile, ma non in una tendopoli per sfollati palestinesi. Altre decine di agenti di Hamas si trovavano nell’area del sito quando è stato preso di mira, comprese le guardie”.
Oltre 71 persone sono morte e 289 sono state ferite nell’attacco delle Forze di difesa di Israele (Idf) che ha colpito il campo profughi di Al Mawasi, a ovest di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza.
Lo ha riferito il ministero della Sanità dell’exclave palestinese. In precedenza, l’emittente panaraba di proprietà qatariota “Al Jazeera” aveva riportato che cinque missili hanno preso di mira le tende degli sfollati e l’unità di desalinizzazione dell’acqua vicino alla rotonda di Al Nus. “Al Jazeera” ricorda che le forze israeliane hanno dichiarato Al Mawasi “area sicura” dopo aver ordinato agli sfollati di Rafah di trasferirsi a Khan Yunis, in seguito all’inizio dell’operazione nella città al confine con l’Egitto, lo scorso 7 maggio.
Le Forze di difesa di Israele (Idf) hanno confermato che Mohammed Deif, comandante dell’ala militare di Hamas (le Brigate al Qassam), e Rafa’a Salameh, comandante della Brigata Khan Yunis, erano l’obiettivo dell’attacco aereo che ha colpito la “zona sicura” di Al Mawasi, vicino a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza.
Secondo fonti militari citate dal quotidiano “Times of Israel”, “i due si trovavano in un edificio basso tra la zona di Al Mawasi e Khan Yunis, in un ambiente civile, ma non in una tendopoli per sfollati palestinesi.
Altre decine di agenti di Hamas si trovavano nell’area del sito quando è stato preso di mira, comprese le guardie”.
L’esercito sta ancora aspettando che l’intelligence confermi che Deif e Salameh siano stati uccisi nell’attacco.





