Home Cronaca PESSIMO INIZIO DEL CONSIGLIO EUROPEO CHE IGNORA IL VOTO DEI CITTADINI

PESSIMO INIZIO DEL CONSIGLIO EUROPEO CHE IGNORA IL VOTO DEI CITTADINI

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Ieri pomeriggio, nel peggiore dei modi, è iniziato il Consiglio europeo, l’organismo che riunisce i capi di governo dei 27 Paesi aderenti all’Unione Europea.

Nei giorni scorsi l’intesa tra popolari, socialisti e liberali ha tagliato fuori i conservatori dalle poltrone dei cosiddetti “top jobs” e punta a riconfermare Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione.

“Accordo vergognoso, elettori ingannati”, lo ha definito su X il premier ungherese Viktor Orban. “Non sosteniamo questo accordo vergognoso”, ha poi ribadito il leader ungherese in un messaggio pubblicato sempre su X.

Parole a cui ha fatto eco Matteo Salvini, che ha detto: “Quello che sta accadendo puzza di colpo di Stato”.

Dura anche la posizione di Giorgia Meloni, che ha parlato di intesa che ‘ignora il voto dei cittadini’.

Al Consiglio europeo a Bruxelles i leader discuteranno anche dell’agenda strategica 2024-2029, dell’Ucraina, di Medio Oriente, della sicurezza e della difesa.

Nel corso delle comunicazioni ieri in aula alla Camera e in Senato, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha dichiarato: “Non intendo cambiare posizione sulle nomine in cambio di un ruolo che all’Italia spetta di diritto. Intendiamo batterci per l’Italia: siamo un Paese fondatore dell’Ue, l’economia italiana è la terza d’Europa, la nostra manifattura è la seconda del continente, il nostro Stato membro è il terzo per popolazione e oggi possiamo contare su una stabilità politica ed economica che ci hanno consentito di scrollarci di dosso i troppi pregiudizi di cui eravamo vittime”.

“Non si può prescindere dall’Italia” ha a sua volta detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della colazione di lavoro al Quirinale con la presidente del Consiglio. Meloni che ha ripetuto quanto detto in Parlamento, mentre il capo dello Stato avrebbe fatto presente che non è suo compito entrare nelle dinamiche politiche Ue di questi giorni.

Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis Mitsotakis ha commentato: “Rispetto Meloni e l’Italia, mai avuto l’intenzione di escludere o offendere qualcuno.Tre famiglie politiche hanno discusso tra loro e hanno elaborato una proposta. Alla fine, la decisione spetta al Consiglio europeo. Questa proposta riflette la stragrande maggioranza dei membri del Consiglio. Ancora una volta, devo sottolineare che non si tratta di un processo esclusivo. Personalmente, ho molto rispetto per la premier italiana Giorgia Meloni. L’Italia è un Paese molto importante nell’Unione europea e sono certo che affronteremo tutte queste questioni e preoccupazioni nelle discussioni che avremo. Sono ottimista sul fatto che questa discussione sarà completata durante il Consiglio europeo. Sono certo che avremo una discussione proficua e interessante e credo che l’Europa ne trarrà beneficio se raggiungeremo un accordo in tempi brevi”.

, ha concuso il premier greco.

Il presidente del Partito popolare europeo (Ppe) Manfred Weber ha a sua volta detto: “E’ importante tenere conto degli interessi italiani. L’Italia è un Paese del G7 e un Paese guida nell’Unione europea ed è importante tenere conto degli interessi italiani. Apprezzo il contributo del governo italiano con la leadership di Antonio Tajani e Giorgia Meloni. Ecco perché penso che il processo di inclusione degli interessi italiani sia fondamentale per l’Ue. Oggi è importante che diamo stabilità all’Ue e i tre principali partiti politici europei – socialdemocratici, liberali e cristianodemocratici – hanno una particolare responsabilità nel garantire questa stabilità per l’Europa”.

Deve essere chiaro che “nessuno rispetta la premier Giorgia Meloni più di me” ha detto il premier polacco Donald Tusk al suo ingresso al Consiglio. “E’ un fraintendimento. Ogni tanto servono piattaforme politiche per facilitare i processi”, ha affermato Tusk parlando della discussione in corso sulle nomine delle alte cariche dell’Ue. “L’unica intenzione è facilitare il processo. Non c’è Europa senza Italia”, ha aggiunto Tusk.

L’ex premier olandese e attuale segretario generale della Nato (entrerà in carica ad ottobre) Mark Rutte a margine del Consiglio europeo ha affermato: Giorgia Meloni “non è esclusa” dalle nomine Ue e “dobbiamo garantire che l’Italia si senta ben rappresentata nella nuova Commissione europea e non solo”.

Sull’accordo raggiunto tra Ppe, S&d e Renew sui tre nomi per i vertici europei “la chiara speranza è, ovviamente, che possano contare su una maggioranza in Parlamento”, ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz. L’intesa “raggiunta tra queste tre famiglie di partiti è solo una posizione, ne discuteremo attentamente ed equamente con i nostri buoni amici in Europa. Tutti e 27 sono ugualmente importanti. Il Consiglio Europeo e gli Stati membri devono avanzare saggiamente una proposta che possa contare sulla maggioranza del Parlamento”.

Difficile, se non ci saranno cambiamenti del quadro nelle prossime ore, che il dissenso italiano si possa trasformare in un sì al pacchetto di nomine, con la carta dell’astensione pronta sul tavolo.

Carta che sarebbe clamorosa e senza precedenti per l’Italia.

Con l’astensione dell’Italia si complicherebbe la strada a un bis di Ursula von der Leyen appeso, ripete più volte Meloni, a una “maggioranza fragile” e che è tutta da dimostrare al momento del voto (segreto) dell’Europarlamento.

Lo scenario preoccupa non poco Antonio Tajani, che da giorni spinge perché la sua famiglia europea, il Ppe, apra a Ecr.

Fonti Ue hanno spiegato che, fino all’ultimo, sarà cercato un consenso unanime sui top jobs, tenendo fede a un principio: quello di evitare ad ogni costo di escludere Paesi chiave come l’Italia.

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  • Redazione

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