
di Nino Orlandi
Qualcuno dice “sono di sinistra”, ritenendo così di collocarsi tra i buoni, i solidali, i colti, gli intelligenti. Mentre chi si colloca a destra è inevitabilmente cattivo, egoista, ignorante, o stupido.
Gli si potrebbe rispondere, se non si coltivasse la tolleranza, che nessuno è più ignorante di chi crede di sapere, più stupido di chi non immagina che ci siano ragioni al di fuori delle proprie.
Questa è l’eredità più pesante della cultura comunista, che dal dopoguerra ha seminato queste idee illiberali e intolleranti nelle coscienze post fasciste degli italiani.
A cui vanno aggiunti rigurgiti improvvisi di violenza, tipo “fallo da frustrazione”, in chi si è visto crollare addosso il Muro di Berlino e sgretolarsi quelle illusioni di costruire un “uomo nuovo” sulla base della propria ideologia, senza tenere conto della natura umana, che non è solo materia, ringraziando Dio.
Sarà dura liberarsi da questi pregiudizi e questa eredità di odio, ma nonostante tutto credo che l’Uomo ce la farà a ritrovare le proprie radici ideali e spirituali.





