Home Politica IL RIFORMISMO, NECESSITA’ INDEROGABILE

IL RIFORMISMO, NECESSITA’ INDEROGABILE

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di Giuseppe Augieri
 
Ho letto due interessanti articoli, su “Il Riformista” e “HuffPost” che quasi si integrano tra loro. L’ho visto come il segnale che si comincia a fare qualche ragionamento su quello che, a mio parere, è il fondamento e la genesi della confusa situazione politica e sociale che stiamo vivendo.
Il primo articolo parte dalla constatazione dell’assenza di un centro politico in Italia. «Da oltre trent’anni la penisola ha intrapreso un percorso lineare verso la radicalità …. si vede nei toni, nei modi, nei tempi forsennati della comunicazione social-politica, nel non riconoscere l’avversario, nell’ossessione per la cronaca, nella tirannia dell’emergenza».
Di conseguenza il riformismo, «vaso di coccio nel bipolarismo della radicalità» finisce per essere schiacciato. Per me, che condivido tutto l’articolo, il richiamo alla comunicazione che supporta un criterio sbagliato di fare politica, che cioè non prevede mediazioni, conforta le mie considerazioni. In una situazione come quella descritta – l’avversario è il nemico da distruggere, tutto è emergenza, la logica di governo è “l’altro è un problema” e non “il problema dell’altro è il mio problema” – in queste condizioni anche la libertà di espressione diviene più che difficile, talvolta impossibile.
E fin qui non dico nulla di nuovo rispetto a quanto ho più volte sostenuto.
La lettura del seconda articolo apre invece in me spazi maggiori di riflessione. «La caratteristica principale della mediocrità è il conformismo. Comportamenti “conformati” servono a sottolineare l’appartenenza a un contesto che lascia, ai più forti, un grande potere decisionale. Alla fine dei conti, si tratta di atteggiamenti, che tendono a generare istituzioni corrotte».
La conseguenza è che il “conformismo”, alimentato dalla necessità di mantenersi nei confini e nella logica del bipolarismo radicale, fa perdere di vista, lasciandolo sullo sfondo, il fenomeno che si è voluto creare e che si è incancrenito in questi anni: la perdita di fiducia in tutte le istituzioni. I parlamentari, perché investiti da cicloni giudiziari (che spesso siano sbagliati lo sanno in pochi); la politica, perché è il potere fine a se stesso nella coscienza popolare; la magistratura, perché è ormai chiaro che spesso sbaglia e pensa di essere ad di sopra …. della legge.
Si crea, così, uno spazio immenso, per chi riesce a sfruttare la sfiducia e a orientare i meccanismi della comunicazione di massa. «In questo clima trionfano i populismi e diventa difficile qualunque riforma seria», perché la comunicazione avviene «sulla base di emozioni e della capacità di alcuni gruppi di “urlatori”, di emozionare un pubblico votante, che è disponibile a cambiare facilmente idea, per seguire “un’emozione comune”, che diventa pensiero dominante».
Se non sei “conformista” in quello che dici, sei il nemico. E poiché il nemico è inaccettabile, con te non si parla. E se non si parla, è inutile ascoltare. Punto.
Sottoscrivo anche questa analisi e la ripropongo, in tutte le sue sfaccettature, ai commenti. Limitandoci al nostro Paese – ma ci si può allargare – credo essa fotografi situazioni in atto. Ma, ed è questo che bisognerà affrontare, sostengo, in aggiunta, che tutto questo oscura il vero potere che dirige tutte queste operazioni.
Da fastidio a me, e penso a chiunque, ammettere di essere manovrati: ma che ci siano interessi fortissimi della elite finanziaria nel determinare e gestire situazioni politiche, per me non vi è dubbio. Ed, anche volendosi attenere alla sola azione di gestione di situazioni politiche che si siano “liberamente” create, il bipolarismo rende più semplice – per il potere finanziario – stabilire chi e come appoggiare. Che è un viatico per mantenere il potere.
E dunque vi propongo questa notizia. Il nostro attuale Governo è l’unico che da segni di stabilità. E’ l’incontrovertibile realtà. Swan, fintech europea attiva nel settore della finanza integrata, ha annunciato l’apertura di un nuovo ufficio a Milano, giudicando interessante la situazione che si è venuta a creare. Questo consentirà alle imprese italiane di accedere al mercato della finanza integrata, che si prevede raggiungerà un valore di 7,2 trilioni di dollari a livello mondiale a brevissimo. Intanto Swan ha raggiunto la cifra di un miliardo di euro di transazioni al mese. Il PNRR al confronto non è una sigla: è il rumore di una pernacchia.. Domanda: l’interesse è perché da noi vi sono nuove e grandi occasioni di impiego finanziario o perché il governo è stabile? E la stabilità di questo Governo è dovuta al bipolarismo rozzo ed esasperato o a qualcosa di altro? E, in ogni caso, vogliamo parlarne?
 

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  • Redazione

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