Il Ministro Giorgetti all’Assemblea dell’ABI.
L’intervento del ministro Giorgetti è stato molto corposo, ben meditato e con l’orgoglio di rivendicare i diversi risultati positivo del Governo e di quello che necessita per il futuro dell’Italia. Ha sottolineato che “in un contesto globale che continua ad essere instabile e incerto, l’economia italiana sta confermando un’ottima tenuta, con andamenti macroeconomici nel complesso positivi”. Ha evidenziato che negli ultimi tre anni, “malgrado una evoluzione demografica purtroppo sfavorevole, l’andamento della crescita economica è stato più sostenuto rispetto sia alla media del ventennio precedente la pandemia, sia a quello realizzato dagli altri Paesi dell’area euro”.
Anche l’esame degli indicatori più recenti, sempre secondo il ministro Giorgetti, ” evidenzia prospettive incoraggianti, sia pure in un quadro di eterogeneità settoriale: all’andamento ancora favorevole delle costruzioni, e ai segnali di dinamismo provenienti dai servizi, si accompagna il perdurare della fase di stagnazione della produzione industriale a cui sicuramente potrà dare un contributo l’operatività a breve delle misure Industria 5.0″. Ha sottolineato “i notevoli incrementi dell’occupazione e la consistente discesa del tasso di disoccupazione, che si attesta sul 6,8 per cento e che si posiziona su un livello nettamente inferiore a quelli di grandi Paesi europei quali la Francia e la Spagna”.
Positivo è anche l’andamento del tasso di inflazione, “che attualmente è il secondo più basso dell’area dell’euro ed è molto inferiore a quello dei maggiori Stati membri“. Il ministro Giorgetti è fiducioso che l’obiettivo di crescita dell’1% fissato nell’ultimo DEF sia ampiamente alla nostra portata. È la conferma, secondo Giorgetti, “che non si tratta di un obiettivo inteso come ‘politicamente accomodante’, ma era ed è basato su criteri di ragionevolezza e responsabilità”.
E per quanto riguarda la politica del bilancio, il ministro ha ribadito ” che la nostra missione è portare il bilancio in pareggio al netto del servizio del debito pregresso, inteso non come un obiettivo politico ma come un dovere morale verso le futura generazioni”. Una dichiarazione così forte richiama l’attenzione e alla responsabilità tutti i ministri abituati a promettere cose impossibili. Secondo Giorgetti ” è un obiettivo raggiungibile, che dobbiamo perseguire con determinazione e che, a dispetto di quanto si legge di frequente, non richiede una manovra ” lacrime e sangue ” ma semplicemente una seria politica di controllo della dinamica della spesa pubblica e di miglioramento dell’efficienza del prelievo fiscale, senza un inasprimento delle aliquote d’imposta (che abbiamo semmai già ridotto con la legge di bilancio 2024)”.
Tuttavia, non è più tempo di una politica di incentivi a pioggia, come fanno e hanno fatto grandi Paesi emergenti o anche avanzati che hanno molte risorse più di noi “. La sfida di rinvigorire l’economia italiana richiede anche un sistema bancario dinamico e moderno e un maggiore sviluppo del mercato dei capitali, ha osservato il ministro. In questo quadro, il sistema bancario, finanziario e assicurativo può e deve contribuire al raggiungimento dei diversi obiettivi che attendono il nostro Paese, anche affiancando l’operatore pubblico nel fornire supporto a famiglie e imprese.
D’altra parte, ha sottolineato il ministro, “le condizioni del sistema bancario italiano si mantengono buone, grazie anche al forte recupero di redditività registrato soprattutto nel corso dell’ultimo anno, alla robusta ed equilibrata posizione di liquidità, alla solida patrimonializzazione e, più in generale, al significativo rafforzamento conseguito nel tempo “. Nell’accorata conclusione, il ministro Giorgetti, ha sostenuto che il Paese è chiamato a rispondere a sfide che presentano numerosi e forti elementi di criticità.
Le banche non fanno eccezione. La consapevolezza comune è che il sistema Paese sia dotato oggi degli anticorpi necessari ad affrontare questi impegni in un contesto di sicurezza. Tuttavia, ha sottolineato Giorgetti, ” è necessario fare un passo i più “. Ha concluso come segue: “In un’ottica di leale collaborazione tra Governo ed istituzioni bancarie, finanziarie e assicurative, reputiamo fondamentale che ci sia fiducia e supporto reciproco del sistema e che ne quadro di obiettivi stabiliti dalle nuove regole europee le istituzioni contribuiscano in maniera equa e non discriminatoria al raggiungimento del fine comune”.
A tal proposito, il ministro Giorgetti, ha rivolto agli amministratori delle banche italiane il seguente appello: “Le banche italiane sono e continueranno ad essere il braccio operativo dell’economia del Paese, degli imprenditori che ogni giorno rischiano per fare impresa e rendere il nostro Paese competitivo. Sono uomini e donne in carne e ossa. E qui vorrei dirvi che la banca non è un algoritmo. Non lo deve essere. E soprattutto non lo può essere il banchiere. Metteteci intelligenza e cuore. Anche i risultati saranno migliori”. Un appello che le banche sapranno sicuramente accogliere, mentre sarà più dura per il ministro Giorgetti convincere certi colleghi ministri, più dediti alla propaganda e a scialacquare risorse con superficialità e senza responsabilità.




